Vincenzo Bellini 
Vincenzo Bellini nacque a Catania nel 1801 da una famiglia di musicisti ed era il primogenito di sette figli. Suo nonno aveva studiato in uno dei conservatori napoletani e dal 1767 circa lavorava a Catania come organista, compositore e insegnante di musica. Anche il padre di Bellini, Rosario, era compositore, maestro di un coro e insegnante di musica nella stessa città. Quando, ancora in tenera età, Vincenzo mostrò segni di un grande talento musicale, suo padre cominciò ad impartirgli lezioni di musica tanto che a cinque anni il giovane musicista sapeva suonare il piano in modo straordinario. In quel periodo scrisse anche la sua prima composizione intitolata Gallus Cantavit. Un anno dopo cominciò a prendere lezioni di latino, lingue straniere, retorica e filosofia ma non imparò mai a parlare e scrivere correttamente l'italiano. Dopo i sette anni fu istruito principalmente dal nonno. In quel periodo scrisse prevalentemente musica sacra: in poco tempo la sua musica si poté ascoltare non solo nelle nelle chiese ma anche nei salotti di nobili e patrizi.

Nel giugno 1819 Bellini cominciò a studiare al Conservatorio di Napoli. Nel 1825, accompagnato da un gruppo di studenti, eseguì nel teatro del conservatorio una sua opera semiseria, Adelson e Salvini: ebbe un grande successo e per questo gli fu commissionata un'opera per una serata di gala del Teatro San Carlo. Inizialmente la composizione fu intitolata Bianca e Fernando ma venne poi modificata in Bianca e Gernando per non mancare di rispetto al re. Fu rappresentata nel maggio 1826 e ricevette critiche positive. Il vero trampolino di lancio per la carriera del compositore fu però Il Pirata, composta nel 1827: fu infatti con quest'opera che il compositore cominciò la collaborazione con il librettista Felice Romani assieme al quale in seguito realizzò La straniera, Zaira, I Capuleti e i Montecchi, La sonnambula, Norma e Beatrice di Teanda. Nello stesso anno cominciò una stretta collaborazione con il compositore e tenore G. Rubini, già interprete dell'opera Bianca e Gernando.

Tra il 1827 e il 1833 Bellini visse prevalentemente a Milano dove entrò in contatto con molti personaggi delle alte classi sociali, tra i quali principesse, conti e duchesse. Gli venivano commissionate delle opere per le quali chiedeva compensi particolarmente elevati: questo gli permetteva di lavorare solo come compositore e lo liberava dall'obbligo di accettare altri incarichi per vivere. Nell'aprile 1828, mentre al Teatro Carlo Felice di Genova andava in scena con successo la seconda versione di Bianca e Gernando, il compositore cominciò un'appassionata storia d'amore con Giuditta Cantù, legata a un proprietario terriero e produttore di seta da un matrimonio infelice. La loro relazione durò fino al 1833.

La più importante opera di Bellini che seguì fu La straniera, rappresentata nel febbraio 1829 al Teatro alla Scala di Milano, con un successo ancora maggiore del Pirata. Nel maggio 1829 seguì poi Zaira che fu invece un insuccesso e, circa un anno dopo, I Capuleti e i Montecchi, rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia e molto apprezzata dal pubblico. Nell'autunno del 1830, dopo un'estate trascorsa sul Lago di Como in convalescenza dopo un attacco di gastroenterite, il compositore cominciò a comporre L'Ernani ma lasciò da parte il lavoro per timore della censura. Scrisse invece La sonnambula che fu rappresentata al Teatro Carcano di Milano nel marzo 1831 e riscosse molti consensi. L'opera Norma, che aprì la stagione del Carnevale 1831-1832 al Teatro alla Scala di Milano, fu inizialmente un insuccesso ma dopo un periodo relativamente breve il pubblico cominciò a capire la sua importanza e a rendersi conto che si trattava di un capolavoro. Nessuno comunque poteva immaginare quanto sarebbe diventata celebre in futuro. In seguito, nella seconda metà del 1832, il compositore diresse le prove dell'opera a Bergamo e Venezia. Seguì poi l'opera Beatrice di Tenda ma fu anch'essa un fiasco.

In seguito alla popolarità raggiunta, nel 1833 il compositore si recò a Londra per le prove di tre delle sue opere: Il pirata, Norma e I Capuleti e i Montecchi furono rappresentate al King's Theatre con grande successo. Così fu anche per La sonnambula, rappresentata al Drury Lane e ricevette buone critiche. Si recò poi a Parigi dove presentò Il pirata e I Capuleti e i Montecchi al Théâtre-Italien. Nella capitale francese il compositore interruppe per un periodo il lavoro di scrittura di opere e si dedicò maggiormente alla vita sociale: instaurò infatti stretti contatti con Rossini e conobbe molti musicisti. In quel periodo ebbe anche la possibilità di di assistere a esecuzioni di Beethoven al Conservatorio di Parigi e fu molto impressionato dalle sue composizioni.

Dopo questo periodo di riposo, Bellini cominciò a lavorare su I Puritani che fu rappresentato al Théâtre-Italien di Parigi nel gennaio 1835 e che riscosse un grande successo, come pure La sonnambula, rappresentata pochi mesi prima. In quello stesso periodo il teatro San Carlo di Napoli chiese al compositore di scrivere una nuova opera ma, per mancanza di tempo, Bellini fu obbligato a rinunciare all'offerta. Scrisse comunque una seconda versione dei Puritani che però non fu mai rappresentata poiché lo spartito arrivò a Napoli dopo il termine stabilito. Bellini rimase a Parigi e, nonostante avesse molti progetti e fosse in trattative con l'Opéra e l'Opéra-comique per nuove opere, non riuscì mai a realizzarle. Verso la fine dell'agosto 1835 si ammalò nuovamente di gastroenterite e morì il 23 settembre dello stesso anno: al suo funerale erano presenti molti personaggi tra i quali Cherubini e Rossini. Fu sepolto nel cimitero Père Lachaise di Parigi ma nel 1876 la salma fu trasferita nella cattedrale di Catania.
 
 
 
In scena
Quarto Concerto RistoriSabato 29 Novembre
alle ore 20:30
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