Il Flauto magico (Die Zauberflöte)

Singspiel in 2 atti
di Wolfgang Amadeus Mozart
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recite concluse
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Libretto di

Emanuel Schikaneder

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Musica di

Wolfgang Amadeus Mozart

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Lirica 2014-2015, le recite sono concluse.

Riparte la stagione artistica del Teatro Filarmonico con l'ultima opera in programma per il 2014/15, Il Flauto Magico. Il singspiel musicato da Wolfgang Amadeus Mozart, ideato e realizzato dal regista Mariano Furlani insieme al duo di video-artists MASBEDO, composto da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, a cui è affidata la parte video, vi trasporterà in dimensioni fiabesche con inedite scenografie.

 

Le scene sono di Giacomo Andrico, che assieme allo stesso Furlani firma anche i costumi, mentre di Paolo Mazzon è il lighting design. Sarà quindi il maestro Philipp von Steinaecker a dirigere Orchestra e Coro areniani insieme ad esperti interpreti mozartiani nei panni dei protagonisti.

Direttore d'Orchestra
Philipp von Steinaecker

Ideazione e Progetto
Mariano Furlani e Masbedo

Regia
Mariano Furlani

Scene
Giacomo Andrico

Costumi
Giacomo Andrico e Mariano Furlani

Video
Masbedo - Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni

Luci
Paolo Mazzon

Maestro del Coro
Andrea Cristofolini

Direttore allestimenti tecnici
Giuseppe de Filippi Venezia

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Ed. Bärenreiter. Rappresentante per l'Italia Casa Musicale Sonzogno di Piero Ostali Milano

Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona in lingua originale

ATTO I
Siamo in un Egitto fiabesco. Una distesa di rocce, qualche albero e, sullo sfondo, un tempio. Il principe Tamino, vestito da cacciatore, si è perso nel regno della Regina della notte e ora viene inseguito da un serpente. Disperato, chiede aiuto fino a quando, sopraffatto dalla paura, sviene. Dal tempio escono tre dame velate, ognuna con una lancia d'argento. Uccidono il serpente. Colpite dalla bellezza del giovane, riconoscono in lui l'eroe destinato a liberare Pamina, la figlia della loro sovrana, fatta prigioniera da Sarastro. Mentre vanno ad avvertire la Regina, Tamino si sveglia e vede il serpente morto; non capisce chi lo abbia salvato.
Si sente il suono di uno zufolo: arriva l'uccellatore Papageno, uno strano tipo vestito di piume che procura la cacciagione alla Regina della notte. Tamino crede sia stato lui a uccidere il serpente. Papageno non smentisce, ma le tre dame, ricomparse, lo puniscono per la fandonia sigillandogli la bocca con un lucchetto. Le donne mostrano quindi a Tamino il ritratto di Pamina e lui se ne innamora subito. Alcuni tuoni annunciano l'arrivo della Regina che cerca di impietosire Tamino e convincerlo a liberare la figlia. Il principe, ormai conquistato, decide di partire; le dame gli consegnano un flauto magico che lo proteggerà; liberano Papageno dal lucchetto e gli ordinano di seguire Tamino: anche lui sarà protetto da uno strumento magico, un carillon. Tre geni faranno loro da guida e li affiancheranno nell'impresa.
In una sala del Palazzo di Sarastro, alcuni schiavi commentano il tentativo di fuga di Pamina, che il moro Monostato, suo carceriere e spasimante, riesce a riprendere e a ricondurre a palazzo con la forza, incatenandola. Provvidenziale l'arrivo di Papageno che, col suo strano aspetto, spaventa e mette in fuga l'aguzzino. L'uccellatore può così avvicinare Pamina e spiegarle di essere stato mandato dalla Regina della notte: insieme a lui c'è anche un giovane principe che presto arriverà per liberarla.
Intanto, i tre geni guidano Tamino in un bosco, davanti ai templi della Saggezza, della Natura e della Ragione. Gli raccomandano fermezza, pazienza e silenzio. Un sacerdote esce dal tempio della Sapienza: fa capire a Tamino che Sarastro, gran sacerdote d'Iside, non è un tiranno e ha i suoi buoni motivi per aver sottratto Pamina alla madre. Poi si rifiuta di farlo entrare perché l'animo del giovane è pieno di odio. Alcune voci provenienti dal tempio rassicurano Tamino che Pamina è viva. Per esprimere la sua gioia, il principe inizia a suonare il flauto, incantando gli animali selvaggi. Papageno riconosce il suono e risponde al richiamo con il suo carillon: lui e Pamina stanno fuggendo inseguiti da Monostato e dagli schiavi mori. Lo strumento magico si dimostra utile per volgere la situazione a suo vantaggio. Non appena suona il carillon, Monostato e i suoi si mettono a ballare come marionette e si allontanano.
Compare trionfalmente Sarastro. Pamina gli spiega che è fuggita perché Monostato ha cercato di insidiarla. Lui la perdona, ma rifiuta di liberarla: se tornasse dalla madre perderebbe la felicità; ha bisogno di essere affidata alla guida di un uomo. Trascinato da Monostato, entra Tamino. I due giovani finalmente si incontrano, sentono una forte attrazione reciproca e si abbracciano. Sarastro, dopo aver condannato Monostatos a settantasette bastonate sulle piante dei piedi, ordina che Tamino e Papageno, a capo coperto, siano condotti nel Tempio della Prova per il rito di purificazione.


ATTO II
In un bosco di palme d'oro e d'argento, Sarastro riunisce i sacerdoti e li invita a prendersi cura di Tamino. Il giovane dovrà affrontare le prove rituali, anche a rischio della morte, per entrare fra gli eletti e sposare Pamina. La richiesta viene accolta e tutti invocano Iside e Osiride perché donino alla coppia spirito di saggezza.
Tamino viene introdotto nell'atrio del tempio. È risoluto e accetta la sfida. Con lui c'è anche Papageno, spaventato e per niente interessato alla saggezza: solo la promessa di trovare una bella ragazza, di nome Papagena, riesce a convincerlo. La prima prova che li aspetta consiste nel mantenere il silenzio, qualunque cosa accada. Rimasti soli, devono subito affrontare le tre dame che cercano di dissuaderli e terrorizzarli, dicendo che la Regina della notte è riuscita a entrare nel tempio. Papageno fatica a trattenere la lingua, ma Tamino gli impedisce di parlare.
Intanto Monostato si avvicina a Pamina, addormentata in un giardino. Cerca di baciarla, ma viene cacciato dalla Regina della notte. Pamina, che crede di essere stata abbandonata da Tamino, cerca la consolazione della madre, ma questa getta finalmente la maschera e dà sfogo alla sete di vendetta: affida alla figlia un pugnale per uccidere Sarastro, minacciando di ripudiarla se non eseguirà il suo ordine. Monostato, che ha sentito tutto, minaccia di rivelare l'intrigo se Pamina non lo amerà. Arriva Sarastro e, dopo aver allontanato Monostato, si rivolge paternamente a Pamina, spiegandole che l'amore, non la vendetta, conduce alla felicità. Intanto, Tamino a Papageno continuano la prova del silenzio. Compare una vecchia e si mette a parlare con Papageno, che non resiste alla tentazione di risponderle. Non appena le chiede il nome, scoppia un tuono e la donna corre via zoppicando. Portati da una macchina volante, fanno una breve apparizione i tre geni: restituiscono a Tamino e Papageno i loro strumenti magici e li invitano a mangiare e a bere prima di continuare la prova. Mentre Papageno si rimpinza, il principe, triste, suona il flauto. Pamina lo sente e accorre felice, ma Tamino non può parlare e lei, pensando di non essere più amata, sprofonda nella disperazione. Tamino ha così superato la prima prova e i sacerdoti rivolgono un inno di ringraziamento a Iside e Osiride. Sarastro fa incontrare Pamina e Tamino, li invita a pazientare. È giunto il momento di una più difficile prova: la separazione. Papageno, invece, non avendo rispettato l'ordine di tacere, è stato escluso dal circolo degli eletti. A lui però non importa, vorrebbe solo avere una compagna e mentre medita sulla sua solitudine, suona il carillon sperando che lo strumento magico lo aiuti a realizzare il desiderio. Riappare la vecchia che si rivela essere una bella ragazza: si chiama Papagena ed è vestita esattamente come lui, ma quando cerca di abbracciarla, lei scompare.
In preda al delirio, entra Pamina con un pugnale in mano. Crede che l'unico modo per ricongiungersi a Tamino sia quello di uccidersi. La salvano i tre geni che, dopo averla rassicurata sui sentimenti del giovane, la accompagnano nel luogo dove Tamino dovrà superare le prove del fuoco e dell'acqua.
Scortato da due armigeri, il principe si trova davanti a due montagne chiuse da inferriate, al di là delle quali si scorgono alte fiamme e una cascata. Se supererà le prove farà parte degli eletti. Pamina, nel frattempo arrivata, potrà accompagnarlo: su suo consiglio Tamino suona il flauto magico e anche le ultime prove vengono superate. I due innamorati sono ammessi alla suprema felicità. Intanto, nel giardino, Papageno si dispera perché la sua Papagena è scomparsa. Sta per impiccarsi quando i tre geni gli suggeriscono di usare il carillon magico: il miracolo questa volta si compie e la ragazza ricompare per restare sempre con lui. Dal sottosuolo emergono la Regina della notte, Monostato e le tre dame. Hanno in mano delle fiaccole nere e cercano di avvicinarsi al tempio per uccidere Sarastro. Ma la terra, tra tuoni e lampi, si apre e fa sprofondare i cinque congiurati negli inferi. I raggi del sole invadono finalmente la scena. Sarastro e i sacerdoti celebrano la vittoria della luce sulle tenebre, mentre Tamino e Pamina vengono accolti nel regno della bellezza e della saggezza.

Il Flauto Magico.

SARASTRO
InSung Sim

TAMINO
Leonardo Cortellazzi

PAMINA
Ekaterian Bakanova

LA REGINA DELLA NOTTE
Sofia Mchedlishvili
8,12 novembre
Daniela Cappiello 10, 15 novembre

PAPAGENO
Christian Senn

PAPAGENA
Lavinia Bini

MONOSTATO
Marcello Nardis

PRIMA DAMA
Francesca Sassu

SECONDA DAMA
Alessia Nadin

TERZA DAMA
Elena Serra

L'ORATORE DEGLI INIZIATI
Andrea Patucelli

PRIMO SACERDOTE/SECONDO ARMIGERO
Romano Dal Zovo

SECONDO SACERDOTE/PRIMO ARMIGERO
Cristiano Olivieri

PRIMO FANCIULLO
Federico Fiorio

SECONDO FANCIULLO
Stella Capelli

TERZO FANCIULLO
Maria Gioia