Fondazione Arena, Magis e Amia insieme per la sostenibilità dell’Opera Festival.

Al via un tavolo di lavoro permanente

Partire da piccole azioni concrete per costruire nuove procedure in grado di rendere sempre più sostenibile l’Opera Festival. È questo l’obiettivo del nuovo tavolo di lavoro avviato da Fondazione Arena, Magis e Amia, che riunirà periodicamente i tecnici delle tre realtà a partire dal prossimo 20 ottobre.

Nessun documento programmatico o dichiarazione di intenti, ma un’attività che partirà dall’analisi e dal censimento delle azioni quotidiane già in essere e dall’individuazione di interventi concreti e misurabili. Per arrivare, nell’arco dei prossimi anni, ad applicare un modello virtuoso capace di migliorare progressivamente l’impronta ambientale di Fondazione Arena. Una collaborazione importante anche perché, ad oggi, le Fondazioni lirico-sinfoniche italiane non sono soggette a specifici obblighi normativi in materia di certificazioni o report di sostenibilità.

Il primo passo sarà una ricognizione delle buone pratiche già adottate da Fondazione Arena: dalle iniziative legate all’accessibilità delle persone con disabilità, ai concerti gratuiti negli ospedali cittadini, che testimoniano una concezione della sostenibilità intesa non soltanto in senso ambientale ma anche sociale, all’utilizzo dei distributori d’acqua nel backstage, all’impiego di bottiglie di vetro riciclato durante rinfreschi e cene.

Il tavolo lavorerà per individuare nuove procedure, con particolare attenzione al controllo costante dei consumi, all’introduzione di nuovi parametri e requisiti di sostenibilità nei bandi di gara e nelle procedure di acquisto, ai rapporti con i fornitori, al coinvolgimento dei lavoratori e al miglioramento della raccolta differenziata e della filiera dei rifiuti.

Questa mattina, alla presentazione del nuovo tavolo, erano presenti il vicedirettore artistico di Fondazione Arena di Verona Stefano Trespidi, il presidente di Magis Federico Testa e il presidente di Amia Roberto Bechis.

“Vogliamo contribuire al benessere, in primo luogo dello spirit,o attraverso l’arte e la cultura, ma abbiamo anche un obbligo etico che ci impone di essere d’esempio e fare in modo che le nostre attività siano sempre più sostenibili – sottolinea Stefano Trespidi –. Il mondo del teatro d'opera non ha sviluppato competenze specifiche in questo ambito: per questo abbiamo scelto di avviare un percorso condiviso con due eccellenze della città come Magis e Amia, affidandoci alle loro competenze per farci guidare in questo percorso”.

“L’Arena è un’eccellenza veronese conosciuta a livello internazionale e rappresenta un punto di riferimento culturale per un pubblico che arriva da tutto il mondo – afferma Federico Testa –. Spettatori che spesso provengono da Paesi nei quali l’attenzione ai temi ambientali e della sostenibilità è particolarmente alta. Abbiamo quindi deciso di unire forze e competenze per aiutare Fondazione Arena a crescere non solo sul piano operativo, ma anche nella consapevolezza di quanto già viene fatto e di quanto ancora si può fare. Un percorso che può produrre benefici non soltanto per l’Arena, ma per tutta la città”.

"La sostenibilità è uno dei capisaldi della nostra attività e abbiamo il dovere non soltanto di incentivare la raccolta differenziata, ma anche di fare cultura su questi temi – dichiara Roberto Bechis –. Negli ultimi anni la raccolta differenziata in città è passata dal 53% a oltre il 60% e si sta dunque velocemente avvicinando all'obiettivo minimo regionale del 65%. Se pensiamo alle quasi 10mila persone che possono essere mediamente presenti ogni sera all’Arena, possiamo comprendere quale sia la portata dell’impatto e, allo stesso tempo, quante opportunità ci siano per fare la differenza. Anche per questo riteniamo importante lavorare insieme a Fondazione Arena e trasformare un grande evento culturale in un’occasione concreta di sensibilizzazione e di buone pratiche”.

Nel percorso sarà coinvolta anche la professoressa Francesca Simeoni dell’Università degli Studi di Verona, nell’ambito della collaborazione avviata da Amia con l’Ateneo, che coinvolge oltre al Dipartimento di Management anche il Dipartimento di Scienze giuridiche.

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