La Traviata. Come (ri)nasce un’opera in Arena. Alla libreria Feltrinelli la mostra fotografica che racconta la nuova Traviata

Fino al 13 settembre, nella sede veronese di via Quattro Spade, 24 scatti dei fotografi Ennevi

un viaggio per immagini dal disegno ai laboratori, in scena e dietro le quinte, dal montaggio alla tempesta, al miracolo della ricostruzione per l’inaugurazione del Festival

L’opera come non è mai stata vista. È stata inaugurata ieri, lunedì 6 luglio, all’interno degli spazi di Feltrinelli Librerie Verona di via Quattro spade, la mostra fotografica La Traviata. Come (ri)nasce un’opera in Arena realizzata da Ennevi, fotografi ufficiali di Fondazione Arena di Verona, in collaborazione con laFeltrinelli. All’inaugurazione, aperta al pubblico, erano presenti Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena, e Stefano Valentino, fotografo Ennevi insieme a Filippo Nardo. 

 

La mostra, visitabile fino al 13 settembre, racconta il percorso che ha portato a realizzare il nuovo allestimento de La Traviata, attraverso 24 scatti, dai laboratori alla scena, con uno sguardo dietro le quinte. Dai bozzetti agli imprevisti, come il maltempo che ha danneggiato pesantemente le scenografie a 36 ore dalla première, facendo saltare la prova generale. Seguito da una vera e propria rinascita, grazie al lavoro dei tecnici areniani che hanno ripristinato l’allestimento in tempo per l’inaugurazione dell’Opera Festival. Le fotografie documentano tutte le fasi del processo, fino al debutto, offrendo uno sguardo privilegiato sulle diverse professioni invisibili che trasformano un’idea in uno spettacolo reale.

 

“Questo allestimento della Traviata parte da lontano, grazie ad una intuizione di Stefano Trespidi, che con grande tenacia si è battuto per siglare una storica collaborazione con il Moulin Rouge – ha detto il Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia -. Da una idea sulla carta, è partita prima la progettazione e poi le lavorazioni all’interno dei nostri laboratori. Quanto tutto era pronto, una tromba d’aria sembrava aver infranto i nostri sogni. E aver distrutto la scenografia. Passati i primi secondi di sgomento, tutti hanno indossato il caschetto e si sono rimessi al lavoro, compiendo l’ennesimo miracolo. È stato un viaggio meraviglioso che ci ha dimostrato, ancora una volta, la passione e la dedizione di tutti i lavoratori dell’Arena”.

 

“Per settimane siamo stati ai laboratori di Fondazione Arena di Verona dove è iniziata la costruzione della Traviata – ha spiegato il fotografo Stefano Valentino, autore degli scatti assieme al socio Filippo Nardo -. All’inizio non c’era nulla se non legno, tantissimo legno. Veder nascere uno alla volta gli elementi della scenografia è stata una emozione. Vederli poi prendere vita sul palcoscenico è qualcosa di inspiegabile. Abbiamo cercato di raccontarlo attraverso la fotografia, immortalando alcuni dettagli e le fasi preparatorie che il pubblico non può vedere se non attraverso questi scatti”. 

“Abbiamo lavorato tanto al progetto della nuova Traviata. E oggi siamo orgogliosi di rivedere in questi scatti tutte le fasi di produzione, costruzione e allestimento, perchè rendono l’idea dell’impegno, della passione che c’è dietro ogni singola opera – ha affermato il Vice direttore artistico Stefano Trespidi -. Con questa nuova Traviata abbiamo valorizzato l’artigianalità, la tradizione del nostro teatro. Le scenografie sono state costruite interamente nei laboratori di via Gelmetto ed è magnifico che oggi i visitatori della libreria possano scoprire come nasce la bellezza di uno spettacolo dal vivo. E comprendere come un’idea, per diventare un’opera in scena all’Arena di Verona, richieda mesi, se non anni di lavoro”.

 

La Traviata di Verdi è in scena in Arena fino al 12 settembre nella nuova, sontuosa produzione 2026 firmata dal regista scozzese Paul Curran: una lettura originale ed esteticamente d’impatto che proietta il pubblico nella Parigi notturna della Belle Époque, dove esplose la popolarità del Moulin Rouge. Le scenografie, che ricostruiscono fedelmente lo storico mulino e l’elefante simboli del locale a inizio ‘900, sono di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti, creatore dei visionari abiti per le cerimonie olimpiche in Arena, le luci di Fabio Barettin, le coreografie di Kyle Lang. Uno sforzo produttivo ingente, che ha impegnato centinaia di tecnici tra falegnami, carpentieri, elettricisti, pittori, scultori e decoratori, in progettazione, costruzione, trasporto, montaggio, dagli oltre 10 mila metri quadrati dei laboratori di via Gelmetto, alla sartoria di Fondazione, a quelle di Milano e Roma, fino all’immenso palcoscenico sotto le stelle dell’Arena, dove macchinisti e tecnici realizzano grandi movimentazioni a vista per spettacolari cambi di scena. 

 

La mostra La Traviata. Come (ri)nasce un’opera in Arena è un’importante novità nella collaborazione tra Fondazione Arena e Feltrinelli, che da tempo offre diverse possibilità ai tesserati CartaEffe: tra le convenzioni proposte c’è infatti la possibilità di acquistare biglietti a tariffe ridotte per tutti gli spettacoli dell’Arena di Verona Opera Festival e della stagione artistica al Teatro Filarmonico.

 

Il prossimo appuntamento in libreria sarà giovedì 3 settembre. L’opera Turandot esce dai confini dell’Anfiteatro per un racconto inedito aperto al pubblico, che ne indaga le meraviglie sonore e le origini tutte veronesi. A parlarne, in occasione del 100° anniversario della prima assoluta, saranno il direttore d’orchestra Andrea Battistoni, maestro veronese dalla carriera internazionale, sul podio delle recite di Turandot in Arena, con il musicologo e critico Davide Annachini e la partecipazione della Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia.

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