Il viaggio a Reims

Dramma giocoso in 1 atto
di Gioachino Rossini
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recite concluse
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Libretto di

Luigi Balocchi

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Musica di

Gioachino Rossini

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Teatro Filarmonico

Da sabato 20 maggio appuntamento con Il Viaggio a Reims di Gioachino Rossini, titolo conclusivo in cartellone per la Stagione Lirica 2016-2017

 

Ancora una volta protagonista la coppia Pier Francesco Maestrini alla regia e Joshua Held alle animazioni, con scene e costumi a cura di Alfredo Troisi per l’allestimento frutto della collaborazione tra Fondazione Arena, Theater Lübeck e Theater Kiel.

 

 

Il viaggio a Reims rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 23 maggio alle ore 18:00 e giovedì 25 maggio alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

Direttore Francesco Ommassini

Regia Pier Francesco Maestrini

Scene e costumi Alfredo Troisi

Animazione Joshua Held

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia


In collaborazione con il Theater Lübeck e il Theater Kiel.

Orchestra Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Il viaggio a Reims, il cui titolo completo è Il viaggio a Reims ossia L'albergo del Giglio d'Oro, viene composto da Gioachino Rossini in occasione dell'incoronazione di Carlo X a re di Francia ed eseguito per la prima volta al Théâtre Italien di Parigi il 19 giugno 1825. All’origine vi è un’intuizione geniale dell’autore del libretto Luigi Balocchi e dello stesso Rossini nel creare un testo-pretesto teatrale in grado di trasmettere quel messaggio di universalità che la monarchia voleva inviare non solo al popolo francese, ma a tutta l’Europa. Con Il viaggio a Reims Rossini aggiorna la vecchia concezione della cantata scenica di circostanza in uso tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, veicolando il messaggio con il divertissement e la comédie. Rossini aveva concluso la carriera italiana nel 1823 con Semiramide, opera suggello di un’epoca, di un gusto e di uno stile. Dovendo affrontare oltralpe altri soggetti e un altro tipo di impegno drammaturgico e musicale, Rossini preferisce farlo in maniera progressiva, adottando per le scene e per la lingua francese prima il Maometto II e poi Mosè in Egitto. In questo contesto Il viaggio e Reims si colloca come un’eccezione: è, infatti, ancora su libretto italiano ed è articolato in numeri chiusi, alcuni dei quali appartenenti in maniera spiccata al genere buffo. Rossini riprende il modello dal passato, ma lo esaspera e lo amplifica, grazie anche al fatto che Parigi offriva i migliori interpreti disponibili all’epoca, ai quali era possibile offrire spazio in misura superiore rispetto a quanto fatto in precedenza, pur nell’equilibrio generale dell’insieme. L’opera, che ottiene un incredibile successo iniziale, viene tuttavia pubblicata a Milano solamente nel 1938 nella revisione di Giuseppe Piccioli ed eseguita per la prima volta alla Teatro alla Scala il 5 novembre 1938, sotto la direzione di Richard Strauss.

Si tratta di un titolo poco rappresentato, che ben si presta ad allestimenti particolari; celebre tra tutti è l’allestimento di Dario Fo del 2003 all’Opera di Helsinki. Questa prima messa in scena del titolo rossiniano al Teatro Filarmonico di Verona è affidata a Pier Francesco Maestini e Joshua Held, la cui collaborazione nasce nel 2010 con una versione de Il Barbiere di Siviglia portata in scena con la Compagnia di Opera Brasileira, poi proposta al Teatro Filarmonico nella Stagione Artistica 2014-2015 in una veste totalmente rinnovata, con grande successo di pubblico e critica. L’ideazione de Il viaggio a Reims si è protratta per oltre un anno, attraverso numerose revisioni e modifiche per un dialogo ottimale con la partitura rossiniana. Alla base vi sono la ricerca e la sperimentazione, come ha dichiarato lo stesso Maestrini: «È stato un lavoro lungo, ma ci siamo divertiti molto. La musica di Rossini è perfetta per l’interazione dei cantanti e del coro con i cartoon. Joshua ed io abbiamo pensato al modo migliore per riattualizzare quest’opera, nata con intento celebrativo, e abbiamo creato un linguaggio espressivo basato sull’esagerazione, l’ironia e il divertimento».

L’elevato numero di solisti e le parti vocali non molto estese rendono l’opera particolarmente adatta ad una compagnia di giovani interpreti rossiniani, sapientemente diretti dalla bacchetta di Francesco Ommassini. Lucrezia Drei debutta nel personaggio di Corinna, Raffaella Lupinacci in quello de La Marchesa Melibea, mentre Marina Monzó si esibisce per la prima volta ne La Contessa di Folleville. Francesca Sassu, recentemente impegnata al Teatro Filarmonico in Norma, sarà Madama Cortese. Il Cavaliere Belfiore e Il Conte di Libenskof saranno interpretati rispettivamente da Xabier Anduaga e Pietro Adaini; Marko Mimica, anch’egli presente nella recente produzione di Norma, debutta come Lord Sidney, mentre Giovanni Romeo vestirà i panni de Il Barone di Trombonok. Debuttano inoltre Alessandro Abis nel personaggio di Don Profondo, Omar Kamata in quello di Don Prudenzio, Stefano Marchisio come Antonio e Stefano Pisani come Don Luigino/Zefirino. Completano il cast il Don Alvaro di Alessio Verna, la Maddalena/Modestina di Alice Marini e la Delia di Francesca Micarelli.

ATTO UNICO

Un gruppo di nobili provenienti da tutta Europa si è riunito nell'albergo “Il Giglio d'Oro” a Plombières. Amanti dei viaggi, hanno deciso di raggiungere Reims dove assisteranno all'incoronazione di Re Carlo X. È il giorno della partenza e fervono i preparativi: la governante Maddalena istruisce gli inservienti, mentre Don Prudenzio, medico dell'albergo, controlla le colazioni. Anche Madama Cortese, la proprietaria, raccomanda al personale di occuparsi degli ospiti con la massima sollecitudine.

Intanto la Contessa di Folleville, una giovane vedova parigina vestita sempre all'ultima moda e amante del Cavalier Belfiore, aspetta con impazienza l'arrivo dei suoi bagagli con gli abiti da indossare alla cerimonia. Quando il cugino Don Luigino la informa che la diligenza che portava i bagagli si è rovesciata rovinando il carico, la Contessa sviene. Gli altri ospiti corrono in suo aiuto, lei si rianima ma è disperata: dovrà rinunciare al viaggio a Reims. La disperazione, tuttavia, si trasforma presto in gioia quando la cameriera Modestina arriva con una scatola contenente un cappellino alla moda che si è salvato nella caduta della carrozza.

Entra in scena il Barone di Trombonok, un ufficiale tedesco fanatico per la musica che, avendo assistito alla scena precedente, riflette sul fatto che il mondo è una gabbia di matti. Il Barone è anche amministratore della cassa comune istituita per il viaggio: viene così avvicinato da Don Profondo, letterato e maniaco delle antichità, che deve versare la sua quota. Entra anche Don Alvaro, Grande di Spagna, che presenta la sua accompagnatrice, la Marchesa Melibea, una bella vedova polacca di cui è innamorato e che vorrebbe pure lei partecipare al viaggio a Reims.

Roso dalla gelosia, li segue il Conte di Libenskof, un focoso generale russo: anche lui è innamorato di Melibea e la accusa di infedeltà, scatenando la reazione furiosa di Don Alvaro. I due rivali stanno per sfidarsi a duello quando da una stanza dell'albergo, accompagnato da un'arpa, si sente il canto di Corinna, celebre improvvisatrice romana: le sue strofe incantevoli hanno il potere di placare gli animi dei pretendenti.

Arriva anche Lord Sidney: l'ospite inglese è innamorato di Corinna e, pur essendo da questa corrisposto, non ha il coraggio di dichiararsi; lamenta le sue pene d'amore e fa disporre vasi di fiori davanti alla camera della poetessa.

Don Profondo chiede quindi a Lord Sidney informazioni su dove reperire alcune antichità britanniche ma viene liquidato bruscamente; subito dopo, incontra Corinna e la sua compagna di viaggio, Delia, una giovane orfana greca: Don Profondo consegna alla poetessa una lettera che rassicura Delia sulle sorti della Grecia e promette alle due donne di informarsi sull'ora della partenza.

Rimasta sola, Corinna viene avvicinata dal Cavalier Belfiore, l'ufficiale francese amante della Contessa di Folleville: il giovane, che si considera un seduttore irresistibile, inizia a corteggiare la poetessa in modo pressante. Corinna rifiuta con decisione le avances, ma il Cavaliere si convince che lei finga di non volerlo e di aver comunque raggiunto il suo scopo. Don Profondo, che di nascosto ha assistito divertito al fallimento del Cavaliere, compila su richiesta del Barone di Trombonok la lista degli oggetti di valore di tutti i viaggiatori, rallegrandosi per la partenza imminente.

Subito dopo, Don Profondo incrocia la Contessa di Folleville che sta cercando il Cavaliere. Bastano poche battute e la donna capisce che Belfiore fa il galante con Corinna. Intanto, tra gli ospiti cresce l'impazienza di partire, quando all'improvviso il corriere Zefirino porta una brutta notizia: a Plombières non si trovano più cavalli a noleggio e pertanto bisogna rinunciare al viaggio a Reims.

Dopo lo sconforto generale, ci pensa Madama Cortese a tirar su gli animi: ha ricevuto una lettera da Parigi in cui viene informata dei grandi festeggiamenti che si stanno preparando per il ritorno del Re. La Contessa di Folleville si offre di ospitare l'intera compagnia nella sua casa parigina e gli ospiti, dopo aver accettato con entusiasmo, decidono di partire l'indomani per la capitale. Con il denaro raccolto per il viaggio si potrà organizzare la sera stessa un grande banchetto aperto a tutti. Nel frattempo, il Barone di Trombonok, amante della musica e dunque dell'armonia, si attiva per far riconciliare la Marchesa Melibea e il Conte di Libenskof dopo il litigio causato da Don Alvaro. E infatti, dopo che il Conte si dice pentito della sua gelosia eccessiva, i due innamorati si rappacificano.

Nel giardino illuminato dell'albergo, gli inservienti hanno imbandito la tavola. Tutto è pronto per la festa, che inizia con l'esibizione di una compagnia ambulante di cantanti e danzatori ingaggiata dal Barone di Trombonok. Dopo di che il Barone propone a ognuno dei convitati di intonare un brindisi, in onore della famiglia reale, nello stile del proprio paese d'origine. Per concludere in bellezza la festa, gli ospiti chiedono a Corinna di intrattenerli con una improvvisazione: ogni convitato propone un tema e, dopo un'estrazione a sorte, viene scelto: “Carlo X, Re di Francia”. Dopo l'improvvisazione di Corinna, la serata si chiude con una lode corale al “Prode Regnator”.

locandina viaggio a reims

Corinna Lucrezia Drei
La Marchesa Melibea Raffaella Lupinacci
La Contessa di Folleville Marina Monzó
Madama Cortese Francesca Sassu
Il Cavaliere Belfiore Xabier Anduaga
Il Conte di Libenskof Pietro Adaini
Lord Sidney Marko Mimica
Don Profondo Alessandro Abis
Il Barone di Trombonok Giovanni Romeo
Don Alvaro Alessio Verna
Maddalena Alice Marini
Don Luigino Stefano Pisani
Don Prudenzio Omar Kamata
Delia Francesca Micarelli
Modestina Alice Marini
Zefirino Stefano Pisani
Antonio Stefano Marchisio

TURNO A - sabato 20/05/2017 ore 15.30

TURNO B - domenica 28/05/2017 ore 15.30

TURNO C - martedì 23/05/2017 ore 19.00

TURNO D - giovedì 25/05/2017 ore 20.00