Fondazione Arena e Veronafiere insieme a Varsavia

All’Ambasciata italiana, l’anteprima di Vinitaly e dell’Arena Opera Festival. Per la prima volta promozione congiunta all’estero

Mentre il mondo accende i riflettori su Verona, Verona porta nel mondo due delle sue eccellenze. Fondazione Arena di Verona e Veronafiere sono state ospiti dell’Ambasciata d'Italia a Varsavia, segnando un passaggio strategico nella promozione sui mercati internazionali. Per la prima volta, insieme, all’estero. Ieri sera l’evento nella capitale polacca. Fil rouge della collaborazione Vinitaly e l’Arena con l’experience The Opera Ouverture, che tornerà anche nell’estate 2026 ad arricchire l’offerta delle serate areniane.

 

La tappa polacca di Vinitaly Preview ha portato nel cuore di Varsavia lo spirito della manifestazione di riferimento per il vino italiano nel mondo, in un appuntamento esclusivo dedicato ai principali buyer e professionisti del mercato polacco. Organizzata in collaborazione con ITA-Italian Trade Agency, l’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali dell’Ambasciatore Luca Franchetti Pardo e dal direttore ICE Varsavia Roberto Cafiero. Ed è proseguita con la presentazione della prossima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 12 al 15 aprile 2026, e con la masterclass “Italia – wina przyszłości (Italia – i vini del futuro)”, guidata dall’unico Master of Wine polacco, Wojciech Bońkowski. Un momento di approfondimento sulle tendenze che stanno ridefinendo il settore, ma anche un’occasione concreta di networking e di sviluppo di nuove relazioni commerciali in vista dell’appuntamento veronese.

 

In questo contesto di dialogo tra istituzioni, imprese e operatori internazionali, si è inserito l’intervento artistico della Fondazione Arena, partner dell’iniziativa, che ha presentato il calendario della prossima stagione dell’Opera Festival 2026 attraverso un momento musicale di grande intensità. Il tenore Paolo Lardizzone e il soprano Marta Torbidoni, accompagnati al pianoforte dal maestro Federico Brunello, hanno portato nella sede diplomatica italiana l’emozione e il prestigio del Canto lirico patrimonio dell’Umanità e dell’Arena di Verona, simbolo della cultura italiana nel mondo.

 

La presenza congiunta di Fondazione Arena e Veronafiere-Vinitaly conferma il dialogo sempre più stretto tra cultura e wine experience come leve di attrattività internazionale. E rappresenta una prima assoluta: due tra i principali stakeholder veronesi insieme su un palcoscenico internazionale, rafforzando un modello di promozione integrata che unisce arte, grandi eventi e sistema economico. Un’alleanza che valorizza l’identità di Verona come città capace di coniugare tradizione e innovazione, spettacolo e impresa, eccellenza artistica e leadership nel comparto agroalimentare.

 

Nel suo intervento, l’Ambasciatore ha evidenziato la crescente centralità della Polonia quale partner strategico, ricordando che l’Italia si conferma primo fornitore di vini fermi e spumanti in Polonia, in un contesto di “domanda sempre più orientata verso denominazioni di origine e segmenti premium. È su qualità, fiducia e partnership di lungo periodo che intendiamo costruire il futuro della cooperazione nel settore”.

 

“Verona è terra di eccellenze, tutto il mondo guarda con interesse al nostro territorio – ha affermato Stefano Trespidi, vicedirettore artistico di Fondazione Arena –. A noi il compito di creare sinergie e costruire occasioni di collaborazione. L’arte, la musica, lo spettacolo dal vivo nascono proprio dalla volontà di creare qualcosa di unico in grado di unire persone, mondi diversi, culture. L’appuntamento di Varsavia si inserisce in una strategia che parte proprio da questo concetto”.

 

Per il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno: “Il rapporto vino-cultura rappresenta uno dei pilastri più autentici della nostra identità. In questo contesto, la collaborazione con la Fondazione Arena di Verona assume un valore strategico e simbolico: unire l’eccellenza enologica alla grande tradizione lirica significa raccontare al mondo la nostra storia fatta anche di territori, saperi e bellezza condivisa. A Varsavia, il binomio vino e cultura diventa quindi uno strumento di conoscenza anche del nostro lifestyle, punto di riferimento internazionale. In mercati in forte crescita per il vino Made in Italy, come quello polacco, questo approccio integrato rafforza la percezione del nostro Paese e della qualità di quanto esprime e produce”.

 

Il Direttore dell’ICE di Varsavia, Roberto Cafiero, ha ricordato che nel 2024 l’Italia ha esportato circa 37 milioni di litri, pari a un quarto dell’import vinicolo polacco, con una crescita superiore al 30% negli ultimi cinque anni, confermando la Polonia tra i mercati più dinamici in Europa.

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