Adriana Lecouvreur

Opera in 4 atti
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recite concluse
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Libretto di

Arturo Colautti

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Musica di

Francesco Cilea

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Lirica 2018-2019, le recite sono concluse. Vai alla pagina programma per scoprire cosa ti riserva la prossima Stagione Artistica!

 

Adriana Lecouvreur rientra nel progetto Anteprima scuole: Venerdì 29 marzo alle ore 16:00. La prova generale sarà preceduta da una conversazione di approfondimento che avrà luogo alle ore 14.30 in Sala Filarmonica, per la quale è necessaria la prenotazione.

Adriana Lecouvreur rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 2 aprile alle ore 18:00 e giovedì 4 aprile alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

Direttore d'orchestra Massimiliano Stefanelli

Regia, scene, costumi Ivan Stefanutti

Luci Paolo Mazzon

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

ORCHESTRA, CORO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Allestimento del Teatro Sociale di Como – As.Li.Co.

Ivan Stefanutti, che firma la regia, le scene e i costumi di questo allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana (As.Li.Co.), traspone l’opera dal primo ‘700 all’epoca della composizione del titolo in un vivace clima culturale fin de siècle, per presentare una messa in scena senza stravolgimenti drammaturgici volta ad esaltare invece il divismo della personalità di Adriana attraverso movimenti che rimandano alle pose delle grandi attrici di inizio Novecento. La messa in scena, essenziale ma completa, è fedele alla trasposizione storica, risultando assolutamente efficace nei suoi rimandi ai film in bianco e nero del cinema muto in un continuo contrasto cromatico che richiama la vena di decadentismo che permea l’opera. Non più stucchi, parrucche e atmosfere ancien régime, ma un’eleganza liberty in cui scenografia, costumi, movenze e luci devono molto alla connotazione teatrale del cinema di quegli anni. Ovviamente il tema della protagonista che veste i panni della diva non sfugge al regista e, anzi, viene posto in estremo risalto. Adriana è la stella che svela la sua natura passionale e fragile di donna e Stefanutti per la sua protagonista si rifà proprio alle personalità delle attrici dell’epoca, come emerge dalle sue stesse parole:

Adriana Lecouvreur è un’attrice di teatro all’apice della sua carriera, famosa e venerata dai suoi ammiratori. La sua vicenda privata si svolge tra teatro e palazzi nobiliari, tra recite e declamazioni. Tutto fa pensare che, nella definizione del personaggio di Adriana si deve tenere conto di quelle che erano le dive operanti al momento della composizione dell’opera. La loro magia nasceva in teatro ma per alcune raggiungerà l’apice con l’apparizione della nuova arte, il cinematografo. Nella decima musa, che dovrà fare i conti con le nove che l’hanno preceduta, confluiranno tutte le esperienze teatrali, letterarie e musicali e, naturalmente, le relative attrici. Adriana è un’attrice che discende dalla stirpe di Sarah Bernhardt. Nel teatro classico stavano per affacciarsi nuovi nomi come Eleonora Duse, Gys Leda, Francesca Bertini e Lyda Borelli. Trovo che Adriana assomigli molto più a queste ”umili ancelle” che a quelle effettivamente vissute nel ‘700. Ed è soprattutto al personaggio conturbante di Lyda Borelli, che debutta in teatro nel 1902 come proprio come Adriana Lecouvreur, a cui il regista fa riferimento: “Lyda Borelli fu la prima grande sacerdotessa del nascente divismo. La sua morbida bellezza preraffaellita, le sue pose da femme fatale dannunziana, la sua recitazione fatta di gesti eccessivi, di subitanei languori e di sguardi torbidi, divennero il modello di una intera generazione di attrici, ed influenzarono la moda fino a diventare un vero e proprio fatto di costume…”.

ATTO PRIMO

Parigi, 1730. Nel foyer della Comédie Française c'è un clima di frenesia: mancano pochi minuti alla rappresentazione del Bajazet di Racine. Michonnet, direttore di scena, è ossessionato dalle mille richieste degli attori: non ne può più di essere schiavizzato e avrebbe già lasciato da tempo l'incarico se non fosse segretamente innamorato di Adriana Lecouvreur, prima attrice della compagnia. Entrano il principe di Bouillon, amante della Duclos, altra primadonna della Comédie, e l'abate Chazeuil, che si mettono a civettare con le attrici. Appare quindi Adriana: vestita in abito orientale, tiene in mano il copione e ripete la parte di Rossana. Il principe e l'abate la lodano, lei si schermisce dicendo di essere una “umile ancella” dell'arte e indica Michonnet come suo unico maestro. Intanto il principe viene a sapere che la Duclos ha scritto un biglietto: preso da gelosia, ordina all'abate di procurarglielo. Vedendo Adriana sola, Michonnet cerca il coraggio di dichiararle il suo amore, ma lei è concentrata su altri pensieri: è innamorata di Maurizio, un giovane ufficiale al seguito del conte di Sassonia, che verrà in teatro più tardi. Michonnet, disilluso, torna al suo lavoro. Arriva Maurizio e si dichiara appassionatamente ad Adriana: lei ancora non sa che il giovane ufficiale e il conte, in realtà, sono la stessa persona. I due amanti si danno appuntamento al termine dello spettacolo e Adriana offre a Maurizio un mazzetto di viole come pegno d'amore.

Nel frattempo, l'abate è riuscito a intercettare il biglietto della Duclos: è indirizzato a Maurizio e si tratta di un invito per la sera stessa in un villino di proprietà del principe e messo a disposizione dell'attrice. Furibondo, Bouillon decide di sorprendere sul fatto gli amanti organizzando una festa proprio in quel villino. In realtà, la Duclos ha scritto quel biglietto per conto della principessa di Bouillon, che sta tentando di sollecitare l'appoggio della regina per favorire l'ascesa di Maurizio al trono di Polonia.

Mentre Michonnet, commosso, ascolta dietro le quinte il monologo di Adriana, Maurizio ritorna nel foyer: turbato e ansioso di recarsi dalla sua protettrice, fa recapitare ad Adriana un biglietto dove le scrive che non potrà raggiungerla dopo lo spettacolo. Delusa, Adriana accetta l'invito alla festa di Bouillon.

ATTO SECONDO

Nel villino, la principessa di Bouillon aspetta con ansia l'arrivo di Maurizio, di cui è innamorata. Teme di non essere più corrisposta e, appena lo vede, nota le violette fra i bottoni della divisa. Gelosa, sospetta che il giovane si sia innamorato di un'altra. Lui nega e per compiacerla le offre il mazzetto di fiori. Lusingata, la donna gli parla dei passi che ha fatto per lui a corte ma anche dei potenti nemici che lo contrastano. Maurizio progetta di fuggire, ma la principessa lo trattiene e quando gli ricorda i loro baci appassionati, il giovane chiede comprensione e le promette la sua sincera amicizia.

A complicare la situazione, arriva inaspettato il principe di Bouillon. Per sfuggire al marito, la donna si nasconde in un'altra stanza. Il principe è convinto di aver colto sul fatto Maurizio con la Duclos, ma si dimostra uomo di mondo: respinge la proposta di battersi in duello e confessa di essersi stancato dell'amante. Maurizio, per proteggere la principessa, asseconda l'equivoco.

Arrivano gli invitati e Adriana scopre la vera identità di Maurizio. Lui le spiega tutto e le giura il proprio amore, ma in quel momento entra l'abate Chazeuil e rivela la storia del convegno tra Maurizio e l'amante del principe, convinto che si tratti della Duclos. Michonnet entra nella stanza interna e trova invece una donna misteriosa che lo implora di non svelare la propria identità e Adriana, dopo che Maurizio l'ha rassicurata che si tratta della sua benefattrice, di cui non può rendere noto il nome, si impegna a farla scappare.

Rimasta sola, Adriana spegne tutte le luci e fa uscire la donna misteriosa. Al buio le due non si riconoscono, ma dopo un breve scambio di battute si scoprono rivali. Arriva gente: la principessa si dilegua attraverso una porta segreta e nella fretta perde un braccialetto. Adriana lo raccoglie.

ATTO TERZO

A Palazzo Bouillon, si prepara uno sfarzoso ricevimento. La principessa chiede all'abate chi sia la nuova amante del conte di Sassonia, ma lui risponde di non saperlo. Arrivano gli invitati, fra cui Adriana e, al momento della presentazione, la Bouillon crede di riconoscerne la voce: che sia lei la sua rivale? Per esserne certa, racconta che Maurizio è stato ferito gravemente in un duello e, dal turbamento di Adriana, i suoi sospetti trovano conferma. All'arrivo di Maurizio Adriana si sente sollevata, ma vedendolo poco dopo conversare con la nobildonna, inizia a sospettare che la principessa possa essere la donna misteriosa del villino. Il principe invita quindi Maurizio a raccontare agli invitati i suoi successi militari.

La festa continua con la rappresentazione di un balletto ispirato al “Giudizio di Paride” e nel momento culminante, quando Paride offre alla principessa la mela d'oro, le due rivali si scambiano battute ironiche: la Bouillon allude a un mazzolino di viole quale pegno d'amore, Adriana a sua volta a un braccialetto perso durante la fuga, e mostra l'oggetto ai presenti, divertiti e incuriositi. Il braccialetto viene riconosciuto dal principe e a questo punto non ci sono più dubbi sull'identità delle donne. La principessa, per scherno, invita la Lecouvreur a recitare un monologo, il principe chiede la scena del richiamo della “Fedra”. Adriana inizia a recitare e alle parole “le audacissime impure” addita la Bouillon, che trattenendo ad arte la sua ira dà il via agli applausi giurando fra sé di vendicarsi. Dopo aver inutilmente invitato Maurizio ad accompagnarla, Adriana lascia la festa piena di amarezza.

ATTO QUARTO

Un salottino elegante di casa Lecouvreur. Il fedele Michonnet fa visita ad Adriana. L'attrice è depressa, si è ritirata dalle scene e, tormentata dall'idea che Maurizio l'abbia abbandonata, passa le notti insonne. Ad alleviarne momentaneamente la cupa tristezza irrompono in casa i colleghi della Comédie Française e, di fronte alle loro manifestazioni di affetto, Adriana promette di ritornare a recitare. Nel clima di ritrovata allegria, entra la cameriera portando un regalo: un cofanetto di velluto rosso accompagnato da un biglietto del conte di Sassonia. Adriana congeda gli amici, apre ansiosa la scatola e viene colta da un breve malore: il cofanetto contiene un mazzolino di viole appassite, regalato a suo tempo a Maurizio e ora restituito al mittente. Michonnet intuisce che dietro lo scherzo crudele c'è la mano di una donna. Adriana si dispera, porta le viole alle labbra, aspirandone il profumo. È ormai convinta che tutto sia finito. Ma proprio in quel momento entra Maurizio, avvisato da Michonnet. Il giovane è pentito di aver fatto soffrire Adriana e le chiede perdono. Lei lo accoglie con freddezza, ma lui dichiara di detestare la principessa e le chiede di sposarlo. Un breve momento di gioia presto interrotto dal malore di Adriana che, scossa da tremori, inizia a vacillare. Maurizio e Michonnet si rendono conto della verità: è stata la principessa a mandare i fiori dopo averli cosparsi di veleno. Agonizzante, Adriana inizia a delirare e, per un attimo, si immagina ancora in palcoscenico. Poco dopo, muore fra le braccia di Maurizio e Michonnet.

Adriana Lecouvreur

ADRIANA LECOUVREUR
Hui He
(31/03 – 4, 7/04)

Valentina Boi (2/04)

MAURIZIO
Fabio Armiliato (31/03 – 4, 7/04)
Mikheil Sheshaberidze (2/04)

IL PRINCIPE DI BOUILLON
Alessandro Abis
(31/03 – 2, 4, 7/04)

LA PRINCIPESSA DI BOUILLON
Carmen Topciu
(31/03 – 4, 7/04)

Rossana Rinaldi (2/04)

MICHONNET
Alberto Mastromarino
(31/03 – 4, 7/04)
Federico Longhi (2/04)

L'ABATE DI CHAZEUIL
Roberto Covatta
(31/03 – 2, 4, 7/04)

POISSON
Klodjan Kacani (31/03 – 2, 4, 7/04)

QUINAULT
Massimiliano Catellani (31/03 – 2, 4, 7/04)

MAD.LLA JOUVENOT
Cristin Arsenova
(31/03 – 4/04)

Jessica Zizioli (2, 7/04)

MAD.LLA DANGEVILLE
Lorrie Garcia
(31/03 – 4/04)

Annapaola Pinna (2, 7/04)

TURNO A - Domenica 31/03/2019 ore 15.30

TURNO B - Domenica 07/04/2019 ore 15.30

TURNO C - Martedì 02/04/2019 ore 19.00

TURNO D – Giovedì 04/04/2019 ore 20.00