Pagliacci

Dramma in un prologo e due atti
di Ruggero Leoncavallo
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Libretto di

Ruggero Leoncavallo

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Musica di

Ruggero Leoncavallo

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Teatro Filarmonico

Domenica 22 gennaio alle ore 15.30 primo appuntamento con Pagliacci,

il secondo titolo operistico della Stagione Artistica 2016-2017 della Fondazione Arena di Verona.

 

Regia e scene portano la firma di Franco Zeffirelli, mentre i costumi sono di Raimonda Gaetani; sul podio, al debutto al Teatro Filarmonico, il M° Valerio Galli dirige Orchestra, Coro e cantanti. Per questa produzione è impegnato il Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani.

 

Pagliacci rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola.


Martedì 24 gennaio alle ore 18:00giovedì 26 gennaio alle ore 19:00, martedì 31 gennaio alle ore 18:00 giovedì 2 febbraio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

Direttore d'Orchestra Valerio Galli

Regia e scene Franco Zeffirelli

Costumi Raimonda Gaetani

Maestro del Coro Vito Lombardi

Coro voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani

Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia


Orchestra Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

L’opera, che originariamente si intitolava Pagliaccio, si ispira ad un delitto realmente accaduto nel 1865 a Montalto Uffugo, paesino calabrese dove Leoncavallo aveva vissuto da bambino alcuni anni. Il titolo viene successivamente modificato in Pagliacci poiché il baritono Victor Maurel, primo interprete del personaggio di Tonio, temeva che il suo ruolo passasse in secondo piano in favore di quello del tenore, Canio. La prima rappresentazione ha luogo al Milano il 21 maggio 1892, diretta dal giovane e ancora poco conosciuto Arturo Toscanini, e ottiene subito un grande successo.

Si tratta di un’opera verista dalle forti implicazioni metateatrali calata sul finire dell’Ottocento nell’ambiente violento di una Calabria arretrata e periferica. Della partitura di Leoncavallo, Zeffirelli aggiorna la lettura in una più stretta contemporaneità e descrive così la scelta registica: «Questa produzione di Pagliacci mi è particolarmente cara e nacque dal mio desiderio di cercare una chiave di lettura contemporanea di quel capolavoro dell’Opera italiana dell’Ottocento … Ho scelto una periferia del Sud, con motorini, officine e degrado. Ho voluto tirare i Pagliacci ancora di più verso il presente: si dice che sia il capolavoro del Verismo. E sono d’accordo. Ma è anche qualcosa di più: è un’opera in cui si fondono miracolosamente verità e finzione, cronaca ed arte. E dunque è quasi un obbligo riportare all’oggi la cornice cronachistica in cui si muove la vicenda. La gelosia e l’omicidio passionale di Canio sono cronaca di tutti i giorni, valgono sempre». E così dall’ambientazione come da libretto «la scena ha luogo in Calabria presso Montalto, il giorno della festa di Mezzagosto, fra il 1865 e il 1870», il grande regista traspone la vicenda agli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso ma non per attualizzarla, ma per eseguirla nell’ambiente moderno e quasi contemporaneo che Leoncavallo aveva concepito.

Nedda-Colombina Donata D’Annunzio Lombardi/Valeria Sepe
Canio-Pagliaccio Walter Fraccaro/Rubens Pelizzari
Tonio-Taddeo Devid Cecconi/Elia Fabbian
Silvio Federico Longhi/Alessio Verna
Beppe-Arlecchino Francesco Pittari

TURNO A - domenica 22/01/2017 ore 15.30

TURNO B - domenica 29/01/2017 ore 15.30

TURNO C - martedì 24/01/2017 ore 19.00

TURNO D - giovedì 26/01/2017 ore 20.00