Otello

Opera in 4 atti
di Giuseppe Verdi
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recite concluse
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Libretto di

Arrigo Boito

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Musica di

Giuseppe Verdi

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Lirica 2017-2018, le recite sono concluse.

Otello inaugura l'apertura della Stagione Lirica 2017/2018 al Teatro Filarmonico.  

Otello rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 6 febbraio alle ore 18:00 e giovedì 8 febbraio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

Direttore d’orchestra Antonino Fogliani

Regia Francesco Micheli

Regia ripresa da Giorgia Guerra

Scene Edoardo Sanchi

Costumi Silvia Aymonino

Lighting designer Fabio Barettin

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

Maestro del Coro Vito Lombardi

Preparatore musicale Coro Voci Bianche A.Li.Ve. Paolo Facincani

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Allestimento della Fondazione Teatro La Fenice in coproduzione con la Fondazione Arena di Verona

Durata: Atto I e II 70’circa - intervallo - Atto III e IV 70’ circa

Otello, penultima opera di Giuseppe Verdi tratta dall'omonima tragedia shakespeariana e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1887.

Al Filarmonico il titolo del grande repertorio romantico è stato messo in scena solamente nel 1990 e per questo atteso ritorno viene proposto nella coproduzione del 2013 tra l’Arena di Verona e il Teatro La Fenice di Venezia, con la regia di Francesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino.

"Othello è probabilmente la tragedia shakespeariana in cui si mostra in piena luce la banalità del male, si dispiega la capacità umana di contaminazione e distruzione. [...] Verdi, artista che ha saputo dare voce ai sentimenti e alle aspirazioni del secolo diciannovesimo, si avvicina al secolo in cui tutti siamo nati anticipandone i temi cruciali. Il nemico non è fuori di noi; è un male oscuro, tutto interiore. È una grande eredità che possiamo godere ora, a duecento anni di distanza dalla nascita del compositore. Otello si presenta come condottiero senza macchia e senza paura all’inizio del dramma, un Manrico del Mediterraneo; il morbo dell’insicurezza lo punge e lo fa diventare un nevrotico, ossessionato da minacce e nemici inesistenti. La realtà immaginata diventa più concreta della realtà. L’eroe diventa un mostro. Otello, musulmano convertito in terra cristiana, moro tra i bianchi, capo di una nave in tempesta, rappresenta perfettamente il nostro status di disadattati ed esuli cronici. Il valore dell’uomo, in questa storia veneziana, terra di trionfo del Rinascimento italiano, sembra negato: non essendo in grado di credere in loro stessi, speranzosi o disperati, i personaggi volgono il capo al cielo o agli inferi. Il cielo tempestoso dell’inizio sembra condannarci allo smarrimento, al naufragio. Le radici sono tagliate, siamo isole galleggianti, privi di certezze e stabilità."*

*L'eredità di Verdi. Note di regia per Otello, Francesco Micheli, testo tratto dal programma di sala del Teatro La Fenice di Venezia, 2012.

ATTO I

Esterno del Castello di Cipro, presidio veneziano. È sera. Davanti al mare in burrasca, tra lampi e tuoni, la folla attende ansiosa Otello, generale moro, e prega per la sua salvezza. Finalmente la nave attracca e il comandante dell'Armata Veneta annuncia, tra le acclamazioni, la vittoria contro i musulmani.

La tempesta si trasferisce presto nell'animo umano. Ai festeggiamenti si sottraggono infatti Jago, sinistro alfiere che detesta Otello per avergli preferito Cassio come capitano, e Roderigo, giovane veneziano innamorato senza speranza di Desdemona, moglie di Otello. Jago inizia a ordire il suo piano malvagio: assicura a Roderigo che presto Desdemona sarà stanca del marito e, dopo avergli confessato di odiare il Moro, promette che farà il possibile per distruggerlo. Gli fa credere inoltre che anche Cassio abbia una passione per Desdemona. Nel clima di generale euforia, invita quindi Cassio a bere e riesce a farlo ubriacare, suggerendo a Roderigo di provocarlo.

Inizia un duello tra i due e l'ex governatore di Cipro, Montano, interviene per dividerli ma Cassio, richiamato ai suoi doveri e ormai fuori di sé, lo ferisce. Jago fomenta ulteriormente la rissa finché, richiamato dal trambusto, sopraggiunge Otello che calma gli animi e punisce Cassio degradandolo. Congedati i presenti, il Moro resta solo con Desdemona: gli sposi evocano le difficoltà vissute e la nascita del loro amore; quindi si baciano e si incamminano abbracciati verso il castello.

ATTO II

Jago continua a tessere il suo intrigo. In una sala del castello, convince Cassio a chiedere l'intercessione di Desdemona per ottenere il perdono dal Moro. Rimasto solo, riflette sul suo destino e sulla sua natura demoniaca. Quando arriva Otello, inizia a destabilizzarlo insinuando in lui il dubbio che la moglie gli sia infedele: lo invita a stare in guardia. Otello, che ha intravisto Desdemona conversare con Cassio in giardino, si agita ma quando la sposa rientra circondata dall'entusiasmo degli isolani, si commuove e allontana i dubbi.

Accompagnata dall'ancella Emilia, moglie di Jago, Desdemona si rivolge a Otello e gli chiede di perdonare Cassio. Il Moro rifiuta, in preda all'ira e alla gelosia: si sente la testa scoppiare e getta a terra il fazzoletto che Desdemona gli porge amorevolmente come rimedio al dolore. È un dono che Otello le aveva fatto come pegno d'amore: Emilia lo raccoglie con prontezza ma Jago riesce a impossessarsene, progettando di nasconderlo nell'alloggio di Cassio e usarlo come prova di adulterio. Turbata dal comportamento aggressivo del marito, Desdemona chiede perdono, ma Otello è profondamente scosso.

Rimasto solo, il Moro sente svanire le proprie ragioni di vita. Chiede rabbiosamente a Jago una prova del tradimento e questi gli racconta di aver sentito Cassio parlare nel sonno: invocava Desdemona e la invitava a tenere nascosto il loro amore. Otello inizia a convincersi dell'infedeltà della sposa e Jago aggiunge di aver visto il fazzoletto di Desdemona in mano a Cassio. Sconvolto dalla gelosia, Otello giura di vendicarsi.

ATTO III

Un araldo annuncia l’arrivo di una delegazione di ambasciatori da Venezia, mentre Jago presenta a Otello il suo piano: attirerà Cassio e, in un colloquio che il Moro ascolterà di nascosto, lo spingerà ad ammissioni compromettenti. Arriva Desdemona, che ingenuamente tenta ancora di convincere il marito a perdonare Cassio. Otello le chiede di mostrargli il fazzoletto che le aveva regalato come pegno d'amore, lei risponde con imbarazzo di non averlo, lo cercherà dopo, ma Otello, preso dall'ira e incurante delle proteste della sposa, la insulta e la scaccia furioso. Rimasto solo, si abbandona alla disperazione.

Jago avverte che sta per arrivare Cassio. Otello si nasconde e ascolta la conversazione. Non comprende tutte le parole, ma crede di capirne il senso: sente Cassio pronunciare il nome di Desdemona, lo vede sorridere compiaciuto, ma soprattutto vede tra le sue mani il fazzoletto regalato alla sposa e che Cassio, ignaro di tutto, pensa sia l'omaggio di una corteggiatrice ignota. Otello, a questo punto, non ha più dubbi sull'infedeltà della moglie: mentre le trombe annunciano lo sbarco degli ambasciatori veneziani, decide di uccidere Desdemona e nomina Jago capitano.

Poco dopo, la sala si riempie di dignitari: alla cerimonia partecipa anche Desdemona, accompagnata da Emilia. L'ambasciatore porta un messaggio del Doge: il governo di Cipro passa a Cassio e Otello dovrà tornare a Venezia. Perso ogni controllo, il Moro insulta la moglie e la getta a terra, mentre Jago aizza nuovamente Roderigo contro Cassio. Otello ordina ai presenti di andarsene e, dopo aver maledetto Desdemona nell'orrore generale, viene preso da una crisi convulsiva e cade tramortito. Jago si compiace del suo trionfo.

ATTO IV

Nella sua stanza Desdemona si prepara per la notte. Confida a Emilia di avere un brutto presentimento e le racconta la storia di un amore infelice: quella dell'ancella Barbara abbandonata dall'uomo che amava; poi recita l'Ave Maria e si addormenta. Da una porta segreta entra Otello: osserva la sposa, si china su di lei e la bacia, svegliandola. In un dialogo concitato, l'uomo invita Desdemona a chiedere pietà al cielo per i suoi peccati e l'accusa di essere l'amante di Cassio. Lei si proclama innocente, tenta di discolparsi ma Otello, accecato dalla gelosia, la soffoca.

Entra Emilia trafelata e annuncia che Cassio ha ucciso Roderigo; vede Desdemona agonizzante e le chiede chi sia stato: io stessa, risponde la giovane. Otello smentisce: è lui che l'ha uccisa perché era l'amante di Cassio. Emilia, sconvolta, si precipita a chiedere soccorso. Con Jago, accorrono Cassio, l'ambasciatore veneto e poi Montano: Emilia rivela a tutti l'inganno del fazzoletto. Jago fugge inseguito dai soldati. Otello, ormai consapevole dell'innocenza di Desdemona, si trafigge il petto con un pugnale e muore dopo averle dato un ultimo bacio.

(di Roberto Mori)

Otello

OTELLO
Kristian Benedikt
(4, 8, 11/02)
Ian Storey (6/02)

JAGO
Vladimir Stoyanov
(4, 8/02)
Ivan Inverardi (6, 11/02)

DESDEMONA
Monica Zanettin
(4, 8, 11/02)
Karina Flores (6/02)

CASSIO
Mert Süngü

RODRIGO
Francesco Pittari

LUDOVICO
Romano Dal Zovo

MONTANO
Nicolò Ceriani

UN ARALDO
Giovanni Bellavia

EMILIA
Alessia Nadin

TURNO A - Domenica 04/02/18 ore 15.30

TURNO B - Domenica 11/02/18 ore 15.30

TURNO C - Martedì 06/02/18 ore 19:00

TURNO D - Giovedì 08/02/18 ore 20:00