Le Villi ~ Il tabarro

Opera-ballo in 2 atti ~ Opera in 1 atto
di Giacomo Puccini
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Libretto di

Ferdinando Fontana ~ Giuseppe Adami

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Musica di

Giacomo Puccini

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Teatro Filarmonico

La musica di Giacomo Puccini è protagonista del quarto appuntamento della stagione lirica 2020: dal 10 al 17 maggio va in scena un dittico inedito, composto dal primo cimento operistico del genio lucchese, la breve opera-ballo Le Villi, ispirata alle fate vendicatrici d’amore, alla sua prima rappresentazione in assoluto a Verona, proposto insieme all’atto unico sensuale e verista Il tabarro (assente dalle scene veronesi da vent’anni). I due diversi titoli, in replica per 4 recite, separati da un intervallo, sono diretti da Michele Gamba che prosegue la sua collaborazione con i complessi veronesi, mentre la realizzazione scenica è affidata ai registi Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi, al debutto veronese, con le scene di Leila Fteita, i costumi di Silvia Bonetti e le luci di Paolo Mazzon. Le coreografie sono eseguite dal Ballo dell’Arena, con le coreografie di Gaetano Petrosino.  

 

Le Villi ~ Il tabarro rientra nel progetto Anteprima scuole: venerdì 8 maggio alle ore 16:00. La prova generale sarà preceduta da una conversazione di approfondimento che avrà luogo alle ore 14.30 in Sala Filarmonica, per la quale è necessaria la prenotazione.

Le Villi ~ Il tabarro rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 12 maggio alle ore 18:00 e giovedì 14 maggio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

LE VILLI

Direttore Michele Gamba

Regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi

Scene Leila Fteita

Costumi Silvia Bonetti

Coreografia Gaetano Petrosino

Luci Paolo Mazzon


IL TABARRO

Direttore Michele Gamba

Regia Paolo Gavazzeni e Piero Maranghi

Scene Leila Fteita

Costumi Silvia Bonetti

Luci Paolo Mazzon



Maestro del Coro
Vito Lombardi

Direttore Allestimenti scenici Michele Olcese

ORCHESTRA, CORO, BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Nuovo allestimento della Fondazione Arena di Verona

Le Villi

Atto I

In un piccolo villaggio della Foresta Nera, si suona e si balla per il fidanzamento tra Roberto e Anna, figlia di un ricco possidente. Nonostante la festa, la promessa sposa è triste: la sera stessa il fidanzato deve partire per Magonza, dove entrerà in possesso dei beni lasciati in eredità da una vecchia parente. Roberto cerca di rincuorare Anna, ma non riesce a disperderne i brutti presentimenti. Mentre i paesani si raccolgono attorno al giovane per invitarlo alla partenza, Guglielmo, padre di Anna, benedice i due ragazzi.

Atto II

Una voce narrante spiega che a Magonza Roberto è stato adescato da un'altra donna e ha ceduto alla passione, dimenticandosi di Anna. La giovane, dopo averlo atteso per mesi, è morta di crepacuore e ora il suo spirito si è unito alle Villi, gli spettri delle ragazze morte di dolore per essere state abbandonate dall'amato: nelle notti di luna, queste creature attirano gli uomini che non hanno mantenuto la promessa di nozze e li fanno ballare fino alla morte.

La scena è la stessa del primo atto, ma ora è inverno e il paesaggio è tetro: le Villi eseguono la loro danza spettrale. Distrutto dal dolore, il padre di Anna, Guglielmo, maledice Roberto e invoca lo spirito della figlia perché si vendichi.

Spinto da nostalgia e rimorso, arriva Roberto, che esprime tutto il suo rimpianto. Mentre sta per bussare alla porta della casa di Anna, è attraversato da un brivido e gli sembra di sentire un canto funebre. All'improvviso, scorge il fantasma della ragazza e, per un attimo, pensa che sia la vera Anna. Lei lo rimprovera, ricordandogli le promesse di fedeltà non mantenute. Lui si sente attratto da una forza ignota e fa per slanciarsi verso l'amata quando le Villi circondano Roberto e Anna trascinandoli fuori scena in una danza vorticosa. Il giovane cerca di fuggire, ma viene di nuovo attratto in una ridda e costretto a danzare. Alla fine, cade senza vita ai piedi di Anna, mentre le Villi intonano un Osanna.

Il tabarro

Atto unico

Un barcone ancorato sulla Senna. Michele, il padrone, osserva pensieroso il tramonto su Parigi, mentre gli scaricatori vanno e vengono dalla stiva cantando una canzone. Giorgetta, la giovane moglie, sbriga le solite faccende, poi si avvicina al marito: è distaccata e reagisce con insofferenza alle sue dimostrazioni di affetto. Michele, contrariato, scende nella stiva. Giorgetta offre quindi da bere agli uomini che hanno finito il lavoro: il Tinca, uno degli scaricatori, prova a ballare con lei ma la sua goffaggine scatena le risate di tutti, finché Luigi, il più giovane dei lavoratori, lo spinge da parte e prende il suo posto stringendo con passione la donna che gli si abbandona fra le braccia. I due sono segretamente amanti.

Vedendo Michele risalire, Giorgetta e Luigi si separano alla svelta. Marito e moglie restano soli e iniziano a discutere: Michele, con fare brusco, informa Giorgetta che intende mantenere Luigi alle dipendenze, anche se in precedenza aveva pensato di licenziarlo. Lei si stupisce e trova strano il comportamento del marito. Mentre da lontano si sente il canto di un venditore di canzonette, arriva la straccivendola Frugola, moglie dell'altro scaricatore, il Talpa. Dopo aver rovistato nel suo sacco di stracci, la vecchia dona un pettine a Giorgetta. Mostra anche un cartoccio con le frattaglie per il suo amato gatto soriano.

È quasi notte. Luigi riflette con amarezza sulla vita faticosa degli scaricatori; il Tinca lo invita ad affogare i brutti pensieri nel vino, ma Giorgetta lo zittisce. La Frugola racconta il suo sogno: finire i propri giorni in una casetta in campagna. Giorgetta invece ricorda con nostalgia quando viveva in un sobborgo di Parigi. Anche Luigi è nato nello stesso sobborgo e rimpiange la vita di un tempo. Dopo che la Frugola e il Talpa se ne sono andati, i due amanti iniziano a parlare liberamente del loro rapporto, ma vengono interrotti dall'arrivo di Michele, che però si allontana di nuovo per andare a preparare i lumi per la notte. Rimasti soli, i due amanti si scambiamo ancora parole d'amore, dandosi appuntamento di lì a un'ora. Giorgetta darà a Luigi il solito segnale: accenderà un fiammifero.

Torna Michele. L'uomo cerca di esprimere tenerezza alla moglie e le ricorda la felicità di un tempo. Inutilmente. Nemmeno il ricordo del loro bambino morto riesce a vincere la freddezza che ora Giorgetta gli dimostra. Fingendosi stanca, la giovane si ritira nella cabina. Tormentato dalla gelosia, Michele rimugina sul proprio dolore: si chiede chi sia, fra i tre scaricatori, l'amante della moglie e medita vendetta. Meccanicamente, accende la pipa. Luigi, in attesa sul lungofiume, crede che questo sia il segnale di Giorgetta e si precipita sul barcone. Michele lo afferra, lo costringe a confessare e lo strangola, nascondendo il cadavere sotto il suo tabarro. Insospettita dai rumori, Giorgetta viene sopra coperta: per allontanare i sospetti dice al marito di essere pentita del suo comportamento, gli chiede perdono e vuole essere avvolta nel suo tabarro, come un tempo. L'uomo si alza e apre minaccioso il tabarro: il corpo di Luigi rotola ai piedi di Giorgetta che indietreggia inorridita. Michele l'afferra e la piega violentemente contro il volto dell'amante morto.

(di Roberto Mori)

LE VILLI

Guglielmo Kiril Manolov

Anna Maria José Siri

Roberto Samuele Simoncini


IL TABARRO

Michele Kiril Manolov

Luigi Samuele Simoncini

Il “Tinca” Francesco Pittari

Il “Talpa” Davide Procaccini

Giorgetta Maria José Siri

La Frugola Rossana Rinaldi

Un venditore di canzonette Enrico Zara

TURNO A - Domenica 10/05/2020 ore 15.30

TURNO C - Martedì 12/05/2020 ore 19.00

TURNO D - Giovedì 14/05/2020 ore 20.00

TURNO B – Domenica 17/05/2020 ore 15.30