Anna Bolena

Tragedia lirica in 2 atti
di Gaetano Donizetti
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recite concluse
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Libretto di

Felice Romani

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Musica di

Gaetano Donizetti

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Lirica 2017-2018, le recite sono concluse.

Anna Bolena, tragedia lirica in due atti di Gaetano Donizettiva in scena sul palco del Teatro Filarmonico.

Anna Bolena rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Mercoledì 2 maggio alle ore 18:00 e venerdì 4 maggio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

Direttore d’orchestra Jordi Bernàcer

Regia Graham Vick

Scene e costumi Paul Brown

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Maestro del Coro Vito Lombardi

Lighting designer Giuseppe Di Iorio

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

in coproduzione con la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste

ATTO I

In una sala del castello di Windsor alcuni nobili si intrattengono negli appartamenti di Anna Bolena e discorrono tra di loro: sospettano che Enrico VIII, stanco della regina, sia innamorato di un'altra, ma nessuno sa chi possa essere. Entra Giovanna di Seymour, dama di corte. La giovane si sente a disagio e prova rimorso: è proprio lei la nuova fiamma del re. Subito dopo compare Anna Bolena col suo seguito: turbata, si accorge del silenzio generale e, per stemperare la tensione, ordina a Smeton di eseguire una canzone. I versi intonati dal paggio, segretamente innamorato della regina, sono una velata dichiarazione, ma ad Anna riportano alla mente il suo primo amore, Riccardo Percy. Sopraffatta dalla nostalgia, la regina consiglia Giovanna di non lasciarsi tentare dal fascino regale, quindi congeda tutti i presenti e si ritira. Poco dopo, nella stessa sala, Giovanna si incontra con il re, che le rinnova il suo amore promettendole le nozze e il trono. Per vincere definitivamente le resistenze della giovane, Enrico le assicura che ha trovato un modo per divorziare: accuserà la regina di infedeltà, di averlo tradito prima e dopo il matrimonio con un amore di gioventù.

Nel parco del castello, Lord Rochefort, fratello di Anna, rivede con sorpresa Riccardo Percy, graziato e appena rientrato dall'esilio per volere del sovrano. Il giovane non ha mai dimenticato Anna e il ritorno in patria, ora che lei è sposata, è quasi più duro dell'esilio. Rochefort lo informa che la regina non gode più delle attenzioni del re. Al raduno per la battuta di caccia, arrivano quindi Enrico VIII con i cortigiani, Anna e le sue dame. La regina spera di potersi riappacificare con il marito, ma Enrico la avverte con tono minaccioso che sta vigilando su di lei. Il re si rivolge poi a Percy informandolo che la grazia che gli è stata concessa è dovuta alla intercessione della regina, che invece è del tutto ignara. Percy cade ai piedi di Anna e le bacia la mano rischiando con questo suo gesto di comprometterla. Enrico gode dell'imbarazzo dei due ex amanti nel rivedersi e spera di prendere in trappola la moglie. Ordina quindi a uno dei suoi ufficiali di sorvegliarla e, con finta benevolenza, invita Percy a rimanere a corte. La battuta di caccia ha inizio.

Intanto il paggio Smeton si introduce nell'appartamento della regina. Cerca di rimettere a posto una miniatura col ritratto di Anna che aveva segretamente sottratto, ma è costretto a nascondersi. Arriva Anna con il fratello Rochefort, che la convince a concedere udienza a Percy. La donna si pente subito di aver ceduto al desiderio di rivedere l'innamorato d'un tempo, ma ormai è tardi. Entra Percy e le dichiara di amarla come e più di prima, ma al rifiuto da parte di Anna di riannodare il legame, l'uomo estrae la spada per uccidersi. Smeton, credendo minacciata la regina, esce dal nascondiglio e affronta Percy per difenderla. Poco dopo arriva il re e di fronte alla scena di due uomini che sembrano scontrarsi per gelosia, accusa la regina di adulterio davanti a tutti i cortigiani. Il paggio, senza volerlo, lascia cadere la miniatura, che il re raccoglie considerandola una prova evidente del tradimento. Malgrado le loro proteste, Enrico fa imprigionare Anna, Percy, Smeton e Rochefort.

ATTO II

Le dame compiangono la regina abbandonata da tutti, quindi vengono condotte a testimoniare davanti al Consiglio dei Pari. Mentre sta pregando, Anna viene raggiunta da Giovanna, che cerca di convincerla a dichiararsi colpevole e a salvare in questo modo la propria vita, suggerimento che Anna respinge con sdegno. Nel tentativo di persuaderla, Giovanna le svela che Enrico ama un'altra donna, ma quando la regina adirata chiede il nome della rivale, Giovanna confessa di essere lei la nuova favorita del re. La sincerità del dolore e del rimorso di Giovanna vince la ripugnanza di Anna, che la perdona e la conforta, dichiarando che l'unico, vero colpevole è il sovrano.

Durante il processo l'ingenuo paggio Smeton, convinto di poter salvare Anna, si accusa di esserne stato l'amante: la sua testimonianza offre così a Enrico il pretesto per una condanna, segnando la sorte della regina. Scortati dalle guardie, entrano Anna e Percy. La regina supplica Enrico di risparmiarle il disonore di un giudizio pubblico, ma il re è irremovibile. A questo punto, nell'estremo tentativo di far cadere l'accusa di adulterio, Percy rivela che Anna era sposata legalmente con lui prima di diventare moglie di Enrico. Furioso per le rivendicazioni di Percy, il re manda la coppia a processo e dichiara che un'altra donna sarà la nuova regina. Mentre Anna e Percy vengono condotti dalle guardie davanti al Consiglio dei Pari, Giovanna piena di rimorso scongiura Enrico di salvare la regina, ma prima che il re possa risponderle, arriva la sentenza: Anna Bolena e tutti gli imputati sono condannati a morte. I cortigiani chiedono clemenza, ma Enrico non si pronuncia e si riserva di riflettere sulla loro richiesta di grazia.

Nella Torre di Londra, Harvey, ufficiale di Enrico VIII, comunica a Percy e Rochefort che il re intende concedere la grazia a loro, ma non ad Anna: i due amici rifiutano con sdegno, preferiscono seguire la regina al supplizio. Mentre vengono riportati in cella, dalla prigione di Anna Bolena escono i servitori, commossi dal suo stato di sofferenza e delirio. Poco dopo la regina compare in preda alle allucinazioni: rivive il momento delle nozze con Enrico, ritorna ai luoghi dell'infanzia dove è nato il suo giovanile amore per Percy. Poi, i colpi di cannone e il suono delle campane che annunciano le nozze di Enrico e Giovanna la richiamano alla realtà. Prima che le guardie la conducano al patibolo, insieme agli altri condannati, Anna invoca sulla coppia regale non la punizione ma la misericordia divina.

(di Roberto Mori)

ENRICO VIII
Mirco Palazzi

ANNA BOLENA
Irina Lungu
(29/04, 4/05)
Elena Mosuc (2, 6/05)

LORD ROCHEFORT
Romano Dal Zovo

GIOVANNA DI SEYMOUR
Annalisa Stroppa

LORD RICCARDO PERCY
Antonino Siragusa
(29/04, 4/05)
Mert Süngü (2, 6/05)

SMETON
Manuela Custer

SIR HERVEY
Nicola Pamio

TURNO A - Domenica 29/04/18 ore 15:30

TURNO B - Domenica 06/05/18 ore 15:30

TURNO C - Mercoledì 02/05/18 ore 19:00

TURNO D - Venerdì 04/05/18 ore 20:00