La Forza del destino

Melodramma in 4 atti
di Giuseppe Verdi
Condividi
+
recite concluse
img/icon_libretto.png

Libretto di

Francesco Maria Piave

img/icon_music.png

Musica di

Giuseppe Verdi

img/icon_time.png

Durata

3.30 Ore Circa intervalli inclusi

img/icon_map.png

Teatro Filarmonico

Direttore d’orchestra Omer Meir Wellber

Regia Pier Francesco Maestrini

Scene Juan Guillermo Nova

Costumi Luca Dall'Alpi

Coreografia Renato Zanella

Primi ballerini Alessia Gelmetti, Teresa Strisciulli, Amaya Ugarteche,
Evghenj Kurtsev, Antonio Russo

Direttore del corpo di ballo Renato Zanella

Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia

Maestro del Coro Vito Lombardi


Allestimento Slovene National Opera and Ballet

ORCHESTRA, CORO, CORPO DI BALLO E TECNICI DELL’ARENA DI VERONA

ATTO I

Siamo a Siviglia, nella casa del marchese di Calatrava. È tarda sera e il nobile augura affettuosamente la buonanotte alla figlia Leonora. All'insaputa del padre, la ragazza sta per prepararsi a fuggire con Don Alvaro, un giovane di sangue misto, figlio di un principe Incas ucciso dagli spagnoli. Sollecitata alla fuga dalla cameriera Curra, Leonora è però tormentata da sentimenti contrastanti e l'idea di abbandonare il padre la addolora.

Si sente un calpestio di cavalli, poco dopo entra Alvaro. I due innamorati si abbracciano: lui è pieno di entusiasmo, ma lei esita, gli chiede di aspettare ancora un giorno. Amareggiato, il giovane sta per abbandonare ogni proposito di fuga, quando Leonora cambia idea: ha deciso di partire, il destino non potrà mai dividerli. All'improvviso irrompe il marchese: infuriato, ordina ai suoi di arrestare il seduttore. Alvaro si dichiara unico colpevole e, pronto a subire la punizione, getta a terra la pistola da cui parte accidentalmente un colpo. Il vecchio, ferito a morte, maledice la figlia ed esala l'ultimo respiro. I due giovani fuggono.

ATTO II

In un'osteria del villaggio di Hornachuelos, tra gli avventori che mangiano e chiacchierano, c'è anche Don Carlo di Vargas, fratello di Leonora, che ha giurato di vendicare la morte del padre. Travestito da studente, è sulle tracce dell'omicida e della sorella, che crede fuggiti insieme ma che, in realtà, da quella tragica notte non si sono più rivisti. Nella stessa locanda si trova anche Leonora, travestita da ragazzo: è diretta al vicino convento e si fa accompagnare dal mulattiere Trabuco. Don Carlo ha intravisto il misterioso viaggiatore e cerca di scoprirne l'identità, ma Leonora si è accorta della presenza del fratello e si tiene nascosta.

Entra Preziosilla, una giovane zingara che incita gli uomini ad arruolarsi per la guerra che si sta combattendo in Italia contro i tedeschi. Legge la mano di Carlo e si convince subito che non è uno studente. Quando fuori dall'osteria passa un corteo di pellegrini diretti al Giubileo, su invito dell'Alcade tutti si inginocchiano e pregano.

Ritorna l'allegria e Carlo incalza Trabuco: vuole sapere se la persona che accompagna è un uomo o una donna e perché non è scesa a cenare. Infastidito, il mulattiere si rifiuta di rispondere e se ne va a dormire in stalla. Il finto studente propone allora agli avventori di fare uno scherzo al viaggiatore sconosciuto, ma l'Alcade lo ferma e gli chiede di rivelare la sua identità. Carlo racconta la sua storia alterandola: è abile e tutti gli credono. Solo a Preziosilla è ormai chiara la falsità del personaggio.

All’alba, Leonora arriva al convento della Madonna degli Angeli. È sfinita e angosciata: il fratello vuole ucciderla e Alvaro, che credeva morto, è vivo e in fuga per l'America. Rivolge una preghiera alla Madonna e, ormai determinata a finire i suoi giorni in un eremo, chiede ospitalità ai frati. Accolta da Fra Melitone, la giovane incontra poi il Padre Guardiano, al quale racconta tutta la sua storia. Inizialmente perplesso, dopo qualche esitazione il frate acconsente: la giovane vivrà in una grotta sul fianco della montagna, isolata dal mondo, e lui stesso provvederà a portarle il cibo.

Poco dopo si apre la porta della chiesa. Leonora, avvolta da un saio, viene presentata ai frati; Padre Guardiano vieta a tutti di avvicinarsi al rifugio e impone di non violare il segreto della giovane, pena la maledizione di Dio. Spiega quindi che nell'eremo c'è una campana: Leonora potrà suonarla quando sentirà avvicinarsi la morte e avrà bisogno di conforto. La penitente si avvia verso la grotta, mentre i frati intonano un inno alla Vergine.

ATTO III

La guerra contro i tedeschi è iniziata. Alvaro si è arruolato sotto falso nome nell'esercito italo-spagnolo e ora si trova vicino a Velletri. È notte, il giovane è solo e si tormenta pensando agli eventi tragici che hanno segnato la sua vita; crede che Leonora sia morta e la implora di soccorrerlo dal cielo.

Si sentono grida e richieste di aiuto: una partita a carte è sfociata in una rissa. Alvaro accorre e salva un soldato in difficoltà, un compatriota. Si tratta di Don Carlo, pure lui nell'esercito sotto falso nome. I due non si riconoscono, diventano amici e si giurano fedeltà fino alla morte.

L'amicizia, però, viene messa subito alla prova. L'indomani, Alvaro resta ferito gravemente in combattimento. Viene assistito da Carlo che, notato l'orrore provato dall'amico al sentire il nome dei Calatrava, si insospettisce. Alvaro gli affida una valigia che contiene un plico: alla sua morte dovrà bruciarlo, senza leggerne il contenuto. Carlo giura di eseguire la sua volontà. Rimasto solo, però, gli viene il sospetto che il ferito possa essere il suo nemico. È tentato di aprire il plico, poi decide di mantenere la promessa. Tuttavia, nella valigia trova un astuccio con un ritratto di Leonora. È la conferma che cercava. Proprio in quel momento il chirurgo gli comunica che Alvaro è fuori pericolo. Carlo esulta dalla gioia: finalmente potrà vendicarsi.

Dopo qualche tempo, Alvaro si è ripreso. Una notte, viene affrontato da Carlo, che gli rivela di aver scoperto il suo segreto e lo sfida a duello. Alvaro spiega che non ha ucciso volontariamente il marchese e che non ha attentato alla purezza di Leonora. Ma Carlo è irremovibile: nel corso del drammatico colloquio gli fa sapere che la sorella è viva e anche lei dovrà morire. I due iniziano a battersi furiosamente ma vengono separati dalla pattuglia di ronda. Alvaro getta la spada e decide di rifugiarsi per sempre in un convento.

Nell'accampamento, intanto, riprende la vita di sempre: Trabuco vende le sue merci di scarso valore, Melitone improvvisa una predica, Preziosilla incita i soldati alla vittoria.

ATTO IV

Convento della Madonna degli Angeli. Nel chiostro, Melitone distribuisce con insofferenza il cibo ai poveri. Il Padre Guardiano gli ricorda che la carità è un dovere e lo invita a prendere esempio dall'atteggiamento del nuovo confratello, Padre Raffaele, benvoluto da tutti. Melitone in realtà non sopporta quest'ultimo, trova strano il suo atteggiamento e stralunato il suo aspetto.

Suona il campanello, entra Don Carlo e con arroganza ordina a Melitone di chiamare proprio Padre Raffaele, sotto le cui spoglie si nasconde Alvaro. Carlo è riuscito a rintracciare il rivale, lo provoca e lo sfida nuovamente a duello: sul libro del destino è scritta la sua punizione. In un primo momento Alvaro rifiuta lo scontro ma, sentendosi chiamare codardo e mulatto, e dopo aver ricevuto uno schiaffo, accetta di battersi accecato dalla rabbia.

Leonora esce dall'eremo e piange la propria sorte: il ricordo di Alvaro continua a perseguitarla; non ha ancora trovato la pace. Sentendo dei rumori, rientra nella grotta. Arriva Alvaro: ha ferito a morte Carlo e cerca un confessore per dargli l'estremo conforto. Dapprima Leonora suona la campana per far accorrere il Padre Guardiano in suo aiuto, poi apre la porta: con emozione i due si riconoscono. Il giovane le rivela di aver ucciso Carlo. Lei si precipita dal fratello che, ossessionato dal desiderio di vendetta, la pugnala prima di morire. Sostenuta dal Padre Guardiano, Leonora muore invocando per Alvaro il perdono divino. Rassegnato, il giovane accetta il destino che lo vuole ancora vivo.

IL MARCHESE DI CALATRAVA
Carlo Cigni

DONNA LEONORA
Hui He (13, 17, 20 dicembre)
Sae-Kyung Rim (15 dicembre)

DON CARLO DI VARGAS
Dalibor Jenis

DON ALVARO
Walter Fraccaro (13, 15, 17 dicembre)
Dario Di Vietri (20 dicembre)

PADRE GUARDIANO
Simon Lim

FRA MELITONE
Gezim Myshketa

PREZIOSILLA
Chiara Amarù

CURRA
Milena Josipovic

MASTRO TRABUCO
Francesco Pittari

ALCADE/CHIRURGO
Gianluca Lentini

TURNO A - domenica 13/12/15 ore 18.00

TURNO B - domenica 20/12/15 ore 15.30

TURNO C - martedì 15/12/15 ore 19.00

TURNO D - giovedì 17/12/15 ore 20.30