Nabucco

Dramma lirico in 4 atti
di Giuseppe Verdi
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Libretto di

Temistocle Solera

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Musica di

Giuseppe Verdi

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Durata

3.30 Ore circa - intervalli inclusi

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Arena di Verona

Venerdì 23 giugno alle ore 21.00 Nabucco di Giuseppe Verdi inaugura la 95a edizione dell’Opera Festival 2017 all’Arena di Verona. Nabucco è proposto per 12 serate nel nuovo allestimento del regista francese Arnaud Bernard che traspone la messa in scena negli anni turbolenti del Risorgimento, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto. 

Alla direzione d’orchestra potremo apprezzare Daniel Oren, che dal 1984 ha guidato magistralmente solisti, Orchestra e Coro areniani in 45 titoli lirici per 28 Festival; mentre per tre serate salirà sul podio Jordi Bernàcer, talentuoso direttore al suo debutto all’Arena di Verona. 

Direttore d'Orchestra
Daniel Oren (23, 29/6 - 7/7 - 4, 12, 18, 23, 26/8)
Jordi Bernàcer (12, 15, 18/7 - 9/8)

Regia e costumi Arnaud Bernard

Scene Alessandro Camera

Maestro del Coro Vito Lombardi


Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona

Orchestra, Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

NOTE DI REGIA

di Arnaud Bernard

Ho sempre pensato, e lo dico da francese, che il Risorgimento italiano sia stato uno dei momenti storici, intellettuali, popolari più importanti della storia d’Italia; un periodo in cui si sono visti grandi atti di eroismo, di abnegazione e di fermenti popolari guidati da grandi personalità politiche e intellettuali, tutte orientate all’unificazione e alla libertà della propria patria.

Sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano e in particolare le opere di Giuseppe Verdi. Potremmo, anzi, dire che Giuseppe Verdi è stato l’Ennio Morricone del Risorgimento italiano.

Uno dei film che più mi ha colpito - e di cui ho un ricordo sempre vivido fin dalla prima volta che l’ho visto da bambino - è Senso, capolavoro creato da Luchino Visconti. Come tutti sanno, il film inizia al Teatro La Fenice di Venezia durante una rappresentazione del Trovatore di Verdi e nel pubblico vi sono ufficiali e soldati austriaci, popolani italiani, ferventi patrioti, tutti uniti e presenti in sala per assistere allo spettacolo; ma poi un momento particolarmente dinamico e musicalmente trascinante dell’opera fa scaturire una rivolta e una caduta di volantini tricolori dal loggione contro gli austriaci e la loro dominazione sul Regno Lombardo-Veneto. Questa scena così efficace e significativa ha segnato profondamente la mia fantasia, per cui non ho potuto resistere alla tentazione di unire il Risorgimento e l’opera di Verdi quando ho accettato di realizzare la regia di Nabucco all’Arena di Verona, città dove gli austriaci sono stati presenti per quasi mezzo secolo.

Il melodramma, e l’opera italiana in genere, è la forma di spettacolo musicale e culturale che più di ogni altra narra e descrive la storia d’Italia. Anche dal punto di vista letterario possiamo leggere l’evoluzione storica e di costume del popolo italiano attraverso le varie fasi e periodi culturali.

Il libretto di Nabucco, per esempio, è stato realizzato da Temistocle Solera, librettista e compositore dell’Ottocento che visse fra patriottismo e avventura, il cui padre Antonio Solera, avvocato e pretore, fu arrestato nel 1820 assieme ad altri carbonari del Polesine con l’accusa di tradimento e cospirazione da parte degli austriaci, e addirittura condannato a morte. Successivamente la condanna fu tramutata in vent’anni di detenzione nel durissimo carcere dello Spielberg. Sicuramente questo è un fatto casuale, ma è significativo di quanto il patriottismo e il Risorgimento italiano fossero radicati, ramificati e sostenuti da tutto il popolo.

Il Nabucco che ho voluto descrivere è ambientato idealmente a Milano durante le Cinque Giornate e, nel fare questo, mi sono avvalso di uno dei maggiori simboli della cultura musicale italiana nel mondo: il Teatro alla Scala.

L’azione si svolge quindi attorno al teatro durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ancor più di mille proclami.

A Milano il Risorgimento italiano si è diffuso attraverso i vari movimenti della Carboneria ispirata da Giuseppe Mazzini; a Milano Alessandro Manzoni, scrittore risorgimentale, ha ambientato
I Promessi Sposi durante la dominazione spagnola del 1600, e anche in questo grandissimo romanzo storico si possono identificare semi di ribellione. Non a caso da Giuseppe Verdi Manzoni è stato ammirato e venerato al punto da dedicargli la sua Messa da Requiem.

Arnaud Bernard

PARTE I – Gerusalemme

Gerusalemme è assediata da Nabucco, re di Babilonia. Zaccaria, il Gran Pontefice, incoraggia il popolo ebreo rifugiato nel tempio di Salomone e lo rassicura che è ancora possibile trattare la pace: la figlia del nemico, Fenena, è stata catturata. Zaccaria la affida a Ismaele, nipote del re di Gerusalemme. Il Pontefice, in realtà, non sa che i due giovani si conoscono da tempo e si amano. Ambasciatore a Babilonia, Ismaele era stato fatto prigioniero e Fenena lo aveva salvato. Allo stesso modo ora il giovane tenta di liberare l’amata, ma viene bloccato da un manipolo di guerrieri babilonesi travestiti da ebrei e guidati da Abigaille, altra figlia di Nabucco, propensa all’inganno e al comando. Anche lei ama Ismaele, ma considera l’amore una questione politica, prima ancora che di cuore, da usare come merce di scambio. Accusa il giovane di tradimento e gli rinfaccia di avergli offerto il regno di Babilonia in cambio del suo amore. Tuttavia, è disposta a rinunciare alla vendetta se Ismaele lascerà Fenena. Lui rifiuta, non teme di morire, chiede solo pietà per il suo popolo. Intanto, fuori è la catastrofe. Altri ebrei si rifugiano nel tempio. Quando Nabucco vi fa irruzione, Zaccaria tenta l’estremo: minaccia di uccidere Fenena, ma Ismaele lo blocca e consegna la giovane al padre. Nabucco dà il via alla distruzione del tempio.

PARTE II – L’empio

Abigaille, sola negli appartamenti reali, tiene fra le mani una pergamena sottratta a Nabucco, che attesta le sue umili origini di schiava. La sua rabbia esplode in una furia incontenibile alla notizia che Fenena, nominata Reggente dal padre, ha dato ordine di liberare tutti gli ebrei. Ormai Abigaille è decisa a tutto pur di impossessarsi del trono. Zaccaria, prigioniero degli assiri, entra in una sala della reggia seguito da un Levita che reca le Tavole della Legge e, dopo aver sollecitato Iddio a parlare attraverso il suo labbro, si ritira. Ismaele, convocato dal Gran Sacerdote per rispondere del suo tradimento, è maledetto dai Leviti, ma Anna, sorella di Zaccaria, lo difende; il giovane infatti non ha salvato la vita ad un'infedele bensì ad un'ebrea, giacché la figlia del re nemico si è nel frattempo convertita alla Legge. La situazione precipita: in un rapidissimo susseguirsi di eventi Abigaille irrompe in scena con il suo seguito e pretende da Fenena la corona, ma Nabucco, creduto morto in battaglia, giunge e richiede per sé la corona. Poi comincia a deridere il Dio Belo, che avrebbe spinto i prigionieri a tradirlo, e dopo anche il Yəhōwāh. Esige di essere adorato come l'unico Dio, minacciando di morte Zaccaria e gli ebrei se non si piegheranno al suo volere. Subito dopo il Yəhōwāh scaglia un fulmine sul suo capo, la corona cade al suolo e il re comincia a manifestare segni di follia. La corona viene prontamente raccolta da Abigaille.

PARTE III – La profezia

Negli orti pensili della reggia di Babilonia, Abigaille si fa adulare dal popolo e riceve gli onori delle autorità del regno. Il Gran Sacerdote spiega alla regina che è arrivato il momento di farla finita con tutti gli ebrei, a partire da Fenena che ha abiurato il culto di Belo. Arriva Nabucco, in evidente stato confusionale. Abigaille ne approfitta per fargli firmare, con modi intimidatori, la condanna a morte per gli ebrei. In un momento di lucidità il re si ricorda però che anche Fenena ha scelto di essere ebrea; Abigaille gioisce perfidamente, mentre Nabucco, riacquistando la memoria, ordina alla donna di prostrarsi davanti a lui perché è figlia di schiavi. È proprio dove Abigaille lo voleva condurre: prende il foglio che attesta la sua origine servile e lo straccia, godendosi fino in fondo il suo trionfo. Fa quindi arrestare Nabucco, che la supplica di risparmiare almeno Fenena, recuperando, attraverso l’amore paterno, quella grandezza d’animo che aveva perduto nel paragonarsi a Dio. Abigaille si compiace nel vedere il padre adottivo umiliato e sconfitto. Intanto, sulle sponde dell'Eufrate, gli ebrei incatenati e costretti al lavoro pensano con nostalgia alla patria perduta. Zaccaria ancora una volta consola il suo popolo, lo esorta ad avere fede e profetizza la liberazione. Babilonia cadrà.

PARTE IV – L’idolo infranto

Nabucco si sveglia da un incubo. Si sentono grida all’esterno: la folla piange Fenena che viene condotta al patibolo. Lui non può fare nulla, è prigioniero. Si inginocchia, chiede perdono al Dio degli ebrei per la sua tracotanza e promette di convertirsi. La grazia divina gli ridona la ragione. Ritrovando lucidità e forza di reagire, chiede una spada, l'impugna. Ordina ai guerrieri rimasti fedeli di seguirlo per il riscatto dell'Assiria e la salvezza di Fenena. Negli orti pensili risuona una marcia funebre e giungono gli ebrei condannati a morte. Zaccaria conforta Fenena. Quando Nabucco irrompe sulla scena, cade la statua del dio Belo e i prigionieri vengono liberati. Nabucco li prega di erigere a suo nome un nuovo tempio sulle rovine di quello che lui ha distrutto a Gerusalemme. Abigaille, nel vedere crollare il suo piano, si è avvelenata e ora, morente, chiede perdono a Fenena e a Jeovha. A Zaccaria non resta che benedire il re redento dalla nuova fede.

NABUCCO
George Gagnidze (23, 29/6 - 7/7)
Leonardo Lòpez Linares (12, 15, 18/7 - 4/8)
Boris Statsenko (9, 12, 18/8)
Sebastian Catana (23, 26/8)

ISMAELE
Walter Fraccaro (23, 29/6 - 7/7)

Mikheil Sheshaberidze (12, 15, 18/7 - 4, 9/8 )
Rubens Pelizzari (12, 18, 23, 26/8)

ZACCARIA
Stanislav Trofimov (23, 29/6 - 7/7 - 23, 26/8)

Rafał Siwek (12, 15, 18/7)
In-Sung Sim (4, 9, 12, 18/8)

ABIGAILLE
Tatiana Melnychenko (23, 29/6 - 7/7)
Rebeka Lokar (12, 15, 18/7)
Anna Pirozzi (4, 9, 12/8 )
Susanna Branchini (18, 23, 26/8)

FENENA
Carmen Topciu
(23, 29/6 – 7, 12/7 – 4/8)
Anna Malavasi (15, 18/7)
Nino Surguladze (9, 12, 18, 23, 26/8)

GRAN SACERDOTE DI BELO
Romano Dal Zovo (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7)
Nicolò Ceriani (4, 9, 12, 18, 23, 26/8)

ABDALLO
Paolo Antognetti (23, 29/6 – 7/7 – 18, 23, 26/8)
Cristiano Olivieri (12, 15, 18/7 – 4, 9, 12/8)

ANNA
Madina Karbeli (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7 – 4/8)
Elena Borin (9, 12, 18, 23, 26/8)