Norma

Tragedia lirica in 2 atti
di Vincenzo Bellini
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Martedi
25 Apr
Ore 19:00
Giovedi
27 Apr
Ore 20:00
Domenica
30 Apr
Ore 15:30
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Libretto di

Felice Romani

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Musica di

Vincenzo Bellini

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Durata

2.45 Ore circa - intervalli inclusi

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Teatro Filarmonico

Da domenica 23 aprile appuntamento con Norma di Vincenzo Bellini, quinto titolo in cartellone per la
Stagione Lirica 2016-2017. 

 

L’allestimento di Norma porta la firma di Hugo de Ana, che ne cura regia, scene e costumi, mentre ritroviamo sul podio Francesco Ivan Ciampa a guidare cantanti e Orchestra e Coro areniani.

 

 

Norma rientra nel progetto Ritorno a Teatro, dedicato al mondo della scuola. Martedì 25 aprile alle ore 18:00 e giovedì 27 aprile alle ore 19:00 sarà presentato lo spettacolo in un breve incontro. Al termine del Preludio verrà offerto ai presenti un aperitivo prima di assistere alla rappresentazione.

 

Direttore Francesco Ivan Ciampa

Regia Hugo De Ana

Maestro del Coro Vito Lombardi

Direttore allestimenti scenici Giuseppe de Filippi Venezia


Allestimento Fondazione Arena di Verona

Orchestra Coro e Tecnici dell'Arena di Verona

Norma è fra i capolavori più noti di Vincenzo Bellini: tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani – ispirata alla tragedia in versi e cinque atti Norma, ou L’Infanticide di Louis-Alexandre Soumet – debutta il 26 dicembre 1831 al Teatro alla Scala di Milano e, da allora, viene costantemente rappresentata nei teatri di tutto il mondo. Amata da Donizetti e Wagner, e definita da Mascagni «capolavoro dell’umanità», è universalmente conosciuta soprattutto per la cavatina del I atto Casta Diva, la famosa preghiera che la protagonista rivolge alla Luna, interpretata dalle più grandi voci belcantistiche di tutti i tempi, prima fra tutte la divina Maria Callas che fu Norma per eccellenza.

L’opera del compositore catanese viene rappresentata per la prima volta al Teatro Filarmonico nell’inverno del 1834, per ritornarvi dal 1837 fino al 1867, approdando nel frattempo anche negli altri teatri veronesi Nuovo e Ristori; fra applausi e ovazioni debutta in Arena nel 1923, dove conta 28 rappresentazioni fino al 1994. Torna per la Stagione Artistica 2016-2017 al Teatro Filarmonico, proposta nell’allestimento, che ha debuttato nel 2004, a firma del noto regista e scenografo argentino Hugo de Ana. Come ha affermato il regista stesso, la Norma a cui il pubblico assisterà quest’anno sarà un’evoluzione di quella fortunata produzione, arricchita sia in termini scenografici che registici, fino alla “sorpresa” del finale.

La messa in scena di Norma offerta da de Ana vede trasposta l’azione dall’epoca romana all’Ottocento napoleonico, periodo in cui Bellini si trovava a comporre la partitura, in un fluire di suggestioni tra il neo-classico e il romanticismo; Pollione sarà quindi un ufficiale francese, a rappresentare l’invasore del mondo di Norma e dei Druidi, che vestiranno sontuosi abiti stile impero. Tutto questo nel rispetto del libretto, che non presenta precisi riferimenti storici.

ATTO I

Siamo nelle Gallie, all'epoca dell'invasione romana. Oroveso, capo dei druidi, guida una processione di sacerdoti e guerrieri nella sacra foresta, presso la quercia di Irminsul. Sua figlia Norma, sacerdotessa e veggente, presto svelerà la volontà del dio: tutti sperano che arrivi finalmente il segnale della rivolta contro il nemico.

Intanto Pollione, proconsole romano, confessa all'amico Flavio i suoi tormenti: la passione per Norma, da cui ha avuto due figli, si è ormai spenta da tempo. Ora ama Adalgisa, una giovane novizia del tempio di Irminsul, ma ammette di temere la vendetta di Norma, anche a causa di un inquietante sogno premonitore. Per timore di essere scoperti i due si allontanano, mentre i Galli tornano a riunirsi.

Arriva Norma e subito calma gli animi, rivelando che non è ancora tempo di ribellione. Quindi, dopo aver raccolto il sacro vischio, intona una preghiera alla luna. Finito il rito, la sacerdotessa congeda l'assemblea, e mentre i Galli invocano il giorno della vendetta, segretamente lei pensa a Pollione, col quale spera ancora di rinsaldare il legame. Tutti si allontanano, resta solo Adalgisa, che si tormenta per aver tradito i propri voti. Pollione la raggiunge e le chiede con forza di abbandonare il suo dio spietato per seguirlo a Roma. Lei è incerta, combattuta, ma alla fine si arrende alle pressioni dell'uomo e promette di fuggire con lui il giorno dopo.

Nella sua casa, Norma confida all'amica Clotilde di provare un sentimento ambivalente verso i figli: li ama e li odia allo stesso tempo. Le rivela inoltre il timore che Pollione, richiamato a Roma, possa abbandonare lei e i bambini. Arriva quindi Adalgisa, che confessa a Norma di essersi innamorata e di aver infranto i voti sacerdotali. Senza rivelare l'identità dell'uomo, la giovane racconta come lo ha incontrato: Norma rivive i primi tempi dell'amore con Pollione e, commossa, libera la giovane dai voti, invitandola a seguire il suo cuore. L'arrivo inatteso del proconsole romano chiarisce la situazione: Norma capisce che è lui l'amante di Adalgisa e mette in guardia la ragazza sulla natura infida di Pollione. Sconvolta dalla rivelazione, Adalgisa accusa l'uomo di averla ingannata e rifiuta di seguirlo. Richiamata ai propri riti, Norma rinnova le maledizioni contro un furente Pollione, mentre Adalgisa conferma l'intenzione di rinunciare all'amore.

ATTO II

È notte. Nella sua abitazione, Norma ha deciso di uccidere i figli: teme che vengano fatti schiavi a Roma, e poi vuole punire Pollione nei suoi affetti più cari. Per due volte si trova sul punto di colpirli, ma alla fine rinuncia, vinta dall'amore materno. Quindi manda a chiamare Adalgisa e le affida i bambini perché li porti da Pollione. Lei ha deciso di morire. Adalgisa rifiuta, dice di non amare più il romano: supplica Norma di non uccidersi e di tenere i figli. Quindi si offre di andare da Pollione per convincerlo a riconciliarsi e Norma, commossa da tanta dedizione, accetta. Le due donne si abbracciamo promettendosi amicizia eterna.

Presso la foresta dei druidi, i guerrieri galli hanno saputo che Pollione sta per rientrare a Roma e sono impazienti di iniziare la rivolta. Ma Oroveso li frena: il proconsole sarà sostituito con un altro ancora più spietato e temibile, e Norma non ha ancora dato il consenso alla sollevazione. Meglio simulare la calma e attendere.

Intanto, nel tempio d'Irminsul, Norma spera nel pentimento di Pollione. Clotilde la informa però che Adalgisa non è riuscita a convincerlo e che anzi Pollione è deciso a rapire la giovane per portarla a Roma. Furiosa, Norma chiama a raccolta i guerrieri e i druidi e li incita a sterminare gli invasori. Si innalza un sanguinario inno di guerra, al temine del quale Oroveso ricorda a Norma che il rito propiziatorio impone un sacrificio umano e le chiede chi sia la vittima prescelta. In quel momento, Clotilde avverte che un romano è stato catturato negli alloggi delle novizie. Si tratta di Pollione, che stava cercando di rapire Adalgisa e ora viene portato davanti all'assemblea. Norma pregusta la vendetta ma quando, con un pugnale, si prepara a uccidere lei stessa Pollione, viene colta dall'esitazione tra lo stupore generale: con la scusa di interrogare il prigioniero sull'identità della sacerdotessa sedotta, fa allontanare tutti e rimane sola con lui.

In un confronto concitato, gli propone la vita e la libertà a patto che lasci Adalgisa. Minaccia anche di uccidere i figli, ma lui rifiuta. Norma richiama allora tutti a raccolta per comunicare il nome della vittima sacrificale: si tratta di una sacerdotessa che ha infranto i voti e tradito la patria. Ordina quindi di preparare il rogo. Sul punto di dire il nome, mentre Pollione la scongiura di risparmiare Adalgisa, Norma si rende conto con orrore che sta accusando un'innocente. E tra lo stupore generale rivela di essere lei la colpevole. Toccato da tanta grandezza d'animo e pieno di rimorso, Pollione si rende conto di amare ancora Norma e chiede di morire con lei. La donna supplica quindi il padre Oroveso di prendersi cura dei nipoti, dopo di che i due amanti, finalmente ricongiunti, si avviano insieme al rogo.

Pollione
Rubens Pellizzari
23, 27, 30 aprile
Mikheil Sheshaberidze 25 aprile


Oroveso
Marko Mimica 23, 27, 30 aprile
Mattia Denti 25 aprile


Norma
Csilla Boross 23, 27, 30 aprile
Francesca Sassu 25 aprile

Adalgisa
Anna Maria Chiuri 23, 27, 30 aprile
Alessia Nadin 25 aprile


Clotilde Madina Karbeli


Flavio Antonello Ceron

TURNO A - domenica 23/04/2017 ore 15.30

TURNO B - domenica 30/04/2017 ore 15.30

TURNO C - martedì 25/04/2017 ore 19.00

TURNO D - giovedì 27/04/2017 ore 20.00