Temistocle Solera 
Compositore (1815 - 1878)

La produzione di Temistocle Solera, librettista e compositore italiano, rappresenta il momento in cui il Romanticismo lombardo fluì nel melodramma. Ebbe decisamente una vita intensa ed avventurosa.

Figlio di un patriota, nacque a Ferrara il 25 dicembre 1815. Frequentò il Collegio Imperiale di Vienna dove studiò lettere e musica fino al giorno in cui, ancora ragazzino, fuggì dalla scuola. Preso dalle guardie, fu mandato al Collegio Longone di Milano, dove continuò i suoi studi.
Esordì giovanissimo come poeta e romanziere: tra il 1840 e il 1845 scrisse quattro opere su libretto proprio e un romanzo, Michelino, ma senza successo.

La sua fortuna si deve all'incontro con Giuseppe Verdi, per il quale scrisse dei libretti d'opera. Aggiustò ma non firmò il libretto della prima opera verdiana Oberto, conte di San Bonifacio, rappresentata nel 1839. La vera intesa con Verdi nacque con Nabucco (1842), il cui libretto fu presentato a Verdi già composto, ma che fu leggermente modificato dal maestro. Seguirono poi libretti su temi storici come I Lombardi alla prima Crociata (1843), Giovanna d'Arco (1845) e Attila (1846).

Successivamente Solera si trasferì in Spagna, dove visse dal 1846 al 1859. Qui intraprese attività di impresario e direttore d'orchestra in vari teatri della penisola iberica: Saragozza, Barcellona, Gibilterra, Madrid. Durante la sua permanenza in Spagna fu consigliere segreto e forse anche amante della regina Isabella. Continuò inoltre la sua attività creativa, con varie opere tra le quali un'opera su proprio libretto intitolata La hermana del Pelayo (Madrid, 1845) e un libretto per Juan Arrieta (direttore del Conservatorio di Madrid) per l'opera La conquista di Granata, rappresentata nel 1850 e successivamente nel 1855 con un nuovo titolo: Isabella la Cattolica. Collaborò anche con un autorevole giornale politico cosicché il suo nome fu considerato tra i migliori scrittori spagnoli.

Fece ritorno in Italia a Milano nel 1859, e viaggiò molto soprattutto tra Torino e Parigi come corriere segreto tra Napoleone III e Cavour. Dopo l'armistizio di Villafranca dell' 11 luglio 1859, deluso dalla politica di Napoleone III si ritirò dal compito finora svolto e tornò a Milano, dove entrò nell'amministrazione di pubblica sicurezza, per la quel fu delegato contro il brigantaggio in Basilicata. Ricoprì la carica di questore in varie città, di riorganizzatore della polizia per il Khedive d'Egitto, e infine s'impegnò nell'attività di antiquario a Parigi.

Morì in miseria a Milano il 21 aprile 1878
 
 
In scena
Primo Concerto RistoriSabato 18 Ottobre
alle ore 20:30
in Teatro Ristori
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