Fondazione Arena ricorda Francesco Piccoli
«Ho appreso con grande dolore la notizia della scomparsa di Francesco Piccoli, collega ed amico – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona. – Insieme abbiamo condiviso anni di studio, l’impegno della gavetta e la gioia di ritrovarsi in palcoscenico. A nome della Fondazione tutta, desidero esprimere il più sentito cordoglio alla sua famiglia e ricordare una persona umile e speciale, oltre allo stimato professionista che ha raccolto grandi successi non solo nella sua Verona ma in tutto il mondo, con i più grandi maestri del nostro tempo».
Francesco Piccoli, tenore veronese, ha compiuto gli studi con Rina Malatrasi, debuttando ancora prima del diploma al Teatro Sociale di Rovigo in Rita di Donizetti (1986). Da allora, in quasi trent’anni di carriera, ha affrontato in Italia e all’estero un repertorio vastissimo, dal barocco al contemporaneo, passando per l’operetta e i grandi titoli, non solo d’opera ma anche del repertorio sinfonico-corale da Mozart a Mascagni. Sui principali palcoscenici del mondo, dal Teatro alla Scala al Festival di Glyndebourne, da Parigi a Tokyo, dall’Opera di Vienna e quella di Monaco, alla Royal Festival Hall di Londra, ha collaborato con maestri quali Abbado, Solti, Bartoletti, Davis, Scimone, Campanella, Muti, Chailly, Oren, Renzetti, Pappano, Thielemann, Mehta.
La sua presenza nei cartelloni di Fondazione Arena testimonia la duttilità dell’artista: al Teatro Filarmonico è nel cast di Lucia di Lammermoor di Donizetti (1988), Otello di Verdi (1990), La Fida ninfa di Vivaldi e La Vedova allegra di Lehár (1995), Il Pipistrello di Strauss II (1996 e ’97), Falstaff di Verdi, Il Gatto con gli stivali di Tutino e Gianni Schicchi di Puccini (1997), Mosè in Egitto di Rossini (2000), L’Amico Fritz di Mascagni (2001), Le Donne curiose di Wolf-Ferrari (2003). All’Arena di Verona è nell’ormai celebre produzione di Cavalleria rusticana e Pagliacci (1993, ripresa nel ’95) e, come Almaviva, protagonista del trionfale ritorno in Anfiteatro de Il Barbiere di Siviglia rossiniano nel 1996.