Compositore (1840 - 1893)
Pëtr Il'ic Ciajkovskij nacque a Votkinsk, nello stato di Vyatka (Russia), il 7 maggio 1840; era il secondo in una famiglia di cinque figli (gli ultimi erano due gemelli che Pëtr adorava), e una figlia, alla quale Pëtr era teneramente devoto. Il padre era un ingegnere minerario. Pëtr, la cui infanzia fu caratterizzata da un'eccessiva sensibilità, iniziò a studiare pianoforte a cinque anni e subito rivelò le sue doti eccezionali. A dieci anni venne mandato alla Scuola di Giurisprudenza a San Pietroburgo, dove la sua famiglia visse per un breve periodo. La separazione dalla madre fu dolorosa e, come se non bastasse, la donna morì quando Pëtr aveva soltanto quattordici anni - un evento che può averlo spronato a comporre. A diciannove anni gli venne assegnata una carica al Ministero della Giustizia, dove rimase per quattro anni: durante questo periodo fece un lungo viaggio nell'Europa occidentale e iniziò a interessarsi sempre di più di musica. Alla fine però si ribellò alla sua professione; nel 1863 ebbe il coraggio di dedicare il suo tempo completamente allo studio della musica ed entrò in conservatorio, dando nel frattempo lezioni private per mantenersi. Sebbene fosse un improvvisatore molto abile e avesse una sensibilità naturale per l'armonia, Pëtr in realtà non aveva ricevuto molta educazione musicale e per questo motivo dovette impegnarsi molto per raggiungere un livello di formazione adeguato. Assiduo frequentatore delle opere italiane che a quel tempo quasi monopolizzavano i palcoscenici russi, in breve tempo riuscì ad approfondire la conoscenza di alcuni compositori e della loro musica, mostrando un particolare interesse per Mozart. Al conservatorio Nikolay Zaremba gli insegnò i principi musicali, mentre Anton Rubinstein orchestrazione. Soltanto una delle composizioni giovanili di Ciaikovski ha mantenuto nel tempo un certo valore: l'Ouverture al dramma Groza (La tempesta) di Ostrovsky. In questa composizione si rispecchia già in maniera evidente la sua crescente padronanza delle tecniche musicali occidentali nonché la sua grande personalità musicale caratterizzata da un'inventiva affascinante e talvolta persino sensazionale. Alla fine al conservatorio non ottenne soltanto il diploma, ma anche una medaglia d'argento.
Tre anni dopo Ciaikovski si trasferì a Mosca, città che venne poi associata a tutti i suoi successivi successi musicali, dove gli venne assegnata una cattedra di armonia presso il nuovo conservatorio fondato dal fratello Nicholas di Rubinstein. Qui completò l'orchestrazione di un'Ouverture per concerto in do minore che non fu mai eseguito finché, dopo essere stata corretta, prese il nome di Ouverture in fa, diretta da Nikolay Rubinstein con grande successo. Si cimentò poi nella composizione della sua Prima Sinfonia "Sogni invernali" che si rivelò un'impresa piuttosto difficile dal momento che nessun'altra composizione gli aveva richiesto un tale sforzo prolungato. Il lavoro procedeva a rilento e gli sforzi eccessivi lo portarono sull'orlo di un esaurimento, ritardando così l'ultimazione della sinfonia. Dopo essere stata corretta ed eseguita soltanto in parte in diversi luoghi, la sinfonia venne suonata nella sua versione definitiva nel febbraio 1868.
Alla fine del 1866 Ciaikovski era inoltre impegnato con un Festival Ouverture sull'Inno nazionale danese, composto in occasione del matrimonio del zaveric con una principessa danese. Per dimostrargli la loro stima, i membri della famiglia reale gli diedero in dono un paio di gemelli da camicia che il compositore riuscì subito a rivendere. In questo periodo iniziò a interessarsi di opera, ma si propose di non lavorarci finché la sua Prima Sinfonia non fosse stata completata. Iniziò a lavorare sul melodramma Voyevoda di Ostrovsky nel 1867 e ne scrisse il libretto della maggior parte dell'atto II e dell'intero atto III. L'orchestrazione venne ultimata mentre si trovava in visita a Parigi nell'estate del 1868 e la sua prima esecuzione ebbe luogo all'inizio del 1869, ma non riscosse molto successo e ne distrusse la partitura dopo averne incorporato alcuni pezzi nella sua opera Oprichnik, che venne completata nell'aprile 1872, anche se l'intera opera è stata ricostruita virtualmente attraveso le rimanenti parti per orchestra e altro materiale.
Nel 1867, mentre era in vacanza a Hapsal con le cognate di sua sorella, compose tre pezzi per piano Souvenir de Hapsal, il terzo di questi peezzi divenne per l'appunto molto famoso. Nello stesso anno Ciaikovski incontrò Berlioz che si trovava in visita a Mosca per dirigere alcuni concerti. In questo periodo incontrò anche Balakirev che nel 1869 diresse la prima esecuzione a San Pietroburgo della Fantasia sinfonica Fatum, una composizione scritta negli ultimi mesi del 1868. Seguì Romeo e Giulietta, un'ouverture composta sotto la profonda influenza di Balakirev. Si rivelò il primo capolavoro di Ciaikovski e la prima versione del brano venne diretta da Nikolay Rubinstein nel marzo 1870. Un gruppo di Sei Canzoni op.6 fu scritto immediatamente dopo la prima versione di Romeo e Giulietta e nel 1871 compose un quartetto d'archi che venne incluso in un concerto che diede nel marzo dello stesso anno. In seguito Ciaikovski scrisse la Seconda Sinfonia, l'opera che meglio rappresenta lo spirito nazionalistico del compositore: dopo la morte del compositore le venne dato il nomignolo 'Piccola Russia' per la presenza in essa di melodie popolari ucraine. Fu completata nel novembre 1872 e venne salutata con entusiasmo, ma l'autore stesso non ne era soddisfatto e vi apportò numerose modifiche. Nel 1873 compose l'ouverture La Tempesta.
Nell'estate del 1875 Ciaikovski lavorò alla sua Terza Sinfonia che, nonostante sia la più noiosa del gruppo, venne accolta calorosamente. Alla fine di quest'anno, non solo iniziò a comporre una raccolta di 12 brani per pianoforte, Les saisons, ma anche a lavorare sulla partitura di Il lago dei cigni, che gli era stata commissionata dai Teatri Imperiali di Mosca. Venne terminata un anno dopo e la sua prima esecuzione ebbe luogo nel marzo 1877 e nonostante in questa occasione non fosse stata correttamente eseguita è tuttora uno dei lavori più soddisfacenti del compositore. In realtà fu con la ripresa di Il lago dei cigni nel 1895, con la coreografia di Petipa e Ivanov, che Ciaikovski ottenne il riconoscimento che meritava e che perdurò successivamente. Nel 1877 il compositore scrisse il poema sinfonico Francesca da Rimini che, eseguito per la prima volta nel 1877, venne accolto calorosamente sia dal pubblico che dalla critica.
Verso il 1877 Ciaikovski incontrò la facoltosa vedova Nadezhda von Meck, il cui interesse nei confronti di lui era dovuto soprattutto alla musica. La signora gli commissionò la composizione di arrangiamenti per violino e pianoforte; tra i due si instaurò una relazione straordinaria solo per corrispondenza che durò quattordici anni. La conferma crescente della sua omosessualità era piuttosto evidente nei suoi lavori, dal momento che rappresentavano per lui la possibilità di esternare sentimenti che non potevano essere incanalati in una relazione fisica. L'unica donna che sembra aver conquistato il suo interesse fu la cantante Désirée Artôt che incontrò nel settembre 1868, e con la quale trascorse molto tempo. Scrisse al padre che avrebbero voluto sposarsi; ma i suoi amici e la madre di Artôt si opponevano alla loro unione, la loro relazione finì quando un anno dopo lei sposò improvvisamente un baritono spagnolo.
Anche nel 1877, mentre stava lavorando alla sua Quarta Sinfonia, Ciaikovski ricevette una dichiarazione d'amore scritta da parte di una certa Antonina Milyukova, che sosteneva di averlo già incontrato, ma lui non se ne rammentava. Le disse che non avrebbe potuto amarla, ma si trovò poi a rivedere il suo rifiuto e in breve tempo decise di sposarla. Lei accettò, anche se il futuro marito aveva messo in chiaro che tra loro non ci sarebbe stato alcun contatto fisico. L'unione si rivelò un disastro e lui la lasciò praticamente subito dal momento che la loro relazione lo condusse al collasso nervoso. Il compositore partì per la Svizzera. In questo periodo compose due dei suoi più grandi lavori, la Quarta Sinfonia e Eugene Onegin che portano entrambi segni inconfondibili degli eventi della vita privata di Ciaikovski al tempo della loro composizione.
Nello stesso anno scrisse a Clarens il celebre Concerto per violino e Manfred (1885). Nel 1888 fu poi la volta della Quinta Sinfonia, La dama di picche nel 1890 e il balletto Schiaccianoci nel 1891. La sua fama internazionale era in rapida ascesa e si mise in viaggio verso numerose capitali europee come Londra, Praga, Parigi e Amburgo per eseguire alcuni concerti delle sue opere. In Francia venne nominato socio corrispondente dell'Académie Française e molti festival dedicati a Ciaikovski iniziarono ad aver luogo in varie città. Nel 1891 si recò a New York per dirigere alcuni dei suoi lavori alla cerimonia d'inaugurazione della Carnegie Hall.
Il compositore continuò a scrivere musica, preferendo come luoghi confortevoli cittadine di campagna in Russia in cui poteva starsene in pace. Maidanova e Klin, vicino a Mosca sono esempi di questi luoghi. Fu proprio a Klin che compose la sua opera più famosa, la Sinfonia 'Patetica' (il titolo 'Pathétique' venne proposto dal fratello Modest alla sua prima esecuzione) che diresse a San Pietroburgo il 28 ottobre. Inizialmente la sinfonia non riscosse troppo successo e il compositore morì prima di aver avuto l'opportunità di assistere al successo che alla fine riscosse. L'ultima composizione dell'artista fu la sua Sesta Sinfonia, in assoluto la sua opera più pessimista.
Pëtr Il'ic Ciaikovski morì il 6 novembre 1893 quasi sicuramente a causa di un avvelenamento da arsenico. La leggenda che narra che lui sia morto di colera per aver bevuto dell'acqua senza averla fatta bollire è infondata. In realtà il compositore si suicidò quando iniziò a circolare la voce che tra lui e il nipote era nata una relazione amorosa. Per evitare lo scandalo Ciaikovski si tolse la vita. Venne sepolto nel cimitero Alexander Nevsky a San Pietroburgo. Una seconda esecuzione della Sesta Sinfonia il 18 novembre fece una grande impressione perché in retrospettiva venne vista come una premonizione della morte del compositore.