Carmen

Opéra-comique in 4 atti
di Georges Bizet
Condividi
+
img/icon_libretto.png

Libretto di

Ludovic Halevy - Henri Meilhac

img/icon_music.png

Musica di

Georges Bizet

img/icon_map.png

Arena di Verona

Il Festival 2018 inaugura con un nuovo allestimento di Carmen firmato Hugo de Ana.

ATTO I

In una piazza di Siviglia, si affacciano la caserma dei dragoni e una fabbrica di tabacchi. Tra il viavai della gente, si fa strada una ragazza: ha l'aria smarrita, si avvicina alle guardie chiedendo del brigadiere Don José. Le rispondono che entrerà in servizio a breve e la invitano a rimanere con loro. Lei rifiuta intimidita e si allontana.

Con il cambio della guardia, arriva il nuovo drappello seguito da un gruppo di ragazzini che scimmiottano la marcia dei soldati. C’è anche Don José. Informato della visita della ragazza, intuisce dalla descrizione dei commilitoni che si tratta di Micaela, un’orfana che la madre ha accolto in casa.

Suona una campana e l’attenzione di tutti si sposta sulle sigaraie che escono dalla manifattura. Gli uomini si precipitano all’ingresso per ammirarle da vicino, le operaie si divertono a farsi corteggiare. Tra di loro c’è Carmen, una zingara bella e sensuale. Consapevole della sua avvenenza, canta una canzone piena di allusioni e fa capire di non credere nella costanza dell’amore. Don José non la bada. Lei si accorge della sua indifferenza e, per provocalo, gli lancia un fiore tra le risate generali. Scandalizzato da tanta sfacciataggine, ma allo stesso tempo turbato, l’uomo lo raccoglie e istintivamente lo nasconde sotto la giubba.

Ritorna Micaela. La giovane consegna a Don José una lettera e del denaro, oltre che un bacio, da parte della madre lontana. Lui si commuove e, quando Micaela se ne va, legge la lettera: la madre vorrebbe vederlo sposato proprio con quella brava ragazza. Si ripromette di seguire il consiglio e sta per gettare il fiore della zingara quando scoppia una rissa tra le sigaraie. Carmen ha ferito un’operaia con un coltello. Don José viene incaricato di arrestarla e condurla in prigione. Ma Carmen, con consumata abilità seduttiva, inizia a circuirlo: gli promette un incontro d’amore dandogli appuntamento alla taverna di Lillas Pastia, vicino alle mura di Siviglia. Ormai soggiogato, José cede: le scioglie i polsi, finge di ricevere uno strattone e cade. Carmen fugge.

ATTO II

Siamo nella locanda di Lillas Pastia, un locale di infimo ordine, covo di contrabbandieri frequentato anche da soldati e zingari. Con le amiche Mercédès e Frasquita, Carmen canta e danza un ipnotico motivo esotico. Il luogotenente Zuniga la informa che Don José, finito in carcere per averla aiutata nella fuga, è appena stato rilasciato. Anche lui subisce il fascino della gitana e inizia a corteggiarla, ma viene interrotto dall'arrivo di Escamillo. Accolto tra le acclamazioni, il giovane torero racconta le sue prodezze nella corrida e resta colpito pure lui dalla bellezza di Carmen.

Usciti tutti gli avventori, il locandiere fa entrare il Dancairo e il Remendado, due contrabbandieri che stanno preparando un colpo per quella notte e cercano l'aiuto di Carmen e delle sue amiche. Questa volta però la zingara non è disposta a seguirli: aspetta il ritorno dell'uomo di cui è innamorata. Di lì a poco Don José arriva manifestandole il suo amore. Carmen inizia a ballare sensualmente per lui ma, non appena si sente la tromba della ritirata, José - che è stato degradato a soldato semplice - si affretta a tornare in caserma. Lei si infuria, lo deride, lo insulta. Non è questa la sua idea dell’amore. Lui le apre il suo cuore: nonostante i conflitti, ora la ama, non vive che per lei.

Carmen lo invita a unirsi ai contrabbandieri, gli prospetta una vita libera, ma l’uomo rifiuta l'idea di disertare e, di fronte all'ennesima incomprensione, decide di lasciarla. Nel frattempo arriva Zuniga, tornato per cercare di sedurre Carmen. Appena vede Don José, gli intima di andarsene. Nasce un alterco violento e a José, colpevole di insubordinazione, non resta che unirsi ai contrabbandieri e iniziare una vita da fuorilegge.

ATTO III

Accampati tra le montagne, i contrabbandieri si riposano. Carmen e Don José scambiamo qualche parola: si capisce che la loro relazione si sta deteriorando. Lei si è già stancata, vuole essere libera; lui è tormentato dal rimorso nei confronti della madre e ossessionato dalla gelosia. Frasquita e Mercédès leggono i tarocchi: nel loro futuro vedono eventi positivi. Anche Carmen interroga le carte, ma nel futuro vede la morte per sé e Don José. È turbata, sa che l’uomo è esasperato e potrebbe arrivare a ucciderla, ma non ha paura e accetta di andare incontro al suo destino.

Accompagnata da una guida, arriva Micaela: è impaurita da quei luoghi ma, nel disperato tentativo di redimere l’uomo che ama, cerca di farsi forza. Da lontano vede su una roccia Don José mentre, in segno di avvertimento, spara un colpo di fucile a uno sconosciuto. La ragazza si nasconde spaventata, mentre appare Escamillo, scampato per poco alla fucilata di Don José. Il torero è venuto per rintracciare la gitana di cui è innamorato: un breve scambio di battute e i due scoprono di essere rivali, estraggono i coltelli e solo l’arrivo di Carmen e dei contrabbandieri impedisce che avvenga il peggio.

Escamillo se ne va, dopo aver invitato tutti alla prossima corrida di Siviglia. La carovana dei contrabbandieri sta per ripartire quando viene scoperta Micaela. La ragazza supplica Josè di seguirla ma lui le resiste: sa che Carmen ne approfitterebbe per iniziare una relazione con il torero. Quando però viene a sapere che la madre sta per morire, spinto dal senso di colpa, segue Micaela. Prima di partire minaccia Carmen: si rivedranno presto.

ATTO IV

Nella piazza di fronte all’arena di Siviglia, la folla si accalca in attesa dell’arrivo del torero. All'entrata della “cuadrilla”, l'euforia è alle stelle: Escamillo arriva accompagnato da Carmen, elegante e radiosa più che mai. Prima che il torero entri nell'arena, lei gli giura di non aver mai amato nessuno quanto lui.

Tra la folla si aggira anche Don José, e Frasquita, che lo ha riconosciuto, avverte l'amica di stare attenta: sarebbe meglio per lei andarsene. Carmen non si lascia intimorire e replica spavaldamente che non ha paura di lui, anzi, è decisa ad affrontarlo.

Tutti entrano nell’arena, tranne Carmen. Arriva Don José. È sconvolto, la supplica di tornare con lui, si umilia dicendo di essere pronto a fare tutto quello che lei vuole pur di riaverla. Carmen non si fa impietosire, è irremovibile e sprezzante: non lo ama più e non cederà mai, è nata libera e libera morirà. I toni si fanno sempre più tesi e violenti finché, con un gesto di aperta sfida, Carmen getta in aria l’anello che lui le aveva regalato.

Mentre dall’arena si sentono le acclamazioni per la vittoria di Escamillo, Don José, fuori di sé per la rabbia e la frustrazione, pugnala Carmen. Di fronte alla folla che esce dall’arena, si getta sul corpo senza vita della donna, chiamandola disperatamente per nome.