Addio al baritono Giuseppe Scandola

Il ricordo di Fondazione Arena di Verona

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Fondazione Arena ricorda il baritono veronese Giuseppe Scandola, scomparso nei giorni scorsi all’età di 93 anni. Nativo di Villa Bartolomea, dopo i successi di una lunga carriera in palcoscenico, si era dedicato alla formazione di nuovi talenti.

 

«Tra le pietre dell’Arena risuonava con la sua voce grande, calda, estesa, capace di potenza e morbidezza – il ricordo di Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona. – Impossibile dimenticare l’Amonasro di Giuseppe Scandola, per le centinaia di migliaia di spettatori che hanno assistito ad Aida in Anfiteatro negli anni ’80. Un cantante che ha portato nel mondo l’arte del canto lirico e della tradizione del baritono italiano, mantenendo sempre i piedi saldi a terra. Alla moglie Maria Del Fante, alla sua famiglia e ai suoi cari desidero porgere le più sentite condoglianze e il più affettuoso ricordo a nome di tutta Fondazione Arena di Verona».

 

A soli quattro anni dal debutto assoluto sulla scena lirica, Giuseppe Scandola si era esibito per la prima volta all’Arena di Verona il 20 agosto 1969 nell’oggi rarissimo oratorio di Lorenzo Perosi La Resurrezione di Cristo, accanto a Mario Zanasi, Margherita Rinaldi, Gianni Raimondi e alla consorte Maria Del Fante, affermato mezzosoprano, sotto la direzione di Giulio Bertola. Consolidata la sua fama a livello nazionale ed estero, è tornato al Festival lirico ogni estate dal 1980 al 1990 divenendo Amonasro di riferimento in Aida, immortalato anche da registrazioni video ufficiali, nei diversi allestimenti di Sbragia, de Bosio, Rossi e Zuffi, nonché come Ezio nell’unica produzione areniana di Attila, per la regia di Montaldo, nel 1985.

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