Una settimana di grandi debutti. Tornano in scena, con nuovi cast, La Traviata, La Bohème, Aida e Nabucco
Da giovedì 16 a domenica 19 luglio, quattro grandi titoli d’opera sul palcoscenico areniano. Attesi i debutti: Vasilisa Berzhanskaya interpreterà per la prima volta in assoluto Violetta Valéry. Carolina López Moreno sarà la dolce Mimì ed Enkeleda Kamani l
LA TRAVIATA - giovedì 16 luglio ore 21.15
LA BOHÈME - venerdì 17 luglio ore 21.15
NABUCCO - sabato 18 luglio ore 21.15
AIDA ed. Poda - domenica 19 luglio ore 21.15
Quattro serate consecutive di grandi titoli e nuovi interpreti internazionali che si aggiungono al cast di stelle dell’Arena di Verona Opera Festival 2026. Dal 16 al 19 luglio, si alternano sul palcoscenico la nuova Traviata, seguita dall’appassionata Bohème pucciniana, dal Nabucco ‘atomico’ e dall’Aida ‘di cristallo’.
La Traviata, giovedì 16 luglio. La Traviata apre il fine settimana nel nuovo allestimento del Festival 2026; regia di Paul Curran, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti, luci di Fabio Barettin e coreografia di Kyle Lang per un’inedita collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi. Importanti i debutti nel cast, a cominciare dalla protagonista: il soprano Vasilisa Berzhanskaya interpreta per la prima volta in assoluto Violetta Valéry. Accanto a lei, debutto stagionale per il tenore René Barbera, nei panni dell’amato Alfredo, mentre torna il baritono Youngjun Park come Giorgio Germont. Nei ruoli di fianco, Anna Werle, Carlo Bosi, Nicolò Ceriani, Jan Antem, Gabriele Sagona, Francesca Maionchi. Michele Spotti dirige il capolavoro di Verdi con l’Orchestra di Fondazione Arena, il Coro istruito da Roberto Gabbiani, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, mimi e Tecnici, impegnati a movimentare le colossali scenografie. Prossime repliche il 31 luglio e altre cinque serate fino al 12 settembre, a conclusione del Festival. La storia di Violetta è collocata al culmine della Belle époque, tra sontuose feste, colori, danze, cabaret e follies, evidenziando il contrasto tra l’eccesso della sfera pubblica e l’intimismo della vicenda privata. Violetta, famosa e ambita, si innamora di Alfredo ma il giudizio della società – rappresentata dal di lui padre Giorgio Germont – li dividerà.
Sabato 16 luglio, La Traviata, registrata durante la serata inaugurale del Festival da Rai Cultura, sarà trasmessa in prima serata su Rai 3. Ma non solo. Grazie alla collaborazione tra Fondazione Arena e Comune di Verona sarà visibile in contemporanea anche su cinque maxischermi nei quartieri cittadini. Il progetto Opera sotto le stelle torna per la quarta edizione e porta l’opera al Parco della Provianda di Veronetta, al Parco di Villa Pullè al Chievo, a Parco San Giacomo in Borgo Roma, ai giardini dei Cantori Veronesi in Borgo Santa Croce e in Piazza del Popolo a San Michele. Proiezioni dalle ore 20.45, con introduzione di Lella Costa e Davide Annachini, e dalle ore 21.20 la messa in onda Rai condotta da Cristiana Capotondi e Alessandro Preziosi.
La Bohème, venerdì 17 luglio. Nuove interpreti femminili si aggiungono al cast della prima: entrambe al debutto areniano, Carolina López Moreno sarà la dolce Mimì ed Enkeleda Kamani la vivace Musetta. Con loro i quattro amici che dividono la fredda soffitta: il poeta Rodolfo di Yusif Eyvazov, il pittore Marcello di Mihai Damian, il filosofo Colline di Alexander Roslavets il musicista Schaunard di Jan Antem. Un’opera “perfetta” in cui sentimento, umorismo, melodia ed energia raccontano sogni, amore, amicizia e crescita con la musica più ispirata e toccante di Puccini. La regia di Alfonso Signorini, con scene trasparenti di Juan Guillermo Nova, coordinamento costumi di Silvia Bonetti e luci di Paolo Panizza, mostra al pubblico diversi piani d’azione dell’azione, frammenti di vita vera della Parigi intorno al 1860. Nei ruoli di fianco, Nicolò Ceriani, Gianfranco Montresor, Matteo Macchioni. In scena mimi, comparse, Ballo e Coro di Fondazione Arena, con le voci bianche di A.Li.Ve. L’Orchestra è diretta da Francesco Lanzillotta, alla sua prima produzione all’Arena di Verona. Ultima replica: 25 luglio.
Nabucco, sabato 18 luglio. Nabucco, dramma verdiano biblico, romantico e corale per eccellenza, divenuto colonna sonora del Risorgimento italiano, torna in scena sabato 18 luglio nello spettacolo firmato dal visionario Stefano Poda. Il racconto di un’umanità divisa e in conflitto ma destinata alla riconciliazione: in scena grandi simboli, duelli coreografati per centinaia tra danzatori, mimi e figuranti, costumi in materiali innovativi e chilometri di led. Protagonista il baritono Youngjun Park nei panni del temibile re babilonese. Le sue due figlie sono interpretate rispettivamente da Maria Josè Siri nella virtuosistica parte di Abigaille e da Annalisa Stroppa in quella della dolce ma coraggiosa Fenena, entrambe applaudite alla prima. Zaccaria, guida spirituale del popolo ebraico, sarà Alexander Vinogradov – basso al debutto stagionale in Anfiteatro – mentre Ismaele sarà il tenore Francesco Meli. Completano il cast Gabriele Sagona, Riccardo Rados ed Elisabetta Zizzo nei panni del Gran Sacerdote di Belo, Abdallo e Anna. Il giovane maestro Michele Spotti torna alla guida dell’Orchestra di Fondazione Arena e dell’applaudito Coro preparato da Roberto Gabbiani. Repliche fino al 9 settembre.
Aida, domenica 19 luglio. Penultima rappresentazione per Aida, nella visione del regista Stefano Poda: la produzione ‘di cristallo’ con trasparenze inedite e giochi di luce che sottolineano le linee originali dell’Anfiteatro, luogo del rito collettivo e del viaggio ‘dantesco’ compiuto dall’umanità. Protagonista per un’unica serata il soprano Alessandra Di Giorgio, al debutto areniano, nei panni della principessa etiope ridotta in schiavitù alla corte dei faraoni. Come Radames, amato e amante di Aida ma condottiero per i nemici egizi, torna il tenore Yusif Eyvazov, e come rivale in amore Amneris, figlia dei faraoni, torna Clémentine Margaine. Amonasro, re etiope e padre di Aida, sarà interpretato da Youngjun Park, e il gran sacerdote Ramfis da Alexander Vinogradov. Completano il cast il Re egizio di Simon Lim, il Messaggero di Matteo Macchioni e la sacerdotessa di Francesca Maionchi. Orchestra e Coro di Fondazione Arena sono diretti da Daniel Oren. In scena centinaia tra mimi, comparse e Ballo areniano. Ultima replica: 24 luglio.
IL FESTIVAL 2026. Il 103° Festival porta in scena alcuni dei titoli più amati dal grande pubblico nella stagione più lunga della storia areniana. Oltre alla nuova Traviata, due diversi allestimenti di Aida, le più recenti produzioni di Nabucco e La Bohème, quindi Turandot a 100 anni dalla prima assoluta. Sei le serate-evento in singola data: Roberto Bolle and friends coprodotto con ARTEDANZAsrl il 21 luglio, il balletto al Teatro Romano con Zorba il greco il 25 e 26 agosto. Ritorna il grande organico sinfonico-corale dei Carmina Burana di Orff il 13 agosto mentre il nuovo concerto immersivo Paganini Paradise debutta in prima assoluta il 18 agosto aggiungendosi alle Quattro stagioni in Viva Vivaldi, con l’Orchestra di Fondazione Arena e spettacolari proiezioni tridimensionali firmate da Balich Wonder Studio il 19 agosto.
L’Arena di Verona Opera Festival 2026 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis il Main Partner UniCredit, che vanta una trentennale longevità di collaborazione, i Premium Partner Calzedonia e Pastificio Rana, e ancora Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Genny, RTL 102.5, Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Magis si conferma Green Energy Partner del Festival e Generali è Education Partner. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Manpower Group, Ferroli e il Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. New entries del 2026 Nardi outdoor tra gli official partner e il Major Partner Vivaticket. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse.