I Capuleti e i Montecchi

Tragedia lirica in 2 atti
di Vincenzo Bellini
Condividi
+
recite concluse
img/icon_libretto.png

Libretto di

Felice Romani

img/icon_music.png

Musica di

Vincenzo Bellini

img/icon_time.png

Durata

2.45 Ore circa - intervalli inclusi

img/icon_map.png

Teatro Filarmonico

Da domenica 19 febbraio appuntamento con I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini, terzo titolo in cartellone per la Stagione Lirica 2016-2017. 

 

Fabrizio Maria Carminati sarà impegnato a dirigere l’Orchestra, il Coro e i Solisti. La regia è di Arnaud Bernard, le scene di Alessandro Camera e i costumi di Maria Carla Ricotti. L’allestimento della Fondazione Arena di Verona in coproduzione con il Gran Teatro La Fenice di Venezia e la Greek National Opera è stato portato in scena nel marzo 2014 alla Royal Opera House di Muscat in una trasferta della Fondazione Arena, dove ha riscosso grande successo.

 

 

 

I Capuleti e i Montecchi rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 21 febbraio alle ore 18:00 e giovedì 23 febbraio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

Direttore d'Orchestra Fabrizio Maria Carminati

Regia Arnaud Bernard

Regia ripresa da Yamala Das-Irmici

Scene Alessandro Camera

Costumi Maria Carla Ricotti

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia


Allestimento della Fondazione Arena di Verona in coproduzione con il Gran Teatro La Fenice di Venezia e Greek National Opera di Atene

Orchestra Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

L’opera in due atti I Capuleti e i Montecchi viene composta da Vincenzo Bellini tra la fine di gennaio e i primi di marzo del 1830 e rappresentata per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1830 in occasione del Carnevale. Felice Romani riadatta il libretto scritto cinque anni prima per l’omonima opera di Nicola Vaccaj per far fronte ai tempi molto stretti per la composizione.

A quell’epoca la tragedia shakespeariana è ancora sconosciuta, pertanto tra le fonti a cui il librettista si ispira si annoverano Dell’istorie della Città di Verona di Girolamo Dalla Corte, i Quattro libri delle novelle di Matteo Bandello, il Giulietta e Romeo di Luigi Scevola, ed il balletto Le tombe di Verona, ossia Giulietta e Romeo del coreografo Antonio Cherubini. Bellini attinge per la partitura a motivi della sua Zaira, l’opera dell’anno precedente che aveva ottenuto un clamoroso insuccesso, sottoposta a un’accurata rielaborazione, oltre che a parti del suo primo saggio di Conservatorio Adelson e Salvini.

La lettura registica di Arnaud Bernard tiene in considerazione la dicotomia tra la partitura, capolavoro assoluto del belcanto, e il libretto, che presenta alcuni limiti: è assai sintetico, le situazioni talvolta sono prive di realismo e i rapporti di forza sono ridotti al minimo.

Ecco perché per lo spettatore moderno questa scrittura può “risultare poco credibile e quindi poco commovente ed in definitiva poco coinvolgente. Questo “amore impossibile” sembra molto teorico e poco convincente. È pertanto responsabilità del regista trovare una chiave di lettura, che possa far emergere nuove tensioni, creando così un mondo teatrale più forte, moderno e coerente con la forza della musica”.

Arnaud Bernard, nel concepire la drammaturgia dell’opera, la qualifica come “un’opera da museo. La partitura dei Capuleti mi è apparsa come un’opera d’arte protetta da una teca, un’opera che possiamo contemplare ma non riusciamo a toccare. (…) Rispettando la struttura di Bellini, tre scene al primo atto, tre al secondo, percorriamo il museo, di sala in sala, ed incontriamo questi fantomatici personaggi che sfidano gli abitanti attuali del luogo. Percorso storico dunque, percorso psicologico, percorso verso il nero della morte. La scenografia asseconda questi percorsi: dall’oro sontuoso dello sfarzo, passiamo al rosso vivo delle tensioni, al verde brillio dalla passione. Ci inoltriamo attraverso corridoi segreti e passiamo da una stanza all’altra senza fermare la musica che è il vero filo d’Arianna di quest’opera: unità di luogo, unità di tempo, unità di azione. L’epoca rispettata. La fluidità dello spettacolo al servizio dell’emozione per uno spettatore diventato oramai molto esigente”.

ATTO I

A Verona, nel XIII secolo. Capellio, principale esponente dei Capuleti, guelfi, ha convocato nel suo palazzo i seguaci della famiglia per informarli di alcune novità e motivarli alla lotta contro la fazione avversaria dei Montecchi, ghibellini. C'è anche Tebaldo, condottiero dei Capuleti, che informa i presenti dell'alleanza tra i Montecchi ed Ezzelino. Capellio aggiunge che Romeo, capo dei nemici e assassino di suo figlio, manderà un ambasciatore per proporre una pace che lui ha però deciso di rifiutare. Tebaldo giura di combattere contro Romeo, e Capellio coglie l'occasione per offrirgli la mano della figlia Giulietta. Lorenzo, medico di casa Capuleti e a conoscenza della relazione segreta che lega la ragazza a Romeo, dimostra perplessità per un matrimonio così affrettato. Ma Capellio gli ordina senza mezzi termini di preparare la figlia per le nozze.

Annunciato da squilli di tromba, entra Romeo che, sotto mentite spoglie, si presenta come ambasciatore di pace. Per sancire l'accordo propone il matrimonio tra gli eredi delle famiglie, Giulietta e Romeo. Al rifiuto dei Capuleti, il giovane cerca di essere conciliante, precisando che l'uccisione del figlio di Capellio da parte di Romeo è stata accidentale. All'ennesimo, netto rifiuto di ogni forma di pace, Romeo risponde con fierezza, imputando ai Capuleti la responsabilità della carneficina destinata a compiersi.

Intanto Giulietta, sola nella sua stanza e già in abito da sposa, si tormenta per il matrimonio che le è stato imposto e pensa con nostalgia a Romeo, che crede in esilio. Non sa che il ragazzo è invece ritornato segretamente in città per rivederla. Lorenzo la informa che Romeo sta per arrivare e da un passaggio segreto introduce il giovane nella stanza. I due innamorati si abbracciano con passione: Romeo cerca di convincere Giulietta a fuggire con lui ma la ragazza, contesa tra amore e obbedienza al padre, rifiuta. Romeo insiste, ma inutilmente. Le musiche che annunciano la cerimonia nuziale riportano i due giovani alla realtà: Giulietta convince Romeo ad allontanarsi e a mettersi in salvo.

Nel Palazzo dei Capuleti, tutto è pronto per le nozze di Giulietta e Tebaldo. Tra la folla c'è anche Romeo travestito da guelfo, subito riconosciuto da Lorenzo, al quale il giovane confida che i suoi seguaci sono pronti ad assalire il palazzo per impedire il matrimonio. Si sente quindi un tumulto, a conferma dell'irruzione dei Montecchi. Gli invitati fuggono, Romeo si precipita per unirsi ai compagni. Nella scena rimasta vuota entra Giulietta: è in ansia per Romeo, che poco dopo ritorna e le propone nuovamente la fuga. L'apparizione improvvisa di Capellio e Tebaldo rovina ancora una volta i piani di Romeo: l'atmosfera si fa sempre più tesa finché il giovane svela di essere il rivale in amore di Tebaldo, scatenando il furore dei Capuleti. Solo l'intervento dei Montecchi riesce a mettere in salvo Romeo.

ATTO II

Sola nella galleria del Palazzo di famiglia, Giulietta attende con ansia l'esito dello scontro. Arriva Lorenzo e le comunica che Romeo è salvo, ma aggiunge che a breve lei sarà portata al castello di Tebaldo e costretta alle nozze già rimandate. Le consiglia allora di bere un filtro capace di provocare una morte apparente: al risveglio troverà accanto a sé Romeo. Dopo qualche attimo di esitazione, Giulietta prende il narcotico. Subito dopo arriva Capellio, che ordina alla figlia di prepararsi a seguire lo sposo la mattina seguente. Ma Giulietta, sempre più affranta, spiega di essere vicina alla morte e tenta di riconciliarsi con il padre chiedendogli perdono. Capellio reagisce con cinica freddezza e impone alla giovane di tornare nelle sue stanze. Una volta rimasto solo, però, si sente turbato, manda quindi a cercare Tebaldo e ordina ai suoi di mettere sotto sorveglianza Lorenzo, di cui inizia a diffidare.

Fuori dal Palazzo di Capellio, Romeo si aggira inquieto e preoccupato: non avendo più notizie di Giulietta, è in cerca di Lorenzo. Decide di allontanarsi, quando improvvisamente compare Tebaldo. Poche parole di scherno bastano a riscaldare gli animi dei rivali. I due si sfidano a duello e sono sul punto di battersi quando un coro di lamenti annuncia la morte di Giulietta. Di fronte al corteo funebre, Romeo e Tebaldo rimangono immobili e in silenzio per qualche istante, poi gettano la spada e, disperati, invocano entrambi la morte.

Accompagnato da alcuni amici, Romeo scende nella cripta dei Capuleti dove è sepolta Giulietta: fa aprire la bara e, alla vista dell'amata, le parla come in delirio, supplicandola di risvegliarsi dalla morte. Poi chiede ai suoi di allontanarsi e, dopo aver dato l'ultimo addio a Giulietta, si avvelena attendendo la morte accanto a lei. Poco dopo, la giovane si risveglia pronunciando il nome di Romeo: lo vede, gli parla, e dalla reazione di lui si stupisce che Lorenzo non lo abbia avvertito. Lo invita comunque a fuggire insieme, ma ben presto si rende conto della triste realtà. I due amanti si stringono in un ultimo abbraccio, Romeo muore seguito subito dopo da Giulietta che non regge al dolore. Arrivano i seguaci di Romeo, inseguiti dai Capuleti, e di fronte alla scena straziante tutti inorridiscono, accusando Capellio come unico responsabile della tragedia.

Romeo Montecchi
Aya Wakizono 19, 23, 26 febbraio
Alessia Nadin 21 febbraio


Giulietta Capuleti
Irina Lungu 19, 23, 26 febbraio
Rosanna Savoia 21 febbraio


Tebaldo
Shalva Mukeria 19, 23, 26 febbraio
Matteo Falcier 21 febbraio


Lorenzo Romano dal Zovo


Capellio Luiz-Ottavio Faria

TURNO A - domenica 19/02/2017 ore 15.30

TURNO B - domenica 26/02/2017 ore 15.30

TURNO C - martedì 21/02/2017 ore 19.00

TURNO D - giovedì 23/02/2017 ore 20.00