Don Pasquale

Dramma buffo in 3 atti
di Gaetano Donizetti
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Libretto di

Gaetano Donizetti e Giovanni Ruffini

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Musica di

Gaetano Donizetti

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Teatro Filarmonico

 

 

Don Pasquale rientra nel progetto Anteprima scuole: Venerdì 22 febbraio alle ore 16:00. La prova generale sarà preceduta da una conversazione di approfondimento che avrà luogo alle ore 14.30 in Sala Filarmonica, per la quale è necessaria la prenotazione.

Don Pasquale rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 26 febbraio alle ore 18:00 e giovedì 28 febbraio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

Direttore d'orchestra Alvise Casellati

Regia Antonio Albanese

Regia ripresa da Roberto Maria Pizzuto

Scene Leila Fteita

Costumi Elisabetta Gabbioneta

Lighting design Paolo Mazzon

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Allestimento della Fondazione Arena di Verona

Dramma buffo in tre atti composto tra ottobre e dicembre del 1842, Don Pasquale ci presenta per la prima volta un Donizetti comico, che fa sorridere dalle prime note.

Rappresentato per la prima volta al Théâtre-Italien di Parigi il 3 gennaio 1843, quest’opera raccoglie l’eredità delle farse rossiniane e della tradizione comica tardo-napoletana rivisitata e rinnovata, oltre che dell’Elisir d’amore composto quasi dieci anni prima. Ma la vera fonte, come scriverà lo stesso Donizetti al cognato Antonio Vasselli in una lettera del 12 novembre 1842, è il Ser Marcantonio di Angelo Anelli musicato da Stefano Pavesi e rappresentato alla Scala di Milano nel 1810.

Il soggetto è identico, con una riduzione del numero dei personaggi principali e qualche altra piccola variazione, come l’eliminazione dei numerosi mascheramenti e della crudeltà della beffa tipica dell’eredità tardo settecentesca. Giovanni Ruffini e lo stesso Donizetti nel rivedere il libretto danno alla vicenda una verosimiglianza e una sfaccettatura psicologica decisamente più profonda rispetto al testo dell’Anelli, interessato al solo meccanismo dei fatti.

ARGOMENTO

di Roberto Mori

ATTO I

Quadro primo

Siamo a Roma, agli inizi dell'Ottocento. Don Pasquale, vecchio scapolone benestante, passeggia ansioso nel salone di casa e guarda impaziente l'orologio. È in attesa del dottor Malatesta che ha promesso di trovargli moglie. L'anziano ha deciso di sposarsi per castigare e diseredare il nipote Ernesto, che si ostina a rifiutare il matrimonio con una vecchia e ricca zitella, e vorrebbe invece sposare Norina, una giovane vedova, molto bella ma di modeste condizioni.

Malatesta, in realtà, è amico anche di Ernesto e Norina e ha escogitato un piano per aiutare i due innamorati. Appena arriva, fa sapere esultante a Don Pasquale di avergli trovato come moglie una perla di ragazza: bella come un angelo, buona e umile, oltre che ricca. Si chiama Sofronia ed è nientemeno che sua sorella appena uscita dal convento. Don Pasquale non sta più nella pelle e sollecita il dottore a chiamare la giovane per combinare al più presto il matrimonio. Subito dopo entra Ernesto: il vecchio lo mette a conoscenza delle sue intenzioni e lo scaccia di casa. Il ragazzo si sente tradito da Malatesta, che considerava un amico, e si dispera perché, non potendo più garantire un futuro a Norina, vede crollare il suo sogno d'amore.


Quadro secondo

Nella sua stanza, Norina sta leggendo una storia d'amore in attesa che arrivi Malatesta: il dottore le ha accennato a un progetto per costringere Don Pasquale a cedere. Un servo le consegna una lettera in cui Ernesto le spiega, con la morte nel cuore, che è costretto a lasciarla. La ragazza si agita, ma sopraggiunge Malatesta che la rassicura rivelandole il suo piano: Norina si spaccerà per la sorella Sofronia, virtuosa e modesta, e sposerà Don Pasquale con un finto matrimonio celebrato da Carlotto, cugino del dottore, che si fingerà notaio. Dopo di che dovrà far ammattire il vecchio riducendolo alla disperazione. Divertita dall'idea della beffa e del travestimento, Norina si mette a studiare con Malatesta la parte che dovrà recitare.


ATTO II

Ernesto sta per lasciare la casa dello zio: è disperato e deciso a emigrare in terre lontane. Intanto Don Pasquale, tutto in ghingheri, attende con impazienza di ricevere la promessa sposa. Accompagnata da Malatesta, la finta Sofronia fa il suo ingresso velata e tremante; il dottore prega l'amico di avere pazienza: la ragazza è timida e non è abituata alle presenze maschili. Conquistato dai modi della giovane, Don Pasquale le chiede di togliersi il velo e resta folgorato dalla sua bellezza. Preso dall'euforia, vuole affrettare la firma del contratto di matrimonio. Alla presenza del finto notaio, il vecchio dona alla sposa metà dei suoi beni e le affida la gestione della casa, ma al momento della firma manca un testimone. Giunge Ernesto che, all'oscuro di tutto, resta sbigottito nel vedere Norina. Malatesta, in disparte, lo informa della burla e il giovane, divertito, inizia a stare al gioco e accetta di fare da testimone. Firmato il contratto, Norina come da copione cambia subito atteggiamento: respinge l'abbraccio di Don Pasquale e diventa prepotente e dispotica. Raddoppia la paga al maggiordomo, ordina di assumere due dozzine di nuovi servi, progetta ricevimenti e spese folli. Il povero Don Pasquale è sbalordito e fuori di sé: Malatesta gli consiglia di andare a letto e finge di rimproverare la sorella.


ATTO III

Quadro primo


In casa regna la più totale confusione; c'è un andirivieni incessante di parrucchieri, sarti, gioiellieri. Don Pasquale, di fronte al mucchio di fatture da pagare, è sconfortato. Non ne può più delle spese e delle stravaganze della giovane moglie che gli sta sperperando il patrimonio. Norina si presenta elegantissima, pronta per andare a teatro: Don Pasquale protesta e le vieta di uscire; per tutta risposta la “sposina” gli dà uno schiaffo e gli ordina di andare a dormire. L'anziano si sente un uomo finito, ma Norina rincara la dose. Uscendo, lascia cadere intenzionalmente un foglio che Don Pasquale raccoglie e legge: un amante sconosciuto invita la giovane a un incontro notturno in giardino. Furibondo, l'anziano manda a chiamare Malatesta.

Mentre la servitù si lamenta del troppo lavoro e spettegola sugli insoliti comportamenti dei novelli sposi, Malatesta concorda con Ernesto gli ultimi particolari della beffa e si prepara ad affrontare l'amico. Don Pasquale, esasperato, mette al corrente il dottore della situazione ormai insostenibile. Malatesta gli consiglia prudenza e, fingendo solidarietà, gli propone un piano per cogliere in flagrante gli amanti e poter quindi ripudiare Sofronia. Don Pasquale gli dà carta bianca e pregusta la vendetta.


Quadro secondo


È notte. Nascosto nel boschetto vicino alla casa di Don Pasquale, Ernesto canta una serenata. Norina gli apre il cancello e i due recitano in giardino la loro scena d'amore, abbracciandosi teneramente. Intanto Don Pasquale e Malatesta escono dal nascondiglio da dove hanno osservato l'incontro. Ernesto riesce a dileguarsi senza farsi riconoscere e rientra in casa, mentre Norina, sorpresa da Don Pasquale, nega sfacciatamente la presenza di un amante. Malatesta prende in mano la situazione e avverte Norina che il giorno dopo in casa entrerà una nuova padrona: la sposa di Ernesto. La ragazza finge di arrabbiarsi, rifiutando la presenza di un'altra donna, e dice che preferisce andarsene. Però vuole accertarsi che le nozze si facciano davvero. Ernesto viene convocato e Malatesta comunica che lo zio gli concede la mano di Norina e un assegno annuo sostanzioso. Don Pasquale, che ha fretta di liberarsi della terribile Sofronia, invita Ernesto a chiamare subito Norina. Ma Sofronia e Norina – gli rivela Malatesta – sono la stessa persona. È stata solo una commedia, organizzata a fin di bene e da cui trarre una morale: “Ben è scemo di cervello chi s'ammoglia in vecchia età”. Anche Don Pasquale è d'accordo: perdona tutti e benedice le nozze fra i due giovani.

Don Pasquale

DON PASQUALE
Carlo Lepore (24, 28/02 – 3/03)
Salvatore Salvaggio (26/02)

DOTTOR MALATESTA
Federico Longhi (24, 26, 28/02 – 3/03)

ERNESTO
Marco Ciaponi (24/02 – 3/03)
Matteo Falcier (26, 28/02)

NORINA
Ruth Iniesta (24, 28/02 – 3/03)
Blerta Zhegu (26/02)

UN NOTARO
Alessandro Busi (24, 26, 28/02 – 3/03)

TURNO A - Domenica 24/02/2019 ore 15.30

TURNO B - Domenica 03/03/2019 ore 15.30

TURNO C - Martedì 26/02/2019 ore 19.00

TURNO D – Giovedì 28/02/2019 ore 20.00