
Il Barbiere di Siviglia - 2011

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Il Barbiere di Siviglia - 2011
ATTO I
Quadro primo
In una piazza di Siviglia.
Il conte di Almaviva, innamorato di Rosina, pupilla del vecchio e geloso don Bartolo ha organizzato una serata per la sua bella, ma Rosina non si affaccia dal balcone della sua camera. Deluso, Almaviva sta per allontanarsi quando compare gaio e spavaldo, cantando le sue qualità e doti, Figaro barbiere e factotum richiesto da tutta la città. Tra i clienti di Figaro c'è proprio Don Bartolo e proprio per questo motivo e per le sue riconosciute doti professionali, il conte decide di confidargli il suo impossibile amore per Rosina e gli chiede aiuto. Mentre i due stanno parlando, Rosina getta un biglietto per l'innamorato che si trova di sotto. Malgrado il pronto intervento di Bartolo, il messaggio riesce ad arrivare al conte, che le risponde con una canzone appassionata, accompagnandosi alla chitarra: si dichiara innamorato di lei, ma perchè non sia il titolo nobiliare ma solo l'affetto sincero a muovere la ragazza, si cela sotto il finto nome dello studente Lindoro. Poichè la ragazza non può rispondere dal balcone, il conte decide di andare a conoscerla personalmente a casa sua. Figaro però frena gli ardori del conte, suggerendogli di presentarsi a Don Bartolo travestito da soldato di un reggimento di passaggio per Siviglia, con il pretesto di un ordine di alloggio presso di lui. Affinchè le sue mosse sembrino meno calcolate dovrà fingere di essere ubriaco.
Quadro secondo
Presso la casa di Bartolo
A casa di Bartolo, Rosina ripensa lusingata all'irruzione del giovane Lindoro nella sua vita: è decisa a tutto pur di coronare il reciproco desiderio e affida una lettera per il corteggiatore a Figaro, venuto a saggiare con un pretesto i suoi sentimenti nei riguardi di Lindoro. Nel frattempo rientra Don Bartolo che intuisce che si sta tramando qualcosa di poco chiaro e di conseguenza decide di affrettare i tempi per le nozze che ha progettato con la sua pupilla. Egli inoltre chiede insistentemente a Rosina, che ha le mani sporche d'inchiostro se ha scritto una lettera, ma lei nega. Avvisa perciò Don Basilio della sua decisione, e riceve da questi ulteriori motivi di preoccupazione: è stato visto a Siviglia il conte d'Almaviva, di cui è noto l'interesse per Rosina; l'unico modo per debellare la sua insidiosa concorrenza è rovinarne la reputazione calunniandolo.
All'improvviso giunge Almaviva travestito e consegna a Bartolo l'ordine di alloggiare a casa sua. Arriva intanto anche Rosina, che il tutore vorrebbe allontanare: il finto soldato le si rivela come Lindoro e cerca di consegnarle un biglietto, che lei poi riuscirà a sostituire con la nota del bucato per non permettere a Bartolo, che aveva visto tutto di leggerlo. Le forze dell'ordine si presentano alle porte della casa di Bartolo per capire a cosa sia dovuto tutto questo baccano e i soldati riconoscono Almaviva e lo portano via.
ATTO II
Quadro primo
Presso la casa di Bartolo
Mentre Bartolo continua a pensare con sospetto a quello che è appena accaduto a casa sua, riceve un'altra strana visita. Entra infatti, Figaro accompagnato da un certo Don Alonso, maestro di musica sostituto di Don Basilio che si è ammalato. Il petulante personaggio non convince però il dottore: è infatti ancora il conte, con un altro travestimento suggeritogli da Figaro. All'arrivo della ragazza inizia a darle lezione di canto e questa lo riconosce all'istante. Don Bartolo, superata la prima diffidenza, mentre gli altri due fanno lezione, si fa radere da Figaro che ne approfitta per sottrargli la chiave del balcone. Sul più bello però arriva Don Basilio, che solo grazie all'abilità del conte e ad una borsa di denaro accetta di darsi veramente malato senza dire nulla al dottore.
Quadro secondo
Ripresa la rasatura di Bartolo, i due amanti prendono a discorrere finalmente senza impedimenti: ma il sospettoso tutore riesce ugualmente, nonostante la copertura di Figaro, a cogliere i due mentre progettano l'evasione di Rosina. Inoltre il dottore ipotizza che Lindoro non è altro che un intermediario mandato dal conte Almaviva e sicuro di ciò lo dice a Rosina, la quale si infuria per l'inganno e accetta per vendetta, di sposare il tutore. Ma più tardi durante un temporale Figaro e il creduto Lindoro rientrano in casa dal balcone e assicurano Rosina che Lindoro non è altri che il conte Almaviva. Mentre la fuga dei due e ritardata da continue dichiarazioni d'amore, il barbiere si accorge dell'arrivo del notaio per il contratto di nozze di Don Bartolo. Figaro è prontissimo ad agire: Rosina e Almaviva vengono presentati al notaio come i due sposi e Don Bartolo che era andato nel frattempo a chiamare rinforzi, arriva troppo tardi.
La decisione di presentare al pubblico un rifacimento del celeberrimo Barbiere di Paisiello, ancora vivente il compositore napoletano, scatenò non poca bagarre , nonostante ci si fosse premurati di dare all’opera il titolo Almaviva e di dichiarare che Rossini, «onde non incorrere nella taccia d’una temeraria rivalità coll’immortale autore che lo ha preceduto (Paisiello) », aveva musicato un libretto totalmente originale. Decisione audace (forse dovuta a Giovanni Paterni, sovrintendente dei pubblici spettacoli a Roma) quella di affidare l’operazione a un giovane compositore emergente, attivo sulle scene da meno di sei anni, ‘esploso’ da tre con i due capolavori Tancredi e L’Italiana in Algeri .
Usufruendo della clausola del contratto stipulato con Barbaja a Napoli, che gli permetteva di accettare scritture da altri teatri, Rossini si accordò col duca Francesco Cesarini Sforza, impresario del teatro di Torre Argentina, per un’opera da rappresentarsi nel carnevale del 1816. Tra la firma del contratto, il 15 dicembre 1815, e la ‘prima’ del Barbiere trascorsero appena due mesi, fatto che alimentò la leggenda dei pochissimi giorni occorsi per la composizione del capolavoro (in alcune versioni appena nove). Comunque sia, perduto anche l’appoggio dell’impresario (morto improvvisamente), la ‘prima’ si rivelò un fiasco, osteggiata rumorosamente dai sostenitori di Paisiello e funestata da una serie impressionante di incidenti in scena, sotto gli occhi amareggiati di Rossini che dirigeva dal cembalo. Il cast originario comprendeva nel ruolo del conte una grande celebrità: il tenore spagnolo Manuel García, che ricevette un compenso maggiore di quello pattuito con Rossini stesso; Rosina era invece Geltrude Righetti Giorgi, che l’anno dopo sarà la prima protagonista di Cenerentola . Negli anni successivi l’opera ottenne vasti successi in tutta Europa; già nel 1819 alcuni suoi numeri erano stati inseriti in un ‘pasticcio’ a New York, dove sei anni dopo (il 29 novembre 1825, data capitale per la storia dell’opera in America) approdò nella sua integrità, portatavi proprio dalla compagnia di García, di cui faceva parte la figlia, più tardi celebre come Maria Malibran.