Nicoletta Manni e Timfoej Andrijashenko protagonisti del capolavoro Romeo e Giulietta di Prokof’ev, nella nuova coreografia di Manuel Legris.

Scene di Franco Zeffirelli, dai bozzetti disegnati per la prosa al Teatro Romano nel 1964, e costumi di Maurizio Millenotti

Romeo e Giulietta è la storia d’amore per eccellenza, il mito senza tempo che Shakespeare ha consegnato all’eternità e che ha reso Verona celebre nel mondo. Come l’Arena, simbolo universale della città e palcoscenico di un Festival centenario. Due icone, un’unica vocazione internazionale, che nell’estate 2027 si incontreranno in un progetto d’eccezione, affidato alla visione e al talento di grandi maestri e protagonisti della cultura italiana.

 

Fondazione Arena di Verona ha scelto la celeberrima creazione musicale di Prokof’ev per riportare il grande balletto nella sua forma completa in Anfiteatro per l’Opera Festival 2027 dopo 34 anni. Con le étoile della danza e un nuovo grande allestimento che prenderà vita dai bozzetti di Franco Zeffirelli, disegni ritrovati al Museo Zeffirelli dall’omonima Fondazione realizzati per il tour shakespeariano di prosa partito proprio dal Teatro Romano di Verona nel 1964. Dal 18 giugno 2027, il balletto Romeo e Giulietta sarà in scena per quattro imperdibili serate, una di queste accessibili e novità del progetto Arena per Tutti 2027.

 

Il conto alla rovescia è partito. Gli spettacoli di balletto in forma completa mancano in Anfiteatro dal 1993, quando andò in scena Spartacus. Romeo e Giulietta fu proposto negli anni 1955, 1971, 1982 e 1991, oltre a due edizioni al Teatro Romano e al Filarmonico nel 1998 e 1999. Grande spazio alla danza negli ultimi anni. Dopo il successo di Zorba il greco, che Fondazione Arena ha portato per quattro estati al Teatro Romano, e le produzioni di balletto al Filarmonico, tra cui Il Lago dei cigni, Jeu de cartes, Pinocchio e Lo Schiaccianoci, in programma tra un anno, Fondazione Arena riporta la grande tradizione del balletto in Arena.

 

A firmare la produzione sarà il coreografo Manuel Legris, già étoile parigino scelto da Nureyev in persona, quindi direttore del Wiener Staatsballett per dieci anni e del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano per altri cinque.

 

Protagonisti sulle punte, insieme al Ballo areniano coordinato da Gaetano Bouy Petrosino, due stelle internazionali di oggi, coppia nell’arte e nella vita: Nicoletta Manni e TImofej Andrijashenko, rispettivamente Étoile e Primo Ballerino del Teatro alla Scala. Entrambi devono molto proprio a questo titolo: nel 2022, in un’Arena gremita per la serata Roberto Bolle and Friends, dopo aver interpretato la scena del balcone dal balletto di Prokof’ev, si sono promessi in matrimonio in una proposta a sorpresa con standing-ovation del pubblico in Anfiteatro.

Di assoluto valore sarà l’allestimento. L’immenso palcoscenico sotto le stelle e i gradoni millenari dell’Arena vedranno l’inedita ricostruzione dei bozzetti di Franco Zeffirelli realizzati per lo spettacolo di prosa Romeo e Giulietta messo in scena al Teatro Romano di Verona nel 1964. Un soggetto che il Maestro fiorentino affrontò in modo rivoluzionario nella prosa e nel cinema, prima nel 1960, conquistando con azione e realismo l’Old Vic londinese e la scena shakespeariana dell’epoca (consacrando, tra l’altro, la stella nascente Judi Dench), poi rinnovando l’impianto per il Teatro Romano di Verona nel ’64, come prima tappa di una tournée internazionale di due anni (protagonisti due giovani Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri), infine immortalando la propria lettura, fra tenerezza, gioventù e sontuosità, nel film del 1968 con Olivia Hussey e Leonard Whiting. Una concezione del classico shakespeariano non come banco di prova estetico ma come teatro vivo e palpitante che cambiò per sempre il modo di fare teatro nel Regno Unito e non solo, sbalordendo -e conquistando- pubblico e critica. Una bellezza a servizio del dramma, che tornerà più volte nel decennio che Zeffirelli dedicò alla prosa (gli anni ’60), accarezzato decenni dopo per un ritorno alle scene, tra la gente, mai realizzato, nemmeno nelle numerose creazioni che tra ‘800 e ‘900 hanno portato ad importanti opere e balletti.

 

Grazie al sostegno della Fondazione Zeffirelli, che ha messo a disposizione bozzetti e disegni inediti per il balletto e l’Arena, e alla collaborazione dello scenografo Carlo Centolavigna, Fondazione Arena realizzerà la Verona mitica e rinascimentale del Maestro fiorentino, tra scorribande giovanili e scorci monumentali, esattamente nella città immaginata da Shakespeare, e in quell’Anfiteatro che Zeffirelli dal 1995 non ha smesso di amare, ricambiato da milioni di spettatori da tutto il mondo.

 

I costumi saranno firmati da un altro maestro di oggi, Maurizio Millenotti, pluripremiato costumista per il teatro e il cinema, frequente collaboratore di Franco Zeffirelli per le sue ultime creazioni d’eccellenza e ampio respiro (come Don Giovanni e La Traviata per l’Arena) che si è dedicato alla danza in poche, selezionatissime, occasioni.

 

La musica sarà eseguita dal vivo, nel golfo mistico, dall’Orchestra di Fondazione Arena. Tra le centinaia di declinazioni artistiche del soggetto shakespeariano, il balletto Romeo e Giulietta di Prokof’ev è oggi tra le vette della storia della musica, oltre che della danza. Note immortali, che uniscono ritmi accentuati, timbri iridescenti, effetti sorprendenti e slanci melodici di seducente lirismo e che ne fanno, anche in sede di concerto con le tre diverse suite che ne trasse il compositore, atteso banco di prova per esecutori e direttori.

 

Sergej Prokof’ev (1891-1953) lo compose agli albori di una nuova fase della propria carriera di autore-pianista-direttore, ex avanguardista al limite del provocatorio, allora alla ricerca di uno stile più melodico, come provano il Secondo concerto per violino e orchestra e la favola in musica Pierino e il lupo, per citare due dei titoli ancora oggi più frequenti nel repertorio internazionale. Compositore richiestissimo a livello internazionale, Prokof’ev, già alla ricerca di un soggetto lirico, ricevette la proposta dal Teatro di San Pietroburgo, non ancora Kirov, divenuta poi una commissione vera e propria dal Bol’šoj di Mosca. Nonostante la partitura fosse già terminata nel 1935, il debutto fu più volte rimandato perché all’epoca i ballerini “non erano abituati a musica di tal genere, anzi, ne avevano persino timore” come testimoniò la leggendaria Galina Ulanova, celebre proprio come prima protagonista del titolo. Il successo per questo balletto in quattro atti arrise a Prokof’ev abbastanza tardivamente, dato che il debutto avvenne solo nel 1940 e dopo una prima edizione a Brno, ben lontano dai riflettori dell’arte russa, peraltro tenuta sotto controllo e censura dal regime sovietico.

La partitura di Prokof’ev, eseguita integralmente dal vivo all’Arena di Verona, rappresenta dunque un’opportunità imperdibile anche per gli appassionati di musica, oltre che per quelli del balletto classico e della danza in generale.  

 

Dopo l’atteso debutto del 18 giugno 2027, Romeo e Giulietta replicherà per altre tre serate, il 26 giugno, il 15 luglio, il 20 agosto.

 

Romeo e Giulietta sarà accessibile. Lo spettacolo del 15 luglio sarà infatti inserito nel calendario della quinta edizione di Arena per Tutti, il progetto di accessibilità voluto da Fondazione Arena con l’Accessibility Partner Müller che permette alle persone con disabilità cognitive e sensoriali di fruire di una serata di spettacolo in Arena grazie a supporti dedicati quali libretti di sala accessibili, schede delle opere semplificate in Easy to Read, sottotitoli, audiodescrizioni e speciali percorsi pre-spettacolo, come quello danza inaugurato con successo nel 2026.

 

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è solo uno dei titoli della ricca stagione 2027, che si aprirà con una serata-evento straordinaria l’11 giugno. Saranno cinque le produzioni d’opera, con il ritorno degli spettacoli più recenti della storia del Festival nel segno di Verdi. Ci sarà La Traviata firmata da Paul Curran e realizzata in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, il Nabucco ‘atomico’, tecnologico e simbolico secondo il poliedrico Stefano Poda. Tornerà naturalmente Aida in duplice veste: l’allestimento storico di Gianfranco de Bosio, ispirato alla prima produzione areniana 1913, e l’edizione ‘di cristallo’ creata per il centesimo Festival da Stefano Poda. Tornerà anche Carmen di Bizet nel sontuoso allestimento di Franco Zeffirelli, spettacolo da record amato in tutto il mondo. Nell’estate areniana sotto le stelle, non mancheranno i gala e le serate-evento: proprio con il meglio della danza mondiale tornerà Roberto Bolle and Friends eccezionalmente in doppia data, l’8 e il 21 luglio, in coproduzione con ARTEDANZAsrl. Così come le celeberrime Quattro stagioni nello spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio il 24 agosto e i virtuosismi del nuovissimo Paganini Paradise il 25 agosto. La stella dell’opera Jonas Kaufmann rinnoverà il suo legame con l’Arena in un gala l’8 agosto, mentre il 29 agosto torneranno i Carmina Burana di Orff con grande organico di orchestra, coro e voci bianche.

 

I biglietti per ogni data sono già in vendita sul sito arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona, nelle Biglietterie dell’Arena e nella rete vendita Vivaticket.

 

La nuova produzione di Romeo e Giulietta è stata presentata questa mattina all’interno del Cortile della Casa di Giulietta.

 

Marta Ugolini, Assessora a Cultura, Turismo e Spettacolo del Comune di Verona: “Desidero esprimere grande soddisfazione per questo annuncio speciale, oggi, qui nel cortile della Casa di Giulietta. Ringrazio i comproprietari, insieme a Fondazione Atlantide e alla Direzione dei Musei Civici, per il supporto e il lavoro svolto per la riorganizzazione di questi spazi. Le stanze della casa di Giulietta ospitano tuttora il letto e i costumi originali del film di Franco Zeffirelli. È il momento di compiere un ulteriore passo in avanti con contenuti capaci di arricchirne il significato. Per questo sarà una enorme orgoglio veder tornare in Arena il balletto. Manca da 34 anni, significa che ci sono intere generazioni che non l'hanno mai visto in anfiteatro. Grazie a Fondazione Arena per aver lanciato il cuore oltre l’ostacolo e aver programmato questo Romeo e Giulietta”.

 

Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona: “Il ritorno del balletto in Arena è qualcosa che abbiamo fortemente voluto da sempre. Ci è voluto un po’ di tempo, dal doloroso taglio del Corpo di Ballo negli anni del piano risanamento di Fondazione, prima dell’attuale direzione. Gradualmente, dal Teatro Romano al Teatro Filarmonico, abbiamo proposto i primi titoli, e il pubblico ha risposto positivamente, con fiducia ed entusiasmo. E abbiamo desiderato fare il grande passo, per il pubblico e per chi danza, perché tutti potessero vivere la magia del balletto completo anche in Arena. Sotto l’astro di Zeffirelli, che ha amato così tanto l’Arena, e che a Verona è immensamente amato anche oggi”.

 

Stefano Trespidi, Vice Direttore Artistico di Fondazione Arena di Verona: “La nostra produzione artistica è anche veicolo di valori. E oggi ne celebriamo uno su tutti: l’amore. Quello di centinaia e migliaia di ragazzi che iniziano la loro giornata alla sbarra. Ogni passione artistica è sacrificio, ma la danza in particolar modo. L'amore di Manuel Legris che a 16 anni inizia a ballare all'opera di Parigi, e ne diventa étoile, e poi, oggi, uno dei maggiori coreografi internazionali. L'amore di Franco Zeffirelli per l'Arena, a cui ha lasciato sette produzioni. L'amore di Pippo Zeffirelli che ne porta avanti l'eredità. L'amore per il Maestro, di Carlo Centolavigna e Maurizio Millenotti, che mantengono viva la vera tradizione italiana della creazione per il teatro, nella scenografia e nel costume. E l’amore di Fondazione Arena che ha voluto tutto questo per gli spettatori”

 

Manuel Legris, coreografo della nuova produzione di Romeo e Giulietta in Arena: “Sono molto onorato di essere qui e partecipare a questo progetto, ritrovando il ballo in Arena. Conosco bene, perché le ho danzate e coreografate, le versioni di Nureyev e di MacMillan. Questa sarà una nuova versione speciale. Anche se non sarà facile trovare il modo giusto per l’unicità dello spazio dell’Arena, l'ispirazione in questa città arriva subito. Sarà un progetto fantastico, e farò del mio meglio.”

 

Pippo Zeffirelli, figlio di Franco e Presidente della Fondazione omonima: “Tutto ebbe inizio con l’opera: Zeffirelli fu chiamato al Covent Garden di Londra per Cavalleria rusticana. Creò qualcosa di unico e che ebbe enorme successo. Da lì, la direzione dell’Old Vic, teatro shakespeariano per eccellenza, fu così colpita da offrirgli tre produzioni, tra cui Romeo e Giulietta, un’operazione rischiosa e complicata, con attori giovanissimi, che pure ebbe successo e fece scuola. Nel ‘64 va in scena al Teatro Romano di Verona e poi in tour in Italia e all'estero. Nel 1965 Verona gli chiese una versione per balletto, che non andò mai in porto, e arrivò il film. Da lì provengono i disegni e appunti che abbiamo trovato nel grande archivio della Fondazione a Firenze.”

 

Carlo Centolavigna, scenografo: “Lavorare con il Maestro non è stato facile ma lo ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato in quarant’anni di collaborazione. Per questo allestimento, siamo partiti dagli studi che Zeffirelli aveva fatto e siamo lavorando per adattarli al più ampio palcoscenico dell'Arena, uno spazio enorme e unico, per un impianto colossale che lasci però il giusto spazio al balletto e ai movimenti dei danzatori. Sarà una bella scommessa”.

 

Maurizio Millenotti, costumista della nuova produzione: “Ho conosciuto Franco Zeffirelli alla Scala e da lì non ci siamo più lasciati. Una collaborazione durata tantissimo, per il teatro e per il cinema. Sono felice di tornare all'Arena, e sto già lavorando ai costumi. Ho avuto l’opportunità di lavorare a tanti balletti, anche proprio al fianco di Zeffirelli, sono pronto e allenato”.

 

Nicoletta Manni, Étoile del Teatro alla Scala, interprete di Giulietta: “Mi sento molto coinvolta in questo progetto: grazie per aver creduto nella danza e per aver voluto riportare il balletto in Arena. Essere parte di tutto questo, in un luogo che per me e per noi è magico, con questi meravigliosi artisti al tavolo, è davvero emozionante, un momento storico indimenticabile e uno dei più importanti del mio percorso. Un’operazione tanto attesa che oggi, qui, mi sembra trovi compiutamente senso”.

 

Timofej Andrijashenko, Primo Ballerino del Teatro alla Scala, interprete di Romeo: “Oggi la parola più ricorrente è stata ‘amore’: una parola importantissima, ancora più carica di significato in questo luogo speciale, in questa città a cui siamo tanto affezionati. Siamo felici di far parte di questo grande progetto e lavorare con questi maestri è un’occasione di crescita ulteriore. L'amore che in questa città si sente per l'Arena è palpabile, e dietro le quinte si sente di far parte di una squadra. Tutto questo è ammirevole e importante quando si vogliono fare progetti così ambiziosi”.

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