La vedova allegra

Operetta in tre atti
di Franz Lehár
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recite concluse
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Musica di

Franz Lehár

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Lirica 2017-2018, le recite sono concluse.

La vedova allegra (Die lustige Witwe) oltre ad essere ancora oggi la più celebre delle operette, è stata uno dei più grandi successi viennesi del XX secolo e può essere considerata un’importante chiave di lettura del genere nel suo complesso. 

 

L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che ha debuttato al Filarmonico nel febbraio 2005 e da allora ha sempre riscosso grande successo, porta la firma di Gino Landi per regia e coreografia, Ivan Stefanutti per le scene e William Orlandi per i costumi. In questa edizione, la regia è ripresa da Federico Bertolani e le coreografie da Cristina Arrò

 

 

La vedova allegra rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 19 dicembre alle ore 18:00 e giovedì 21 dicembre alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

Direttore d’orchestra Sergio Alapont

Regia e Coreografia Gino Landi

Regia ripresa da Federico Bertolani

Scene Ivan Stefanutti

Costumi William Orlandi

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Maestro del Coro Vito Lombardi

Coordinatore del Ballo Gaetano Petrosino

Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell'Arena di Verona


Allestimento della Fondazione Arena di Verona

Durata: Atto I 45’circa intervallo Atto II 45’ circa intervallo Atto III 25’ circa

Tra le voci protagoniste, graditi ritorni di interpreti amati dal pubblico del Filarmonico, a partire dall’avvenente Hanna Glawari di Mihaela Marcu, che per alcune recite si darà il cambio con Elisa Balbo accanto all’amato Conte Danilo Danilowitsch impersonato da Enrico Maria Marabelli. Vestirà i panni del Barone Mirko Zeta Giovanni Romeo, di fianco alla Valencienne di Desirée Rancatore e Lucrezia Drei. Interpreteranno il diplomatico Camille de Rossillon Giorgio Misseri e Francesco Marsiglia, mentre nel Visconte Cascada troveremo Francesco Paolo Vultaggio e in Raoul de St. Brioche Stefano Consolini. Completano quindi il cast nuove interessanti voci, al loro debutto sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: Daniele Piscopo in Bogdanowitsch e Serena Muscariello in sua moglie Sylviane; Andrea Cortese per Kromow, Lara Rotili nel ruolo di Olga, Nicola Ebau per Pritschitsch e Francesca Paola Geretto nella consorte Praškowia.

Una peculiarità da sottolineare nella visione registica di Landi, è la scelta ormai da anni vincente di affidare il ruolo di Njegus ad un’attrice, anziché ad un comico, per esaltare ancora di più la femminilità dell’allestimento: troveremo la geniale Marisa Laurito alle prese con le furberie del ruolo e le trovate più esilaranti.

Atto primo

Lo sfarzoso salone dell’Ambasciata dello stato di Pontevedro a Parigi, 1905.

L’attempato ambasciatore, barone Mirko Zeta, e la giovane consorte francese Valencienne hanno organizzato un grande ballo per festeggiare il compleanno del principe pontevedrino. La nobiltà pontevedrina e quella parigina sono convenute alla festa. In realtà quest’occasione mondana è il pretesto per un’azione diplomatica della massima importanza: è attesa alla festa, infatti, la bella ed affascinante Hanna Glawari, da poco divenuta vedova del ricchissimo banchiere di corte pontevedrino, ereditando ben ventimila milioni. Giunta di recente a Parigi, l’ancora avvenente e giovane signora ha deciso di convolare a seconde nozze. Ma se Hanna sposasse un nobile parigino, tale matrimonio farebbe uscire dalle casse dello Stato l’ingente eredità, provocando la bancarotta totale. Il barone ha avuto perciò l’idea di affidare all’attaché d’ambasciata, l’affascinante e brillante conte Danilo Danilowitsch, nobile pontevedrino, il compito di sedurre e far innamorare la Glawari, onde sposarla e salvare in tal modo il prezioso patrimonio e le casse dello stato. Tutto preso da questa incombenza, il diplomatico non s’accorge della corte serrata che il conte Camillo de Rosillon rivolge a sua moglie. Mentre le danze proseguono allegramente, i due si appartano: Valencienne rimprovera a Camillo l’imprudenza di aver scritto sul suo ventaglio la frase, compromettente e pericolosa, “Io vi amo”, e gli confida di non essere insensibile alle sue attenzioni, ma di voler rimanere una donna onesta. Sopraggiunge il barone Zeta in cerca di Njegus, il cancelliere d’ambasciata inviato a rintracciare il conte Danilo. Trafelato, il cancelliere rivela di aver scovato, dopo affannose ricerche, il conte Danilo attorniato da audaci grisettes nel famoso locale Chez Maxim, dove è solito passare gran parte del suo tempo, e di averlo invitato a presentarsi alla festa per ordine dell’ambasciatore e in nome della patria. Finalmente fa il suo ingresso nel salone Hanna Glawari, scortata da uno stuolo di ammiratori. Terminati i convenevoli, Hanna concede un ballo al barone Zeta, sottraendosi così alla galanteria interessata dei suoi corteggiatori e pretendenti. Giunge anche il conte Danilo, un po’ brillo e contrariato per aver dovuto abbandonare le piacevoli frivolezze del Maxim. Egli si rivolge a Njegus, chiedendo la ragione per la quale sia stata richiesta tanto pressantemente la sua presenza alla festa, ma l’astuto funzionario risponde che sarà l’ambasciatore in persona a conferirgli “un alto incarico”. Danilo, ancora in preda ai fumi dello champagne e ai molli piaceri di Maxim, si appisola su un divano, russando placidamente. Intanto Hanna, liberatasi dagli incomodi adulatori, lo scorge e gli si avvicina. Entrambi sono assai stupiti nel rivedersi. In realtà i due si erano già amati in gioventù ma la differente condizione sociale e l’ostilità della famiglia di lui avevano impedito che Danilo, un conte, sposasse Hanna, figlia di un povero fittavolo indebitato. L’ostentata indifferenza della or ricca vedova e il puntiglioso orgoglio del conte trasformano l’incontro in una schermaglia di ricordi e di allusioni. Ma non c’è rancore fra i due: Hanna, prima di uscire, conclude di aver dimenticato del tutto Danilo, che a sua volta ribatte di non essere per nulla interessato a lei, tanto meno ora che è diventata una ricca ereditiera. Intanto la relazione segreta tra Valencienne e Camillo è turbata da un imprevisto: la donna ha smarrito il compromettente ventaglio, latore della dichiarazione d’amore. Mentre i due si allontanano per cercarlo, giunge Njegus. Ha rinvenuto il ventaglio della baronessa e vi ha riconosciuto la calligrafia di Rosillon: i suoi sospetti erano dunque fondati! Nel frattempo l’ambasciatore illustra la sua strategia diplomatica al conte Danilo, il quale però non è per nulla disposto ad assecondare i suoi fini fino in fondo: si limiterà soltanto ad allontanare i pretendenti indesiderati, facendo loro credere di essere il preferito. Nelle stanze fervono intanto i preparativi per la scelta del cavaliere che danzerà con Hanna. Per disperdere i molti pretendenti al ballo, Danilo fa affluire nel salone un numero di dame sufficienti ad impegnare tutti gli uomini. Hanna sceglie come cavaliere Danilo, ma Danilo ribatte che cederà questo onore a chi sia disposto a offrire diecimila franchi in beneficenza. Rosillon si offre, ma Valencienne, ingelosita, lo invita a ballare e lo trascina via. Rimasti soli, Hanna e Danilo si ritrovano l’una nelle braccia dell’altro al suono di un romantico valzer. «Lei è un mostro, ma balla divinamente!», sussurra la vedova. «Si fa quel che si può», è la risposta trionfante.

Atto secondo

Il giorno seguente, tardo pomeriggio.

Nel giardino del suo lussuoso palazzo parigino Hanna ha organizzato una festa in autentico costume pontevedrino. Per ricordare la patria lontana, la giovane vedova intona la malinconica canzone della ninfa Vilja e delle sue dolci, segrete pene d’amore, che anch’ella, in cuor suo, condivide. Tutti i nobili si complimentano con la vedova che, prima di lasciare la sala, fa ironicamente notare al barone Zeta l’assenza del conte Danilo, di sicuro impegnato al Maxim. Ma poco dopo ecco giungere anche il conte Danilo. L’ambasciatore lo implora di far fronte a una situazione che si va facendo sempre più disperata e rivela che, se i pretendenti parigini alla mano e ai milioni di Hanna sono tanti, il più pericoloso è senz’altro Camillo de Rosillon. E a prova di ciò il barone consegna al conte un ventaglio su cui Rosillon ha scritto un messaggio d’amore chiaramente diretto ad Hanna. Incuriosito e un po’ piccato, il conte risponde che indagherà per verificare la fondatezza dei sospetti del barone. Scoperto che il conte di Saint Brioche e il visconte Cascada, due fra i più insistenti corteggiatori della vedova, hanno in realtà relazioni segrete rispettivamente con Olga Kromow e Silvana Bogdanowitsch, Danilo li invita a desistere e ad abbandonare la festa, minacciando di rivelare le loro tresche amorose. L’animata discussione attira la curiosità dell’ambasciatore, del consigliere Kromow, del console Bogdanowitsch e del colonnello in pensione Pritschitsch, che fanno capannello e tutti insieme si avventurano in considerazioni sul loro tema preferito: le donne. Intanto Camillo è riuscito a convincere Valencienne a raggiungerlo al chiuso di un pavillon. La donna, pur lusingata, gli ribadisce che rinuncerà al suo amore per lui e rispetterà il vincolo matrimoniale. Njegus, che li ha visti entrare, avverte il conte Danilo e l’ambasciatore. A turno, i tre si appostano per spiare dalla serratura gli amanti misteriosi, nel tentativo di scoprirne l’identità. A un tratto l’ambasciatore riconosce negli amanti Rosillon e la propria moglie, ed ordina ai due di uscire. Ma la sorpresa è ben grande quando ad apparire sono Rosillon e Hanna, che nel frattempo lo scaltro Njegus ha scambiato, dalla porta posteriore del chioschetto, con Valencienne. Di fronte a tutti, Hanna dichiara di essersi fidanzata con Camillo e di volerlo sposare al più presto. La mossa sortisce l’effetto desiderato. Ingelosito e furibondo, il conte Danilo abbandona la festa per recarsi da Maxim a consolarsi e dimenticare la bruciante offesa.

Atto terzo

Lo stesso giorno, più tardi.

Con l’aiuto di Njegus, Hanna ha organizzato in un’ala del palazzo una festa stile Chez Maxim. A tale scopo ha ingaggiato un’orchestra e le famose grisettes Lolo, Dodo, Jou-Jou, Frou-Frou, Clo-Clo, Margot: capeggiate da Valencienne, le ragazze preparano un ballo alla loro maniera. Lo spettacolo incanta tutta la nobiltà convenuta, e naturalmente più di tutti il conte Danilo, perfettamente a suo agio in tale ambiente. Giunge intanto all’ambasciatore un messaggio dello Stato pontevedrino nel quale si annuncia che la bancarotta sarà totale qualora fosse confermato il matrimonio tra Hanna Glawari e Camillo de Rosillon. Hanna, osservando Danilo che fa flanella attorniato dalle allegre fanciulle, ha un moto improvviso di gelosia. Il conte, con tono perentorio, le impone in nome della patria di non sposare Camillo, ma soprattutto le rimprovera aspramente il furtivo incontro galante nel chioschetto. Hanna comprende i veri sentimenti che si celano dietro la gelosia di Danilo e gli rivela di aver preso, con l’aiuto di Njegus, il posto di una donna sposata per salvarle l’onore. La musica di un valzer, intanto, avvolge i due; ed essi ballano, abbracciandosi teneramente e giurandosi, ora che è tutto chiarito, reciproco amore. Anche Valencienne viene scagionata mostrando un ventaglio sul quale ha scritto: “Io sono una donna onesta”. Ora che le casse dello stato di Pontevedro sono salve, come pure l’onore di Valencienne, tutti si riuniscono a celebrare in un canto finale le insondabili virtù delle donne.

BARONE MIRKO ZETA
Giovanni Romeo

VALENCIENNE
Desirée Rancatore (17, 21, 27, 31/12)

Lucrezia Drei (19, 23, 29/12)

CONTE DANILO DANILOWITSCH
Enrico Maria Marabelli

HANNA GLAWARI
Mihaela Marcu (17, 23, 27, 31/12)

Elisa Balbo (19, 21, 29/12)

CAMILLE DE ROSSILLON
Giorgio Misseri
(17, 21, 27, 31/12)

Francesco Marsiglia (19, 23, 29/12)

VISCONTE CASCADA
Francesco Paolo Vultaggio

RAOUL DE ST. BRIOCHE
Stefano Consolini

BOGDANOWITSCH
Daniele Piscopo

SYLVIANE
Serena Muscariello

KROMOW
Andrea Cortese

OLGA
Lara Rotili

PRITSCHITSCH
Nicola Ebau

PRAŠKOWIA
Francesca Paola Geretto

NJEGUS
Marisa Laurito

TURNO A - Domenica 17/12/17 ore 15:30

TURNO B - Sabato 23/12/17 ore 15:30

TURNO C - Martedì 19/12/17 ore 19:00

TURNO D - Giovedì 21/12/17 ore 20:00


RECITE FUORI ABBONAMENTO – ore 20.30

Mercoledì 27/12/17

Venerdì 29/12/07

Domenica 31/12/17