Madama Butterfly

Tragedia giapponese in 3 atti
di Giacomo Puccini
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recite concluse
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Libretto di

Luigi Illica e Giuseppe Giacosa

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Musica di

Giacomo Puccini

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la rassegna autunnale Viaggio in Italia nel tempo e negli stili, le recite sono concluse. Vai alla pagina programma per scoprire cosa ti riserva la prossima Stagione Artistica!

Madama Butterfly di Giacomo Puccini

Il titolo del compositore lucchese va in scena in un nuovo allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con l’Hrvatsko Narodno Kazalište (Teatro Nazionale croato di Zagabria) per la regia di Andrea Cigni, le scene di Dario Gessati, i costumi di Valeria Donata Bettella e le luci di Paolo Mazzon.

 

 

Madama Butterfly rientra nel progetto Anteprima scuole: venerdì 13 dicembre alle ore 16:00. La prova generale sarà preceduta da una conversazione di approfondimento che avrà luogo alle ore 14.30 in Sala Filarmonica, per la quale è necessaria la prenotazione.

Madama Butterfly rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 17 dicembre alle ore 18:00 e giovedì 19 dicembre alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

Direttore Francesco Ommassini

Regia Andrea Cigni

Scene Dario Gessati

Costumi Valeria Donata Bettella

Luci Paolo Mazzon

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

ORCHESTRA CORO E TECNICI DELL'ARENA DI VERONA

Allestimento della Fondazione Arena in coproduzione con l’Hrvatsko Narodno Kazalište (Teatro Nazionale croato di Zagabria)

Riflessioni su Madama Butterfly

di Andrea Cigni

IKIGAI.

“Trovare la ragione per la propria esistenza. Il motivo per cui ci alziamo tutte le mattine, quello che vogliamo realizzare con il nostro tempo, le nostre passioni, la nostra vocazione, il modo in cui contribuiamo a questo mondo, e in definitiva quali sono le nostre intenzioni. Coloro che vivono la vita con estrema passione rischiano, infatti, di esserne consumati sino alla degradazione”.

Ikigai è anche utilizzato per indicare una persona di cui si è profondamente innamorati.

È la traduzione di ragione di vita, ragione di essere.

Il sipario con questo ideogramma ci accoglie in sala. Vorrei dunque proporre una riflessione allo spettatore: qual è il motivo della nostra esistenza e per Butterfly quale è il motivo della propria esistenza. Il motivo che la porterà al detrimento e alla morte. Vorrei che ci si interrogasse su questo concetto e sulla parabola che Butterfly compie nella propria vita fino alla scelta inevitabile del suicidio.

Esistono due mondi in questa Butterfly. Un mondo interno, la casa (con la sua intimità e gli avvenimenti che contiene: come l’atto sessuale di Butterfly e Pinkerton o l’attesa nel dolore della protagonista). Uno esterno, in cui avviene ad esempio il matrimonio e dove si svolge la vita. E ci sono due tempi, uno legato al mondo esterno e all’immediatezza del momento e uno interno alla casa (rappresentato dal trascorrere del tempo e dall’accumulo di oggetti che significano tutto per Cio Cio San). Il fuori è un bosco, un luogo naturale che isola la casa di Butterfly, ogni volta cambia aspetto e prospettiva, quasi a sottolineare l’intento cinematografico della musica di Puccini, come se la scena diventasse lo schermo di un film e l’inquadratura cambiasse continuamente. La casa (il dentro) scompare o diventa secondaria e lontana per lasciare il posto a questo fuori e ritorna nei momenti intimi del dramma. Il matrimonio si svolge in questo luogo aperto. La casa ritorna quando lo zio Bonzo arriva col suo anatema e porta con sé non solo l’intimità tra Butterfly e Pinkerton nella casa, ma anche lo squallore di un posto privo di anima e comunque adatto solo a racchiudere la loro intimità, che si consuma con un atto sessuale che Butterfly vede romantico e Pinkerton vede meccanico e necessario. Lui è pronto al sesso, lei all’amore.

La vicenda si colloca nella contemporaneità, pur mantenendo vivi e visibili alcuni elementi che la tradizione ha cristallizzato nel tempo. La mia Butterfly è adesso. Butterfly vive un sogno che spera potrà cambiare la propria esistenza, ma molto più semplicemente è una prostituta obbligata dalla famiglia, caduta in disgrazia a concedersi e addirittura sposarsi con uno dei ‘clienti’. Il matrimonio (vissuto da Butterfly come un sogno e una speranza) è un momento pieno di crudeltà e ipocrisia. Nessuno si scandalizza del fatto che lei si prostituisca per ‘salvare’ la famiglia dalla miseria, ma la rinnegano per aver scelto di lasciare la propria religione.

C’è un senso di grottesco e di crudeltà nei personaggi di quest’opera. Non voglio rappresentare una Butterfly oleografica e banale, vorrei una Butterfly cruda, vera, reale che crede in qualcosa che non le verrà mai concesso.

Dopo il primo atto in cui viene inscenata la farsa del matrimonio a cui segue il la notte tra Butterfly e Pinkerton, nel secondo atto la casa si è riempita di ricordi: oggetti e immagini del matrimonio stesso e dei pochissimi momenti vissuti insieme da Butterfly e Pinkerton. Butterfly l’ha ridotta a un ‘mausoleo’ di cimeli e icone americani. Lei vive di ricordi, con Suzuki. E vive di presente, con il figlio. Il figlio rappresenta il qui ed ora e il futuro. Lei è ferma nel passato, in un attimo che si è congelato. Yamadori è un ricco, viscido. Pagando può ciò che vuole. Vuole Butterfly (come potrebbe volere altri oggetti) ma lei non desidera altri che Pinkerton da cui ha avuto un figlio. Sharpless non è un buono, è consapevole di tutto e in definitiva non aiuta Butterfly (neanche nel persuaderla subito a non sposarsi, cerca solo di ‘evitare’ i problemi dopo che questi ormai si sono manifestati).

Ikigai come dicevo è il concetto della disintegrazione di sé per una passione, la parola torna alla fine della parabola narrativa di quest’opera.

La notte è il film del suoi ricordi intimi con Pinkerton, il momento per lei più felice della sua esistenza, le immagini più belle e significative dei loro corpi e della loro sintonia. Torna la casa, lo squallore della realtà dopo la notte che non ha portato niente di positivo, solo la bellezza e la malinconia dei ricordi e porta con sé un nuovo giorno con una novità. L’arrivo di Pinkerton con la nuova famiglia riporta la realtà e la tristezza del luogo in cui Butterfly vive.

Ikigai alla fine è ciò che è l’inevitabile destino. La morte. Il sangue. E l’inutile grido di Pinkerton. Alla fine Butterfly è tornata ad essere quella che era e si restituisce così agli altri.

Insieme a lei restano le anime. Ora che anche lei è un’anima. Un respiro.

Credo che oggi si debba ‘pulire’ Butterfly da tutto ciò che erroneamente rappresenta un mondo giapponese di favola (nella dinamica dialogica del principe e della principessa), le ‘mossette’ di una Cio Cio San stilizzata e principessa (una bambolina), che ci porta lontano dalla violenza, dalla crudeltà e dalla tristezza della realtà di questa storia.

MADAMA BUTTERFLY
(di Roberto Mori)

ATTO I

La flotta statunitense ha fatto sosta a Nagasaki. Sulla collina che domina il porto, il tenente Pinkerton viene introdotto da Goro, sensale di matrimoni, in una curiosa casa a soffietto. L’ufficiale l’ha appena acquistata per farci un nido nuziale provvisorio. Tramite Goro si è infatti procurato con poco denaro anche una moglie da sposare secondo il rito giapponese: una giovane geisha, Cio-Cio-San, detta Butterfly. In attesa che la sposa arrivi, a Pinkerton vengono presentati i domestici, tra cui la cameriera Suzuki.

Arriva Sharpless, console americano. Il tenente gli spiega che l’ingenuità della ragazza lo intriga e che quel matrimonio è solo un gioco, tanto potrà ripudiare la moglie quando vorrà. Il console, colpito da questo misto di cinismo e leggerezza, gli fa una paternale. Per tutta risposta, Pinkerton brinda al giorno in cui si sposerà per davvero con un’americana.

Accompagnata dalle amiche e dai parenti, entra in scena Butterfly. La ragazza fa le presentazioni, racconta che la madre è povera, il padre è morto e lei si è dovuta rassegnare a fare la geisha. Rivela con malizia di avere solo quindici anni e, di nascosto dai familiari, spiega a Pinkerton di essersi fatta cristiana per poter pregare il suo stesso Dio.

Il matrimonio viene celebrato da un commissario imperiale, ma a rovinare i festeggiamenti arriva uno zio di Cio-Cio-San, il Bonzo, che davanti ai parenti allibiti maledice la nipote per aver rinnegato la sua fede. Furioso per l’interruzione e la baraonda, Pinkerton ordina a tutti di andarsene e consola il pianto disperato della ragazza abbandonata dalla famiglia. A Butterfly basta poco per riaversi e perdersi nel suo sogno d’amore. Mentre la notte scende dolcemente, Pinkerton stringe la giovane con passione e, vincendone ogni titubanza, la porta all’interno della casa.

ATTO II

Parte prima

Suzuki prega perché Cio-Cio-San non pianga più. Sono passati tre anni e Pinkerton, ripartito per l’America con la promessa di tornare in primavera, non ha più dato notizie. Per quanto Suzuki tenti di aprirle gli occhi, Butterfly continua ad aspettarlo con fiducia incrollabile.

Accompagnato da Goro, arriva Sharpless. Ha con sé con una lettera in cui Pinkerton gli annuncia il suo imminente arrivo e lo prega di informare Butterfly di essersi risposato con una americana. Il console sta per leggerla, quando arriva il principe Yamadori, un ricco pretendente che vorrebbe sposare Cio-Cio-San, ma nonostante sia ormai sull’orlo della miseria, la giovane è sorda alla proposta di matrimonio. Dopo la partenza di Yamadori, Sharpless legge la lettera, ma Butterfly continua a interromperlo e a fraintendere le parole di Pinkerton. Impietosito, il console non ha il coraggio di andare avanti e cerca di farle capire la verità in altro modo, chiedendole cosa farebbe se Pinkerton non dovesse più tornare. Lei risponde con fermezza che le alternative sono due: tornare a fare la geisha o morire. Sharpless le consiglia di pensare a se stessa e sposare il ricco Yamadori, si prepara a disilluderla, ma quando Butterfly gli mostra un bambino biondo, il figlio avuto da Pinkerton, rinuncia e se ne va profondamente turbato.

Un colpo di cannone annuncia che una nave da guerra è entrata in porto. Con un cannocchiale, Cio-Cio-San la riconosce: è proprio quella di Pinkerton, la “Abramo Lincoln”. La sua gioia è immensa, orna la casa di fiori, indossa l’abito delle nozze e, con il bambino e Suzuki, si prepara a vegliare tutta la notte in attesa di Pinkerton.

Parte seconda

È l'alba e Pinkerton non è arrivato. Suzuki convince Butterfly ad andare a riposarsi con il bambino. Poco dopo, il tenente arriva con la moglie Kate e Sharpless. Ha saputo del figlio e ora vuole prenderlo con sé per portarlo negli Stati Uniti. Il console chiede a Suzuki di aiutarli e di preparare Cio-Cio-San al colpo, ma la donna non trova il coraggio di avvertirla. Pinkerton, sopraffatto dal rimorso, dà l’addio a quella casa piena di ricordi e, vigliaccamente, decide di andarsene senza vedere Butterfly.

Avendo sentito delle voci, Cio-Cio-San si precipita credendo di trovare Pinkerton. Vede invece Sharpless insieme a una donna straniera: capisce tutto in un attimo. Non piange, non grida, senza che la richiesta venga fatta apertamente, accetta di consegnare il figlio a patto che il padre venga a prenderlo di persona. Rimasta sola, Butterfly si prepara per il harakiri: un ultimo straziante addio al figlio e, mentre il bambino torna a giocare, si uccide con il pugnale con il quale si era già suicidato suo padre. Muore nello stesso istante in cui arriva Pinkerton, chiamandola da lontano.

Cio-Cio-San
Yasko Sato (15, 19/12)

Daria Masiero (17, 19 dal II° atto, 22/12)

Suzuki Manuela Custer

Kate Pinkerton Lorrie Garcia

F.B. Pinkerton
Valentyn Dytiuk
(15, 17/12)

Raffaele Abete (19, 22/12)

Sharpless
Mario Cassi (15, 22/12)

Gianfranco Montresor (17, 19/12)

Goro Marcello Nardis

Il Principe Yamadori
Nicolò Rigano

Lo zio Bonzo Cristian Saitta

Il Commissario imperiale Salvatore Schiano di Cola

L’Ufficiale del registro Maurizio Pantò

La Madre di Cio-Cio-San
Sonia Bianchetti (15, 22/12)

Emanuela Simonetto (17, 19/12)

La Cugina di Cio-Cio-San Manuela Schenale

TURNO A - Domenica 15/12/19 ore 15.30

TURNO C - Martedì 17/12/19 ore 19.00

TURNO D - Giovedì 19/12/19 ore 20.00

TURNO B - Domenica 22/12/19 ore 15.30