Don Giovanni in scena al Teatro Filarmonico fino a domenica 25 gennaio 2026

Il sipario del Teatro Filarmonico si apre sull’applaudito cast della prima mercoledì 21 gennaio alle 19, con Orchestra, Coro e Tecnici di Fondazione Arena diretti da Francesco Lanzillotta

Sold-out l’inaugurazione, ancora pochi posti disponibili per le repliche di 21, 23 e 25 gennaio

Gilda Fiume e Leonardo Sanchez debuttano venerdì 23 per le ultime due recite dello spettacolo di Enrico Stinchelli con i sontuosi costumi di Maurizio Millenotti e il visual design di Ezio Antonelli. E sabato 24 gennaio tornano le visite guidate al Teatro Filarmonico con Le Sale della Musica

Seducente, camaleontico, nobile e beffardo, iconoclasta maligno e sfuggente: Don Giovanni, figura mitica della civiltà europea, è reso ancor più immortale nel capolavoro di teatro musicale che Mozart scrisse nel 1787 su libretto di Lorenzo Da Ponte. A Verona Don Giovanni è il titolo inaugurale della Stagione d’Opera e Balletto 2026 di Fondazione Arena, concomitante con il Festival mozartiano che coinvolge la città a gennaio. Dopo la prima sold-out, mercoledì 21, venerdì 23 e domenica 25 gennaio torna in scena come protagonista il giovane baritono Christian Federici, già vincitore dei Concorsi internazionali di Spoleto e "Toti Dal Monte", accanto all’esperto Leporello di Paolo Bordogna e al felice esordio di Marta Torbidoni come Donna Elvira. Cambio cast per Donna Anna, che sarà interpretata dal soprano Elisa Verzier mercoledì 21, quindi da Gilda Fiume per le ultime due recite. Stesso avvicendamento negli interpreti di Don Ottavio, tenore, ruolo in cui torna Edgardo Rocha (21 gennaio) e debutta Leonardo Sánchez (23 e 25 gennaio). Esordiente al Teatro Filarmonico anche il soprano Emma Fekete come Zerlina accanto allo sposo Masetto del giovane basso Alessandro Abis. Completa il cast Ramaz Chikviladze come Commendatore, vittima di Don Giovanni che, come convitato di pietra, tornerà dalle tenebre. A dirigere l’Orchestra di Fondazione Arena il Maestro Francesco Lanzillotta, applaudito a Verona e nei maggiori teatri internazionali, nonché prossimo al debutto in Anfiteatro. Il Coro, diretto da Roberto Gabbiani, è impegnato in palcoscenico con diversi mimi e giovanissimi figuranti provenienti dal nuovo Coro di voci bianche di Fondazione Arena. I Tecnici areniano realizzano i numerosi cambi a vista dello spettacolo tradizionale e tecnologico, narrativo e metateatrale di Enrico Stinchelli, che firma regia e impianto scenico insieme al visual design di Ezio Antonelli e alle luci di Paolo Mazzon. I fedeli e sontuosi costumi settecenteschi dai mille colori sono quelli disegnati dal premiato Maurizio Millenotti. È ancora possibile acquistare abbonamenti, nuovi carnet e biglietti singoli per ogni data al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alle Biglietterie dell’Arena e nella rete Vivaticket.

 

BCC Veneta rinnova il suo legame con Fondazione Arena di Verona anche per il 2026, confermandosi main sponsor della Stagione Artistica del Teatro Filarmonico.

 

APPUNTAMENTI PER GIOVANI E STUDENTI

Con Don Giovanni prende il via anche la programmazione 2026 di Arena Young: spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie. Anche l’anteprima riservata alle scuole ha visto la partecipazione di oltre 700 studenti. Per la rassegna Andiamo a teatro, il mondo della scuola potrà assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Filarmonico partecipando al Preludio un’ora prima dello spettacolo: un’introduzione alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, nella prestigiosa Sala Maffeiana, mercoledì 21 gennaio alle ore 18 e venerdì 23 gennaio alle ore 19. Infor-mazioni e prenotazioni: Ufficio Didattica Cultura e Formazione scuola@arenadiverona.it – tel. 045 80519.33/.84

 

LE SALE DELLA MUSICA: VISITE GUIDATE

Torna sabato 24 gennaio Le Sale della Musica, nel ricco calendario di visite guidate per approfondire storia, curiosità e dietro le quinte del Teatro Filarmonico ma anche per conoscere le professionalità che lavorano in teatro e l’attività di messa in scena di opere e concerti. Tutte le giornate di visita (dieci appuntamenti fino a dicembre, sempre il sabato mattina) avranno un primo turno alle ore 10.30 e un secondo turno alle ore 12. Il percorso, che varierà ogni volta in base agli spettacoli in produzione, durerà un’ora circa ed è aperto a gruppi fino ad un massimo di 20 persone. Per partecipare, basta riservare il proprio posto con un biglietto intero di 5 euro o ridotto a 3 euro per le fasce Under30/Over65, acquistabile online o nelle biglietterie dell’Arena.

 

L’OPERA, GLI AUTORI E LA TRAMA

Dal Seicento ad oggi, il mito di Don Giovanni affascina l’umanità: il seduttore incallito, l’uomo incessantemente in movimento alla ricerca della vita è, al pari di Faust, il personaggio che arriva a sfidare i limiti dell’umano e del divino. Ma più di tutte le pièce teatrali, di tutti i racconti, i romanzi e i film prodotti in più di quattro secoli, l’opera di Mozart è riuscita a immortalare questa figura sfuggente e beffarda, demoniaca e accattivante, grazie ad una musica tanto vorticosa quanto ammaliante, dolce ed infernale. Don Giovanni è un “dramma giocoso” in cui convivono gli espedienti dell’opera buffa italiana e inaspettati abissi tragici: il protagonista non teme la morte, la causa e ne ride, fino a sfidarla. La profondità e la dualità dell’opera si manifestano sin dalla sinfonia iniziale, che conduce gli ascoltatori dal dramma alla commedia fino all’apertura di sipario. Inseguimenti, travestimenti, seduzioni, inganni, smascheramenti, duetti amorosi e scontri mortali: in poco meno di tre ore di musica e teatro, Mozart ha creato un universo di personaggi che gravitano intorno al memorabile protagonista del titolo. Un classico che ad ogni ascolto e visione interroga il pubblico, suggerendo sempre nuovi orizzonti.

 

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) scrisse Il dissoluto punito o sia il Don Giovanni per Praga nel 1787, sull’onda dell’enorme successo che Le Nozze di Figaro riscuotevano più che nella capitale dell’Impero. Librettista il medesimo collaboratore delle acclamate Nozze, Lorenzo Da Ponte (1749-1838), figura poliedrica e a suo modo dongiovannesca, che attinse a Tirso de Molina e Molière e soprattutto alla più recente opera ispirata allo stesso soggetto di Gazzaniga su testo di Bertati. Don Giovanni di Mozart-Da Ponte offre però sfide drammaturgiche e sperimentazioni musicali senza precedenti (come la compresenza di tre orchestre impegnate in contemporanea in tre danze diverse). L’opera ebbe subito successo ma, alla prima ripresa a Vienna, cadde dopo solo quindici serate. Il compositore aveva apportato alcune sostanziali modifiche, compreso il taglio del lieto fine dopo la scomparsa del protagonista negli inferi, aprendo a nuovi enigmi nella storia interpretativa dell’opera.

 

La trama in breve. Dopo la celebre Ouverture, il sipario si apre su una notte sivigliana. Il servo Leporello è stanco di fare la guardia mentre il suo insaziabile padrone Don Giovanni si intrattiene con donne di “ogni grado, forma, età”. Ma questa volta il seduttore è in fuga da Donna Anna e dal di lei padre, il vecchio Commendatore che lo sfida a duello e ha la peggio. Leporello è sconvolto ma può solo fare da scudo al padrone mettendo la “ex” Donna Elvira di fronte all’interminabile catalogo di sedotte e abbandonate. Don Giovanni irrompe alla festa contadina dei neosposi Zerlina e Masetto, allontanando lui e seducendo lei, ma i suoi piani sono guastati dalle due donne precedenti in cerca di vendetta, aiutate da Don Ottavio, promesso di Donna Anna. Nella festa a cui tutti sono invitati, il nobile status di Don Giovanni non riesce più a fornire alibi ai suoi delitti. Dopo ulteriori inganni, serenate e violenze, in fuga con Leporello, il dissoluto padrone si rifugia casualmente in un cimitero dove trova la statua del Commendatore ucciso in duello. Entrambi vedono la statua muoversi ma Don Giovanni non ne ha paura: la invita anzi a cena. E a cena si giocherà il destino del protagonista, sospeso tra un’ultima redenzione e gli inferi.

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