Giuliano Montaldo 

Regista

Giuliano Montaldo nasce nel 1930 a Genova. È ancora un giovane studente quando nel 1950 il regista Carlo Lizzani gli affida il ruolo di protagonista nel film Achtung Banditi!. In seguito all'esperienza si reca a Roma, dove, dopo altre esperienze di recitazione nel mondo del cinema, comincia un apprendistato come aiuto regista di Lizzani e Pontecorvo. Nel 1960 debutta nella regia con Tiro al piccione, film sulla Resistenza partigiana, che viene presentato in concorso alla Mostra del cinema di Venezia nel 1961. Nel 1964 realizza La moglie svedese, un divertente episodio del film Extraconiugale. Un importante riconoscimento gli viene conferito al Festival di Berlino con il Premio Speciale della Giuria per Una bella grinta (1965), lungometraggio che narra le vicende di un arrampicatore sociale nell'Italia del miracolo economico.

Dopo aver girato negli Usa Ad ogni costo (1967) e Gli intoccabili (1969), Montaldo torna in Italia per realizzare la Trilogia sul potere: Gott mit uns (1969), Sacco e Vanzetti (1971) e Giordano Bruno (1973), film dai quali emerge una profonda riflessione su temi politici e sociali dovuta anche ai fatti di cronaca nell'Italia di quegli anni. I tre film ricevono ampi consensi e riconoscimenti a vari festival cinematografici internazionali. Il tema della Resistenza torna nel film L'Agnese va a morire diretto da Montaldo nel 1977.

Seguono altre produzioni cinematografiche, e nel 1980 il regista intraprende la realizzazione di una serie televisiva sulle esplorazioni di Marco Polo prodotta da vari paesi. Le riprese portano la troupe in Italia, Medio Oriente, Pamir, Tibet, Mongolia e Cina e vede la partecipazione di un prestigioso cast di attori. L'ultima fase della lavorazione è fatta a Hollywood ed è venduta a 76 nazioni, vince quindi l'Emmy Award come migliore serie televisiva presentata negli Stati Uniti, e altri riconoscimenti per fotografia, scenografia e costumi. L'esperienza cinese di Montaldo si rivela un punto di svolta nel suo lavoro.

Nel 1983 al regista - fino ad allora solo cinematografico e televisivo - viene affidato l'allestimento della Turandot di Puccini all'Arena di Verona, e riceve molti e significativi consensi. Il 1983 è anche l'anno delle riprese in alta definizione di Arlecchino a Venezia, esperimento attuato in collaborazione con Vittorio Storaro: segnale della volontà del regista di sperimentare nuove tecnologie, e nuovi linguaggi. D'ora in poi, Montaldo alterna la sua presenza sul set cinematografico a quella in teatro. Nel 1985 torna all'Arena di Verona con Attila mentre negli anni successivi dirige i film Il giorno prima (1985) e Gli occhiali d'oro (1987), quest'ultimo vincitore del premio "Osella d'oro" per scenografia e costumi alla Mostra del Cinema di Venezia.

Il 1990 è un anno ricco di proposte per la regia di opere liriche ancora all'Arena di Verona, al Teatro Comunale di Firenze, a Parma e al Regio di Torino. Nel 1992 tra i vari impegni, il regista genovese è nuovamente a Verona con La Bohème e vi ritorna due anni dopo con Otello. Nel 1997, alla messa in scena de Il Flauto Magico a Vienna e a Monaco di Baviera si affianca la presentazione di Le stagioni dell'aquila alla Mostra del Cinema di Venezia, un film che racconta i 70 anni di storia del Cinegiornale Luce utilizzando il materiale di repertorio della storica casa di produzione. Dopo Nabucco e Rinaldo & Co a Catania nel 1997, Montaldo realizza Tosca a Verona nel 1998 e riscuote un grande successo. L'allestimento è riproposto dall'Arena per la stagione lirica 2002.

Agosto 2002

 
 
 
In scena
CarmenVenerdì 29 Agosto
alle ore 20:45
in Arena
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