Serata Stravinsky

Balletto
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Musica di

Igor Stravinsky

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Teatro Filarmonico

Questo spettacolo è stato proposto per la Stagione Opera e Balletto 2015-2016

Giovedì 5 maggio alle 20.30 al Teatro Filarmonico debutta Serata Stravinsky, terzo spettacolo coreutico della Stagione Opera e Balletto 2015-2016 della Fondazione Arena di Verona. Le coreografie, sulle musiche dell’Apollon Musagète e L’uccello di fuoco di Igor Stravinsky, sono firmate da Renato Zanella e riprese da Gaetano Petrosino. Étoile ospite nel ruolo di Apollo è Mick Zeni, con i Solisti ed il Corpo di Ballo accompagnati dall’Orchestra dell’Arena di Verona diretta dal M° Roman Brogli-Sacher.

 

Serata Stravinsky rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Giovedì 5 maggio e venerdì 6 maggio alle ore 19:30, presso la Sala Maffeiana del Teatro Filarmonico, sarà presentato il balletto in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

 

Direttore d'orchestra Roman Brogli-Sacher

Coreografie Renato Zanella
Riprese da Gaetano Petrosino

Etoile ospite Mick Zeni

Primi ballerini Alessia Gelmetti, Amaya Ugarteche, Teresa Strisciulli, Antonio Russo, Evghenij Kurtsev


ORCHESTRA, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

Prima parte
Apollon Musagète

Seconda parte
L’oiseau de feu

Dopo i fortunati Omaggio a Stravinsky del 2011 e il Gala di Mezza Estate del 2015, la danza torna protagonista al Teatro Filarmonico con un altro appuntamento dedicato al compositore russo: Serata Stravinsky.

L’Orchestra dell’Arena di Verona è diretta dal M° Roman Brogli-Sacher, recentemente impegnato in occasione dell’ultimo concerto al Teatro Ristori e che tornerà sul palcoscenico del Teatro Filarmonico in occasione del prossimo appuntamento della Stagione Sinfonica.

Renato Zanella, le cui coreografie sono riprese da Gaetano Petrosino, confessa un rapporto particolare per il compositore russo: «la sua musica mi ha accompagnato per tutta la carriera ed è una fonte di ispirazione continua ed inesauribile». Del resto Zanella ha già firmato importanti produzioni de La Sagra della Primavera, Movements per piano e orchestra, Duo concertante e la Sinfonia in tre movimenti. «Quelle di Stravinsky sono partiture scritte per la danza e ne rispettano perfettamente le esigenze»: per Zanella il punto di partenza di ogni creazione è la musica, che ne suggerisce intrinsecamente la coreografia, e il legame tra la danza e la musica di Stravinsky dà vita ad un lavoro che non si distacca mai dalla compiutezza tecnica e da una precisa scelta estetica, dettata dalle potenzialità dei corpi ed espressività dei ballerini.

Serata Stravinsky è un dialogo a distanza tra il compositore russo ed il coreografo veronese, ma non mancano i legami anche con Djagilev, che con il suo lavoro ha saputo sottolineare l’importanza della danza nel mondo della cultura.

Il dittico Apollon Musagète (1928) e L’uccello di fuoco (1910) è un ritorno alle origini: da una parte il mondo della mitologia greca classica, dall’altra la dimensione favolistica del primitivismo russo. Uno l’opposto dell’altra e, per usare le parole del coreografo, «entrambi sono l’esasperazione di due dimensioni mitiche da rappresentare con carature differenti, ma anche da equilibrare fra loro rispettando la musica e quanto c’è di sotteso tra entrambi».

Nell’Apollon Musagète la reintroduzione del prologo, che narra del parto di Leto, dà forza espressiva ad un’apertura teatrale, addentrandosi fin da subito più in profondità nel mito. Nuove anche le figure delle Echos, moltiplicazioni della ninfa dei monti obbligata da Zeus ad intrattenere la consorte Era durante le scappatelle amorose. Con la figura di Tersicore Zanella restituisce il suo “omaggio alla danza”: qui è la Musa a trascinare Apollo, interpretato dall’Étoile veronese Mick Zeni, in un «vero fuoco d’artificio di danze», che accompagna il dio verso una maggiore maturità.

Obiettivo è quindi sottolineare l’alto valore pedagogico dell’Arte: come Apollo raggiunge una dimensione più alta grazie alle Muse, così lo spettatore si arricchisce culturalmente e spiritualmente grazie al Teatro; a riprova la presenza di due sipari che invitano ad oltrepassare una duplice soglia: «dalla quotidianità all’arte, dall’arte ad una dimensione superiore».

E l’arte è essa stessa in scena, con le tre colonnine di plexiglas associate alle Muse che riproducono le opere di tre pittori contemporanei: Hermann Nitsch, Gerhard Richter e Christian Ludwig Attersee.

A fianco del primo ballerino ospite Mick Zeni danzeranno i primi ballerini dell’Arena di Verona Alessia Gelmetti, Teresa Strisciulli, Amaya Ugarteche ed Evghenij Kurtsev.

Nel corso della seconda parte viene proposto L’uccello di fuoco e, anche in questo caso, la pittura riveste primaria importanza grazie all’acquarello di Léon Bakst accostato ai simboli chiave della narrazione: l’albero, la mela d’oro, la gabbia, l’uovo che riportano alla dimensione fiabesca della storia. Il brano, già nel repertorio della Fondazione Arena di Verona, è il pezzo maggiormente ispirato dalla tradizione dei balletti russi per i simbolismi delle favole e il rispetto del linguaggio classico.

Protagonisti di questa seconda parte saranno i primi ballerini dell’Arena di Verona Alessia Gelmetti, Amaya Ugarteche ed Antonio Russo.

TURNO A - sabato 07/05/16 ore 15.30

TURNO B - domenica 08/05/16 ore 15.30

TURNO C - venerdì 06/05/16 ore 20.30

TURNO D - giovedì 05/05/16 ore 20.30