Georges Bizet 
Compositore (1838 - 1875)

Georges Bizet nacque a Parigi il 25 ottobre 1838, figlio unico di una famiglia di musicisti. Il padre, infatti, impartiva lezioni di canto e la madre era una pianista di talento. L'educazione musicale di Georges fu inizialmente curata dalla madre che cominciò ad istruirlo alla tenera età di quattro anni. A nove anni le sue nozioni musicali erano complete, e il padre cercò di farlo ammettere al conservatorio di Parigi. Le classi erano però già al completo, inoltre Georges non aveva l'età sufficiente per entrare. Il padre lo indirizzò allora a A. F. Marmontel, pianista e compositore che riconobbe l'enorme talento del piccolo Bizet, il quale venne finalmente ammesso a frequentare il Conservatorio pochi giorni prima del suo decimo compleanno.

La sua carriera scolastica vantò da subito ampi riconoscimenti: vinse infatti il primo premio per il solfeggio dopo soli sei mesi dall'inizio de suoi studi, e fu ammesso a seguire le esclusive lezioni di P.J. Zimmermann. Il maestro però non godeva di buona salute ed era spesso sostituito dal genero Charles Gounod. L'incontro con questo musicista influenzò molto la musica di Bizet, non sempre però in modo positivo. Il talento di pianista di Georges era evidente e per questo il giovane studente ricevette lodi da importanti musicisti come Berlioz, Liszt e Marmontel. Nel 1853 Zimmermann morì, e Bizet cominciò a frequentare le lezioni J. F. Halévy.

Le sue prime composizioni gli valsero alcuni premi come il "Prix de Rome" nel 1857. Quest'ultimo gli dava, tra l'altro, diritto ad un soggiorno di studio della durata di tre anni da trascorrere prima a Roma e poi in Germania. Le composizioni giovanili di maggior rilievo sono composizioni per orchestra, nelle quali era evidente la matrice che avrebbe caratterizzato le sue opere più famose. Da ricordare è anche la Sinfonia in Do, che Bizet compose all'età di diciassette anni.

Nel dicembre 1857 il giovane musicista partì per Roma, dove trascorse gli anni forse più felici della sua vita. Libero infatti da problemi finanziari grazie al sussidio garantitogli dal Prix de Rome, ebbe la possibilità di visitare molti luoghi della penisola italiana, e ne restò affascinato. Vide Roma, Napoli, Pompei, Firenze, e fu colpito in particolare dal Capo Circeo, che ispirò alcune sue composizioni. Al periodo romano risale l'opera di evidente ispirazione italiana Don Procopio.

Durante il suo soggiorno italiano, però, Bizet iniziò a soffrire di crisi depressive che lo portarono a nutrire alcuni dubbi sul proprio valore artistico e che ritardarono la sua maturità musicale. A causa delle acquisite incertezze, il giovane musicista abbandonò alcuni dei suoi progetti e talvolta distrusse opere già realizzate, come Ivan IV e Grisélidis. Bizet rimase in Italia per l'intero periodo finanziato dal Prix de Rome, con grande disappunto da parte di Gounod, che avrebbe invece voluto che il giovane si recasse anche in Germania. Nel 1860 il soggiorno italiano terminò e Bizet tornò a Parigi, dove lo aspettavano anni difficili. Compose infatti una nuova serie di opere che furono accolte dalla critica severamente. Si manteneva con l'insegnamento, con lavori di riduzioni per canto e pianoforte richiestigli da editori e con l'accompagnamento durante le prove di opere e altri lavori. Pur essendo un pianista molto dotato, rifiutò sempre di suonare il pianoforte in pubblico per paura di compromettere l'attività di compositore. Nel 1863 accettò di musicare il libretto de I pescatori di perle (Les pêcheurs de perles), che una volta in teatro lo stesso anno fu accolto dalla critica con grandi perplessità.

Nel 1866 fu la volta de La bella fanciulla di Perth ( La jolie fille de Perth), presentata nel 1867. L'opera fu ben eseguita e, unica tra le opere di Bizet rappresentate durante la sua vita, ricevuta positivamente da critica e pubblico. Nello stesso anno gli fu affidato l'incarico di critico musicale per il periodico La revue nationale et étrangère, ma vi pubblicò solo un articolo, poiché il secondo fu censurato da un nuovo direttore, fatto che indusse il musicista a dimettersi. Il 1868 vide Bizet colpito da una nuova crisi che lo spinse a completare la suite sinfonica nota con il nome di Roma, iniziata in Italia e lasciata a lungo incompleta. L'esecuzione avvenne l'anno successivo e fu accolta positivamente. Il 1869 fu un anno importante per la vita privata di Bizet, che sposò Geneviève Halévy, figlia del suo maestro. Il matrimonio, purtroppo, si sarebbe presto rivelato infelice a causa dell'instabilità mentale di cui soffriva la donna.
In seguito, Bizet servì la Guardia Nazionale a Parigi durante la guerra franco-prussiana e patì le privazioni dell'assedio. Ciò condizionò il suo stato di salute peggiorandolo e fu in generale un'esperienza molto negativa.

In questo periodo il compositore scrisse i Jeux d'enfants, una raccolta di 12 pezzi per due pianoforti trascritti poi per orchestra. Nel 1872 pubblicò l'opéra-comique in 1 atto Djamileh, che non fu ben accolta e per la quale Bizet fu accusato di wagnerismo, una colpa che gli era già stata attribuita per I Pescatori di Perle. Dello stesso anno fu il clamoroso insuccesso delle musiche per L'Arlesiana (L'Arlésienne) di A. Daudet. Subito dopo Bizet si concentrò sul libretto scritto da Henri Meilhac e Ludovic Halévy, sulla base della novella di Prosper Mérimée: Carmen. Nonostante tenesse molto a questo progetto, una volta completato il primo atto interruppe la composizione per creare il Don Rodrigue, da rappresentarsi all'Opéra-Comique di Parigi. Un incendio del teatro impedì però che l'opera fosse messa in scena. Nel 1874 Carmen, l'opera con cui si era realizzata la maturità artistica dell'autore, fu terminata e il pubblico poté assistervi l'anno successivo. La reazione degli spettatori fu talmente fredda che l'autore cadde in una crisi dalla quale non si riprese. Infatti, il 3 giugno 1875, mentre si trovava nella sua residenza di campagna di Bougival, morì per un attacco di cuore.

Il suo valore artistico sarebbe stato apprezzato solo più tardi. Bizet aveva portato sul palcoscenico il realismo psicologico della narrativa di Stendhal, Balzac e Mérimée. Carmen fu presto riconosciuta come l'opera che anticipava il verismo, protagonista della scena letteraria europea di quell'epoca. Ben presto quindi l'autore che in vita aveva goduto di ben pochi riconoscimenti per la sua opera cominciò ad essere apprezzato. Pur dovendo competere con il fascino di Wagner, la sua musica influenzò Ciaikovski, Chabrier, Mascagni, Leoncavallo e soprattutto Puccini. 
 
 
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Primo Concerto FilarmonicoDomenica 2 Novembre
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